Giovedì, 19 Settembre 2019

 

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Progetto legalità: Progetto Livatino Grassi, la Scuola contro il racket e l'usura

Il Protocollo di Intesa «Percorso Integrato di educazione alla Legalità rivolto al Sistema Scolastico Siciliano Rosario Livatino» firmato il 26 luglio 2005 tra la Regione Siciliana - Assessorato ai Beni Culturali ed Ambientali ed alla Pubblica Istruzione, l’Ufficio Scolastico Regionale della Sicilia, il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero di Giustizia, il Movimento delle Associazioni Antiracket ed Antiusura (FAI) e la Fondazione "Progetto Legalità in memoria di Paolo Borsellino e di tutte le altre vittime della mafia" prevede, tra le altre attività, la promozione per l’anno scolastico 2005-2006 di un percorso didattico di educazione alla legalità rivolto alle Scuole Siciliane di ogni ordine e grado.

L’iniziativa è dedicata alla memoria del Giudice Livatino e di Libero Grassi e centrato su un tema della legalità oggi particolarmente tanto attuale quanto non abbastanza affrontato: l’estorsione e l’usura.

Il "Progetto Livatino-Grassi" è difatti finalizzato ad animare il dibattito sui temi dell’Antiracket e Antiusura, rendendo il Sistema Scolastico protagonista del percorso educativo.

Il Progetto intende rendere il Sistema Scolastico protagonista di un cambiamento dell’atteggiamento culturale sul tema, con lo scopo di stimolare il processo di formazione di una Cittadinanza attiva e consapevole e di un’ Etica della responsabilità ampiamente condivisa, in grado di garantire non solo il trasferimento dei valori di legalità ma la concreta assunzione nel quotidiano delle nuove generazioni di comportamenti ispirati al rispetto dello Stato e delle regole di convivenza civile.

Il progetto intende quindi partire dalla Scuola per sviluppare un dibattito permanente che arricchisca l’informazione sociale sui temi dell’antiracket e antiusura, renda visibile la frontiera del cambiamento e rinforzi il valore ed il ruolo dell’Associazionismo, quale strumento essenziale della lotta all’estorsione ed all’usura, in modo da sollecitare le vittime alla denuncia e lo Stato ad adottare misure più incisive che tengano conto delle risposte e delle proposte che vengono dalla società civile.

1.1 La Rete dei Promotori del Progetto Livatino-Grassi

Il Progetto è promosso da una Rete composta da:

  • Assessorato ai Beni Culturali ed Ambientali ed alla Pubblica Istruzione della Regione Sicilia
  • Ufficio Scolastico Regionale della Sicilia
  • Ministero della Giustizia - Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria
  • Dipartimento per la Giustizia Minorile della Regione Siciliana
  • Fondazione "Progetto Legalità in memoria di Paolo Borsellino e di tutte le altre vittime della mafia"
  • Movimento delle Associazioni Antiracket ed Antiusura – FAI (Federazione Antiracket Italiana)

Il progetto prevede nel suo sviluppo la collaborazione ed il coinvolgimento attivo di tutti gli attori che sul territorio sono coinvolti a pieno titolo nella lotta all’estorsione e all’usura e nello sviluppo di un’educazione alla cittadinanza, ed in primis:

  • L’Associazione Nazionale Magistrati
  • La Commissione Parlamentare Antimafia;
  • Le Associazioni di Categoria di Imprenditori, Commercianti ed Esercenti, Sindacali;
  • Le Associazioni Antiracket ed Antiusura del territorio;
  • Il sistema delle Banche e dei Consorzi Fidi;
  • Le Forze dell’Ordine;
  • L’Associazione Italiana Genitori;

1.2 Le Finalità del Progetto Livatino-Grassi

Il Progetto - partendo dalla Scuola come "incubatore dei valori comportamentali del futuro" - intende contribuire alla crescita culturale, sociale ed economica del territorio, sviluppando la Cultura della cittadinanza e della responsabilità sociale, attraverso la promozione e l’animazione di percorsi di orientamento ed educazione alla legalità che, partendo dalle Scuole, consentano di raggiungere anche le famiglie e le imprese. L’attivazione del circolo virtuoso di animazione e collaborazione che sottende il progetto intende così supportare:

  1. la promozione culturale e lo sviluppo sociale ed economico del territorio;
  2. la crescita della consapevolezza del peso sociale ed economico dei fenomeni criminali dell’estorsione e dell’usura;
  3. l’attivazione di comportamenti imprenditoriali volti alla resistenza all’estorsione e all’usura e la conoscenza di strumenti nuovi e competitivi per supportare l’imprenditoria;
  4. la consapevolezza da parte delle aziende della possibilità di migliorare la propria immagine sui mercati attraverso il riconoscimento e la visibilità esterna dati dall’adozione di comportamenti socialmente responsabili;
  5. la possibilità per le associazioni impegnate nella lotta all’estorsione e all’usura di offrire una percezione positiva del proprio ruolo e, attraverso una maggiore sensibilizzazione del sistema pubblico, promuovere l’adozione di politiche pubbliche volte a contrastare i fenomeni di usura ed estorsione;
  6. la capacità dei consumatori di riconoscere i comportamenti sociali dei fornitori e scegliere consapevolmente di investire nello sviluppo sostenibile.

I fenomeni dell’usura e del racket, pur se di rilevanza nazionale, sono praticamente assenti dal dibattito culturale. La mancanza di informazioni (sulle azioni da fare per denunciare, sulle misure da adottare per evitare di cadere nella rete dell’usuraio o dell’estortore, sulle reti di sostegno, sul sistema di garanzie, etc…) è uno dei principali problemi della lotta all’usura ed all’estorsione.

Il progetto si propone quindi di:

  • Riaccendere il dibattito e l’informazione sui temi dell’antiracket e antiusura per rinnovare e sostenere un sistema di valori che attraverso l’associazionismo spinga le vittime alla denuncia e lo Stato ad adottare misure più incisive che tengano conto delle risposte e delle proposte che vengono dalla società civile.
  • Contribuire ad aumentare l’attenzione sulla gravità del fenomeno dando, ad esempio, maggiore visibilità agli "esempi positivi", diffondendo dati aggiornati sull’incidenza e sulla pervasività quotidiana del fenomeno.
  • Promuovere la costruzione di modelli comportamentali in grado di incidere sulle abitudini, invertendo la tendenza negativa alla denuncia e alla ribellione e sostenendo la crescita di una consapevolezza e la responsabilizzazione dell’individuo.
  • Sperimentare a partire dalla Scuola un nuovo canale di comunicazione del fenomeno che si dimostri in grado di ribaltare la tendenza alla distorsione dei valori di legalità.

1.3 Obiettivi del Progetto Livatino-Grassi

Obiettivo dell’iniziativa è la costruzione e l’avvio di un’osmosi culturale tra la Scuola, le Associazioni Antiusura ed Antiracket, e le Istituzioni in modo da consentire:

  1. agli Studenti di sviluppare un sistema valoriale proprio, fondato sull’etica della responsabilità e della legalità, misurandosi con la conoscenza di un fenomeno che impatta fortemente sul loro vissuto quotidiano;
  2. ai Docenti, attraverso un’azione di autoaggiornamento, di informare correttamente i propri alunni sul fenomeno del racket e dell’usura, del valore aggiunto dell’associazionismo, degli strumenti per la lotta all’ illegalità, dei potenziali rischi a breve e lungo termine quando si adottano modelli comportamentali acquiescenti alle strutture illegali, delle pene cui vanno incontro l’estortore e l’usuraio;
  3. alle Associazioni di valutare l’impatto dell’informazione offerta, rimodulare i contenuti e i veicoli della propria comunicazione, incontrare attraverso le Scuole anche la cittadinanza e quindi le vittime o potenziali vittime, offrendo loro un filtro per superare le prime diffidenze, spesso primo vero ostacolo alla denuncia;
  4. alla Società Civile di arricchire il dibattito sul fenomeno, contribuendo così a sollecitare la creazione degli strumenti correttivi;
  5. alle Istituzioni di contribuire a creare un forte senso di cittadinanza e a rinsaldare la fiducia negli organi inquirenti, giudicanti, legislativi come garanti del rispetto delle regole e della loro applicazione.

1.4 Il percorso didattico per le scuole

Il progetto si rivolge a tutte le Scuole di ogni ordine e grado, ivi comprese le Scuole carcerarie e le Scuole per Adulti, prevedendo lo svolgimento di percorsi differenziati in funzione dell’età e della tipologia di scuola.

Il percorso didattico proposto lascia ampio margine all’autonomia dell’offerta formativa promossa dal docente, al quale vengono forniti strumenti utili per sollecitare la conoscenza e la consapevolezza del fenomeno tenendo conto del contesto di riferimento e dell’ambiente in cui opera la scuola.

Prevede, inoltre, una specifica fase informativa di supporto ai docenti, che comprende la disponibilità ad organizzare incontri di approfondimento con esperti del tema ed accedere a documenti significativi per l’autoaggiornamento.

Al fine di acquisire una visione d’insieme sulla partecipazione delle scuole e conoscere più da vicino il contesto e l’ambiente con cui ogni giorno si misura la scuola nel suo territorio, ai docenti è inoltre richiesto di compilare una breve scheda per il monitoraggio della qualità del progetto e una scheda descrittiva della realtà in cui la scuola opera. Tale materiale oggetto di studio degli esperti di staff al progetto serve anche per migliorare in corso d’opera il progetto recependo le informazioni che provengono direttamente dalle Scuole.

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