Giovedì, 22 Febbraio 2024


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Convegno di Studi "La riforma della legge fallimentare: bilanci e prospettive alla luce delle esperienze maturate".


 

 



Intervento del relatore, On. Alessandro Pagano

                            Palazzo Steri 
Palermo, 18 giugno 2010 

Le premesse essenziali del progetto di riforma dei vecchi fallimenti partono dalla considerazione che molti bilanci delle società italiane ed anche quelli dell’Amministrazione Pubblica espongono valori di recupero non certi nella determinazione.
Le somme che sono giacenti nelle procedure e non oggetto di riparto ammontano ad oltre 8 miliardi di euro, divisi tra somme disponibili nelle procedure concorsuali e quelle disponibili nelle Amministrazioni Straordinarie. Ad esse vanno aggiunte le somme che si possono ricondurre alle cause avviate (azioni revocatorie, azioni di responsabilità, azioni di recupero crediti e vendita di beni immobili) e che raggiungono un valore teorico di oltre 90 miliardi di euro e un controvalore effettivo di 25 miliardi di euro.
Le cause avviate, e in particolare quelle per azioni di responsabilità verso Sindaci e Amministratori, bloccano le procedure per anni provocando degli effetti distorsivi sui riparti che gravano sopratutto sui fornitori che, in base alla vigente normativa europea, non possono procedere ad emettere la nota di variazione Iva per recuperare almeno quella parte di imposta a suo tempo versata.
Attestato che il tempo medio di durata di una procedura è di 12 anni, l’esigenza primaria è quella di sentire i creditori. Oggi, infatti, essi sono sfiduciati di fronte al sistema giustizia (basti pensare che le procedure concorsuali sono solo ed esclusivamente un colloquio ristretto tra curatore e Giudice Delegato; mentre quando si tratta di Amministrazioni Straordinarie tutto dipende dai Commissari Straordinari in totale assenza dei creditori.
Anche i creditori bancari hanno già ceduto parte dei loro precedenti crediti a società specializzate nella gestione del credito.
I creditori devono essere messi nella condizione di sapere che il fallimento e/o la procedura di Amministrazione Straordinaria possono essere chiusi anche con recupero zero, ma in tal caso per devono avere la certezza di poter recuperare di quanto già versato all’Erario in termini di Iva.
L’Amministrazione finanziaria potrebbe svolgere un ruolo attivo tale da recuperare maggiori somme senza dover effettivamente incidere con manovre finanziarie sempre più ricorrenti.
L’Agenzia delle Entrate, come pure Equitalia e Equitalia Giustizia, possono svolgere un ruolo primario, suggerendo, ad esempio, ai creditori delle proposte di concordato concrete e con certezze di incasso immediato.

La proposta di rottamazione dei vecchi fallimenti

L’attivo liquido alla data dell’avvio della rottamazione è distribuito obbligatoriamente dal curatore per pagare le spese di giustizia che, per quanto riguarda i compensi dei curatori, sono ridotti forfettariamente secondo una tabella che arriva a prevedere riduzioni anche del 70% della parcella. Al professionista, per una parte del compenso depresso a seguito della riduzione della parcella, è concesso un credito d’imposta che potrà sfruttare dopo 3 anni. Possiamo ipotizzare che  l’importo di tale credito sia pari al 20% della parcella liquidata dal giudice.
Le restanti somme sono destinate a pagare i creditori privilegiati dipendenti.
Se non vi sono somme sufficienti e vi sono azioni in essere che ragionevolmente presuppongono un attivo da recuperare, Equitalia provvede a pagare con diritto di prededuzione le somme spettanti ai lavoratori che provvedono a rinunciare agli interessi e alla rivalutazione.
Se non vi sono somme disponibili per pagare i creditori lavoratori dipendenti e vi sono solo delle azioni in corso, delle società finanziarie specializzate possono proporre di acquistare il credito privilegiato del lavoratore dipendente al 50% del valore, ottenendo il diritto alla prededuzione per il 50% pagato.
Tutte le altre attività che sono in corso (azioni di recupero, cause attive, azioni revocatorie, vendite di beni immobili sia in termini di parti integrali che di quote di immobili) sono assegnate ad Equitalia Giustizia che provvede ad istituire un Trust di Scopo costituito da Trustee specializzati, formati da esperti contabili su tutto il territorio nazionale, che provvedono all’attività liquidatoria effettuando aste competitive anche in blocco di tutte le attività recuperatorie (aste di azioni di recupero crediti; aste di azioni revocatorie; aste di azione di responsabilità; aste per cessione di crediti fiscali; aste per cessioni in  blocco dei beni immobili).
I beneficiari economici sono i creditori: essi rispetto alla data di rottamazione hanno la facoltà di rinunciare ai loro crediti ammessi allo stato passivo, ottenendo di contro la certezza del recupero del credito a suo tempo maturato per Iva a credito.
Le banche, dal canto loro, potranno rinunciare ai loro crediti a fronte della rinuncia dei creditori a porre in essere eventuali azioni risarcitorie per danni arrecati con la concessione abusiva del credito e/o con concessione del credito senza il rispetto di normali situazioni di affidamento bancario.
Pertanto i maggiori creditori chirografari rinunceranno al loro credito con effetto positivo peri creditori privilegiati.

Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate per effetto dei meccanismi di asta competitiva avviate dai Trustee professionali potrà avere certezza del loro credito. Anzi si prevede che se i creditori privilegiati ammessi allo stato passivo (professionisti, artigiani, etc.) rinunciano al loro credito otterranno delle agevolazioni da stabilire in sede di applicazione della proposta normativa.

Modifiche

Nell’atto di trust che sara’ predisposto da notai e giuristi di provata esperienza verrà previsto che il ruolo di protector sia svolto da giudici che hanno maturato esperienza come giudici delegati o ex magistrati che hanno svolto questo ruolo.
Al Trustee potrà essere prevista una regolamentazione dell’attività di liquidazione anche mediante proposte concordatarie, con previsioni della suddivisione di creditori anche per classi. Sulla regolarità della formazione di queste ultime deciderà il protector.
L’attività di remunerazione del protector e’ affidata al Trust Equitalia Giustizia.
Alla luce dell’attuale stato delle finanze della Pubblica Amministrazione, l’iniziativa permette un recupero più rapido delle somme, con una tempistica che ragionevolmente può essere valutata in 18mesi.
La previsione di non dover incidere con coperture finanziarie viene oggi stimata con flussi di entrate certe rispetto alla normale attività di liquidazione fallimentare; sull’ammontare dei crediti complessivi che il sistema bancario provvede a rinunciare al proprio credito potranno essere previsti sistemi premianti anche dallo stesso Trustee in tema di pagamento dei crediti residui in tempi certi dall’istituzione del Trust, evitando così l’effetto premiale di un credito d’imposta che incide sulle casse delle nostre finanze pubbliche.

Conclusioni

Il Parlamento italiano, il mio partito ed io personalmente siamo interessati ad una impostazione delle procedure fallimentari. Per usare una pittoresca ma efficace frase coniata dal mio amico Lorenzo Ferrari, c'è l'interesse a rottamare tutte le procedure in corso che tengono bloccati oltre 8 miliardi di euro, denaro che se rimesso in circolo darebbe un grosso contributo al rilancio economico del nostro Paese.


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