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Convegno Regionale Associazione Camelos - "Il buon governo tra etica, federalismo e sviluppo".




Calampiso Village, San Vito Lo Capo (TP), 17 settembre 2010.

 


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Sintesi dell’intervento dell’On. Alessandro Pagano

PREMESSA

Dalla metà degli anni Settanta l’Occidente ha smesso di fare figli. Ciò ha comportato le seguenti conseguenze: 

  1. Sono cresciuti i costi fissi per il mantenimento e il funzionamento degli enti e delle strutture del welfare (ad esempio l’INPS e il Sistema Sanitario Nazionale);
  2. Sono gradualmente diminuiti i risparmi delle famiglie;
  3. Sono aumentate le tasse per fare fronte alle necessità assistenziali e previdenziali di una popolazione sempre più vecchia.

Contemporaneamente, anche la ricchezza mondiale è diminuita perché le politiche di sviluppo internazionali sono state erroneamente centrate su:  

  1. consumismo esasperato per stimolare la produzione;
  2. delocalizzazione delle produzioni per abbattere i costi;
  3. ricorso all’indebitamento nel tentativo di  sostenere la crescita economica.

L’ITALIA 

In Italia, è andata ancora peggio di come sia andata nel resto dell’Occidente perché oltre a tutti i problemi elencati in premessa, il nostro Paese ha attraversato una fase storica caratterizzata da almeno altre due grosse problematiche: 

¨ il peso dello Stato è cresciuto esponenzialmente e ha realizzato una pesante invasività  che ha penalizzato la vita dei cittadini e ha creato gravi inefficienze;

¨ l’ingresso nell’area Euro è stata realizzata a costi esagerati che hanno impoverito gli italiani. 

IDEOLOGIE 

Come se ciò non bastasse la cosiddetta Modernità ha comportato una rivoluzione culturale che ha avuto effetti disastrosi perché era basata su premesse errate e senza fondamento, e cioè che:  

- l’uomo è il “cancro” del pianeta ed è capace solo di distruggere;

- la popolazione mondiale cresce a ritmi troppo elevati e di conseguenza finirà per erodere le risorse naturali disponibili.

In realtà i fatti hanno smentito categoricamente queste teorie. I dati che seguono rendono la misura di quest’ultima affermazione: 

  1. nel 1960 il PIL dei Paesi ricchi era 26 volte maggiore di quello dei Paesi poveri;
  2. nel 1995 il PIL dei Paesi ricchi era 57 volte maggiore di quello dei Paesi poveri;
  3. nel 2000 il PIL dei Paesi ricchi scese clamorosamente a 7 volte quello dei Paesi cosiddetti poveri.

Tale inversione di tendenza a livello mondiale, registrata in soli 5 anni e che non si è arrestata, ha un’unica spiegazione:

I PAESI RICCHI, SMETTENDO DI FARE FIGLI, SI SONO TROVATI SENZA LE LORO ENERGIE VITALI, SENZA FORZA PROPULSIVA.

Se ciò è valso per i paesi più ricchi, a maggior ragione è valso per i paesi già poveri o in declino, come il Sud d’Italia, che infatti si è ancor più impoverito.

CONCLUSIONI 

Le problematiche odierne è vero che hanno una conseguenza economica, ma hanno una genesi etica. Il principio secondo cui si esce da questa crisi solo con il riordino degli strumenti finanziari è tesi insufficiente.

Urge invece soprattutto:

a) un ripensamento della governance;

b) un rafforzamento dei controlli;

c) un nuovo “legal standard”, cioè un nuovo sistema legale etico.

LA PROBABILE CATASTROFE SI PUO’ EVITARE SOLAMENTE RIAPPROPRIANDOSI DI UNA VISIONE CHE RIMETTA AL CENTRO DI TUTTO L’UOMO.

Concretamente l’Italia può ripartire anche e soprattutto con una nuova politica demografica e il QUOZIENTE FAMILIARE, SPECIE AL SUD, POTREBBE RAPPRESENTARNE IL PUNTO DI FORZA.

 

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