Giovedì, 17 Ottobre 2019

 

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Forza Italia, Forza di Mezzogiorno

Forza Italia è chiamata a interpretare la forza del Mezzogiorno: quel senso di dignità, di lealtà, quei sentimenti di amicizia che sono propri della cultura, delle tradizioni familiari del popolo del Sud. Forza Italia, Forza Mezzogiorno: bisogna continuare a dare coraggio alle famiglie, prospettive del futuro, insistendo e lottando nel parlamento nazionale, nelle assisi regionali e provinciali, in ogni comune.

Forza Italia è il partito della classe media: le famiglie la vedono come un’organizzazione politica che vuole interpretare i bisogni, le ansie di chi ha figli all’ università, laureati, diplomati.

E’ un partito che dice no al sentimento di invidia sociale che la sinistra al governo ha prodotto: al clima di tensione, di difficoltà e di delusione che avevamo paventato come inevitabile. E’ un movimento che rappresenta l’Italia vera, di chi lavora e si sacrifica ogni giorno, per la propria famiglia, per i propri figli. Per Forza Italia la questione meridionale è una questione di rappresentanza politica e un punto centrale dell’azione di governo.

Sotto il primo versante, il partito ha il compito storico di rappresentare una società aperta, che lavora, che si impegna per trovare opportunità di occupazione attraverso lo studio, attraverso la disponibilità ad apprendere, attraverso la dimostrazione della propria capacità di fare e operare. La questione meridionale è inoltre il tema centrale di un‘azione di governo.

In cinque anni di governo, il dicastero delle infrastrutture e dei trasporti ha attuato il punto cruciale del "Contratto con gli Italiani" sulla base del quale Silvio Berlusconi aveva ricevuto il mandato da parte del popolo: la progettazione, il finanziamento e la realizzazione delle grandi opere.

In tema di infrastrutture e trasporti, il governo Berlusconi ha presentato al Paese un bilancio di verità, costituito sulle cifre dei progetti preliminari e poi resi definitivi ed esecutivi, sulle riforme giuridiche e organizzative che hanno portato l’Italia e il Mezzogiorno al centro dell’ Europa e del Mediterraneo.

Se oggi si può discutere di queste aree tematiche dell’economia e dello sviluppo del nostro Paese lo dobbiamo solo al processo pianificatorio, procedurale e finanziario promosso e attuato dal governo Berlusconi, attraverso la Legge Obbiettivo, attraverso le varie leggi di spesa, attraverso il grande impegno su scala comunitaria.

Il governo Berlusconi ha attuato qualcosa di inimmaginabile in un arco temporale di soli tre anni.

Gli affabulatori di sinistra e i loro schierani solo due anni fa ritenevano falsi questi dati, ritenevano inesistenti i contributi per i Corridoi voluti dalla Casa delle Libertà. Purtroppo rischieremo di perdere tali contributi perché in un anno, praticamente, il Governo Prodi e le amministrazioni Vendola, Bassolino, Loiero, De Filippo hanno rallentato o azzerato integralmente gli interventi su tali Corridoi. Nel 2005, durante il Vertice di Napoli, i ministri d’Europa assegnarono al Corridoio dei Due Mari e al Corridoio VIII la funzione di bridge fra il Mediterraneo ed il Mare del Nord, tra il Mediterraneo ed Mar Nero, mettendo in risalto il ruolo geoeconomico del Mare Nostrum.

L’Italia ha certamente ancora bisogno di continuare nel processo di sviluppo avviato con il programma delle Grandi Opere strategiche che il Governo di centrodestra, in pochissimi anni, ha attivato e sostenuto, creando uno straordinario clima di cooperazione nell’Unione Europea e con i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo.

Prodi, Di Pietro, Pecoraro Scanio, Visco e Padoa Schioppa hanno bloccato tutto in questi mesi; salvo ammettere, oggi, Di Pietro in primis, che la Legge Obbiettivo e il master plan delle opere sono stati l’operazione infrastrutturale più importante fatta in Italia nel dopoguerra.

Paghiamo troppe tasse per alimentare la spesa corrente e gli interessi sul debito, mentre i servizi sono spesso insoddisfacenti e gli investimenti pubblici non arrivano ad un modesto 4% del Pil.

Il Governo Prodi non intende seriamente tagliare sprechi e privilegi e così la pressione fiscale continua a crescere. Con l’addizionale Irap arriviamo all’assurdo di togliere soldi alle imprese per premiare le regioni che mal amministrano!

Da gennaio, quando in Germania entrerà in vigore la riforma che riduce di nove punti l’aliquota fiscale sui profitti, le aziende italiane saranno le più tassate in tutta Europa.

Il Mezzogiorno che tanti consensi ha dato e dà al nostro partito, dice no a chi rastrella risorse private per garantire lauti stipendi pubblici alle nomenklature e alle clientele di imprese che il Governo di centro sinistra intende ancora sostenere, sulle spalle di chi lavora e di chi ha lavorato per una vita.

Il nostro Paese e in particolare il nostro Mezzogiorno dice no ad una tassazione odiosa. La Francia ha ripreso a correre abbattendo il carico fiscale e diminuendo contestualmente la spesa pubblica inutile e che drena solo le risorse dei cittadini, rendendo impossibile la crescita dell’occupazione e paralizzando la voglia di investire sul piano imprenditoriale.

In questo Mezzogiorno i veri conservatori del loro potere, costruito sulle spalle degli altri, perdono terreno e consenso.

Il Mezzogiorno è stanco dei vecchi e dei nuovi affabulatori della sinistra: nelle recenti elezioni amministrative, in tutte le nostre regioni, la sinistra ha ricevuto una sconfitta pesante, la società meridionale si è resa conto delle mistificazioni di una classe politica contraddittoria, povera di idee, priva di un progetto per la società meridionale e nazionale.

Forza Italia crede che ogni persona abbia il diritto di realizzare se stessa, di aspirare al benessere, di costruire con le proprie mani il proprio futuro, di poter educare i figli liberamente.

E dà fiducia alla libera scelta del proprio presente e del futuro, di chi ogni giorno rischia e lavora in una economia sociale di mercato.

Per questo Forza Italia è il più grande partito italiano che raccoglie i moderati, i liberali, i cattolici, i popolari, i laici e i socialisti, senza vincoli, senza dettare imposizioni, aperto alla tradizione e al riformismo illuminato.

L’agenda delle priorità.

  • Riformare lo Stato e creare le condizioni per una politica nuova, non più autoreferenziale: non una politica e un’amministrazione che produce costi e caste, che trova i fondi per il proprio mantenimento gravando sulle spalle dei cittadini che lavorano.
  • Serve capacità di leadership, perché mai come oggi la qualità di una classe dirigente si misura sulla sua capacità di governare il cambiamento. Bisogna premiare i migliori, abbattere i muri e le distanze tra la società, eliminando quei meccanismi dannosi e paradossali come le 488, attraverso cui si instaura il circuito perverso: tasse, distribuzione di risorse pubbliche alle clientele, intermediazione distorta, crisi di competitività.
  • Il Sud è ancora una immensa riserva di sviluppo che può ancora essere valorizzata eliminando enti inutili e costosi, riducendo il carico fiscale e liberando risorse per investire nel futuro, in ricerca e sviluppo, in infrastrutture per la mobilità e per l’energia, per la tutela dell’ambiente e per la sicurezza e la salute dei cittadini.
  • Il Sud può ancora diventare il cuore pulsante del Mediterraneo: il centro dell’investimento internazionale, grazie alla bellezza dei luoghi, alla qualità umana della gente, alla cultura civile e democratica che si respira nelle città e nei paesi.

Al di là della retorica e delle solite vuote strumentalizzazioni di una sinistra ormai prigioniera di se stessa e del dissenso interno e della crisi di consenso nel Paese.

Noi di Forza Italia abbiamo il dovere di continuare a parlare ai cittadini, al cuore della democrazia.

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