Lunedì, 16 Dicembre 2019

 

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Valorizzare i giovani e puntare su Sanità e Università

«Uscire dalla crisi si può, puntando innanzi tutto sulla meritocrazia e dando opportunità ai giovani di valore. Per il rilancio bisogna puntare sulle realtà importanti che abbiamo e credo che la Sanità sia una di queste». L'on. Alessandro Pagano, 50 anni, per anni deputato e assessore regionale e adesso parlamentare del Pdl «lealisti», parla del momento politico in provincia di Caltanissetta, a cominciare dal primo momento di difficoltà dell'amministrazione Campisi, andata “sotto” nell'ultima seduta del Consiglio comunale.

È avvenuto durante la seduta consiliare per il regolamento della Consulta giovanile, e adesso si attendono le prossime sedute, alla luce dei mutati rapporti di forza e dei numeri sui quali può contare quella che sembrava una maggioranza granitica.
La Giunta Campisi già in crisi ad appena sei mesi dalle elezioni amministrative?
«Non credo sia così, anche se i professionisti della politica vogliono rappresentare una realtà diversa. Campisi è un sindaco del fare e della politica trasparente. È chiaro che in una realtà politica paludata, dove sono stati portati avanti progetti poco trasparenti, dove la politica è stata fatta da una certa classe dirigente, e mi riferisco alla sinistra senza progettualità, il “nuovo” dà fastidio. L'amministrazione uscente navigava a vista. Il sindaco Campisi vuole cambiare le regole del gioco e viene boicottato. La prova concreta è arrivata da alcuni consiglieri eletti nella maggioranza che hanno cambiato casacca politica dopo pochi mesi. E' cominciata la campagna acquisti, chi era stato eletto in uno schieramento ha già tradito l'elettorato».
I cittadini anche qui sono stanchi della politica e delle parole, chiedono fatti concreti, opportunità occupazionali, sviluppo.
«Stiamo lavorando per questo, il nostro impegno è massimo. E mi riferisco a quello che personalmente, insieme all'on. Raimondo Torregrossa e al sindaco Michele Campisi, vogliamo fare. La nostra è una realtà che deve risollevarsi con lo spirito di sacrificio, basta con la politica clientelare. Il nostro è un gruppo determinato e coeso, ci sostiene la fiducia, la speranza, i nostri valori cristiani, ma anche la forza che arriva dalla gente comune. Chi ha già dato vita alla transumanza ha dato dimostrazione della sua pochezza politica».
Si dice che la crisi economica è collegata alla crisi di idee e progetti, ma anche alla crisi di uomini.
«Ritengo che il problema principale sia la crisi di capitale umano, non ci sono teste pensanti nei posti che contano. Spesso nei posti chiave si trova gente che non ha fatto la gavetta, tanto per fare un esempio, che non ha avuto un percorso di studi degno di tal nome e non vinto alcun concorso. Poi ci sono tante persone costrette a vivere nell'incertezza, e mi riferisco ai precari, spesso demotivata. Si deve voltare pagina, il lavoro bisogna crearlo con le iniziative private, i tempi del posto fisso sono finiti. E nei posti che contano serve gente capace, in grado di snellire e far funzionare il sistema».
E allora cosa bisogna fare?
«Il problema economico è importante, ma quello culturale e di mentalità lo è altrettanto. La Lega parla di secessione proprio per questo. È arrivata la stagione delle riforme, bisogna invertire la marcia. E basta con la mentalità mafiosa dove il privilegio e il favoritismo sono regole di vita. Il sacrificio e il merito devono essere l'humus sui quali costruire una nuova realtà».
Su cosa deve puntare il nostro territorio?
«Credo che dobbiamo puntare sulla Sanità e non perdere il treno dell'Università. Per l'Università teniamo conto che è in corso una riforma epocale, ma il nostro territorio deve rimanere agganciato alle altre realtà universitarie, per salvare Medicina, Scienze Biologiche e Ingegneria elettronica. Poi c'è la Sanità, gestita malissimo per anni, che può creare tantissimi posti di lavoro soprattutto per l'indotto. È molto importante avere un manager come il dott. Paolo Cantaro, scevro da ragionamenti politici. Adesso bisogna puntare sugli uomini migliori. Abbiamo tanti chirurghi che altrove ci invidiano e mi riferisco a Morini, Vacirca, Petrantoni, Francaviglia, Talarico. Serve una migliore programmazione. Presto la Radioterapia a San Cataldo sarà una importantissima realtà, ma dobbiamo guardare a potenziare le altre strutture. Servono anche residenze sanitarie assistite».
In primavera c'è un importante appuntamento elettorale in provinciale, le comunali a Gela.
«Siamo convinti che quest'anno a Gela il voto di opinione ci sarà. Gela è la città più popolata del Nisseno, prima di Caltanissetta. Questi due centri per anni hanno visto al potere Giunte di centrosinistra e adesso paghiamo la con le risultanze delle classifiche nazionali che ci vedono in coda. Gela vuole cambiare e con una sinistra sempre più litigiosa non ci sono alternative. L'Mpa andrà a sinistra? Vedremo, certo è che tutti non sono contenti di quello che sta facendo il presidente della Provincia regionale Pino Federico».

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