Lunedì, 11 Dicembre 2017

 

 

 

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L'On. Alessandro Pagano ha partecipato alla veglia di solidarietà nei confronti dei cristiani iracheni perseguitati.





L'On. Alessandro Pagano, durante la veglia, ha dato lettura del messaggio di S.E. Mons. Mikhael Al-Jamil, Procuratore Patriarcale presso la Santa Sede.

Roma, 16 novembre 2010.

L’esodo dei cristiani

L’esodo dei cristiani dell’Oriente, ed in particolar modo quello odierno dei cristiani iracheni, ci preoccupa.


Non stiamo parlando semplicemente di una minoranza religiosa, anche se è vero che nei Paesi del Medio-Oriente il Cristianesimo è una minoranza, ma si tratta dei luoghi in cui sono le radici stesse del Cristianesimo. Radici che sono come un lievito per lo sviluppo di una vita di coesistenza pacifica e di fratellanza tra Cristianesimo, Islam ed altre confessioni religiose. 
La risposta fornita dall’autorità governativa irachena è che i cristiani sono vittime del clima di violenza esistente nel Paese, come lo sono gli altri iracheni, e che quindi non possono lamentarsene più di tanto, perché tanti Musulmani restano uccisi ed alcune moschee vengono distrutte. Ma va precisato che i Cristiani non appartengono ad alcuna delle fazioni in lotta, non hanno infatti armi, neppure per difendere le loro vite. Ci sono attentati che coinvolgono sciiti, sunniti, curdi, che sono parti in lotta. I cristiani non prendono parte ai conflitti interni del paese, ed a fronte delle difficili condizioni di vita hanno reagito pregando per la sicurezza, la stabilità e la riconciliazione. Questo scenario può ripetersi in altri paesi mediorientali in cui i Cristiani sono minoranza. 
I Cristiani aspettano che l’Islam si mostri più deciso a recuperare il ruolo che aveva quando Cristiani e Musulmani crearono insieme la civiltà araba, e a non permettere al terrorismo e ad altre componenti politiche, sia orientali che occidentali, di svuotare l’Oriente del Cristianesimo e rovinare questa bella immagine di dialogo secolare e di convivenza Cristiano-Islamica.

Un nuovo Medio Oriente?

L’idea di creare un Nuovo Medio Oriente è inquietante. Il vero senso e la vera realtà di quei paesi è nella loro antichità, come terra d’origine, di rivelazione e di salvezza. Terra della convivenza tra le varie religioni. Che cosa sarebbe un nuovo Medio Oriente? 
Cosa potrebbe essere se non un mosaico di religioni, di varie sette ed altre componenti  forgiate da disegni politici, che avrebbero come sola risultante la distruzione di un Medio Oriente vero e bello, per creare un mostro che avrebbe sempre bisogno di essere ricoverato e curato nell’ospedale della politica internazionale, politica che è senza Storia, senza Tradizione, senza Etica religiosa, senza Redentore, senza Dio.

Doppia oppressione

Si legge nei media che alcune agenzie politiche occidentali vogliono trattare con un Medio Oriente solo Musulmano, in quanto secondo loro la presenza dei Cristiani è un ostacolo, certamente lo è per alcuni progetti politici ed interessi economici. 
Vista la confusione esistente, tutto può accadere, anche perché le democrazie occidentali, così sollecite a difendere i diritti umani, non riescono a capire la mentalità orientale e soprattutto il pensiero politico di alcune correnti fanatiche dell’Islam che considerano i loro concittadini cristiani come una estensione dell’occidente colonialista ed addirittura una continuità delle crociate.
Questo è l’atteggiamento di certe sette fanatiche dai contenuti terroristici che nascono all’interno del mondo musulmano, e non solo di quello mediorientale. Purtroppo però l’Islam migliore non ha potuto fin ora deplorare a sufficienza né mettere fine a queste correnti. 
I cristiani del Medio Oriente hanno sempre avuto un ottimo rapporto di coesistenza e fratellanza con i loro concittadini musulmani, ma ora con questa situazione politica confusa e pericolosa si sentono persi e la fiducia preesistente è decisamente diminuita.

Il coraggio di rimanere

Si fonda sulla speranza che i musulmani sappiano essere più decisi nel proteggere la loro etica civile e religiosa, impegnandosi a sostenere la fiducia e la tranquillità dei loro fratelli Cristiani. La permanenza Cristiana nel Medio Oriente è un chiaro segnale che i nostri fratelli musulmani hanno la volontà di impedire che il fanatismo ed il terrorismo possano guastare la sostanza migliore dell’Islam. 
E all’Occidente, con la sua democrazia ed il suo principio di difesa dei diritti umani, l’Oriente chiede di dare un’occhiata approfondita alla situazione attuale ed avere il coraggio di levare alta la voce contro ogni fanatismo, ogni ingiustizia e violenza, in difesa della convivenza tra le varie componenti di ognuno dei nostri paesi Medio-Orientali e delle minoranze religiose.   

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