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Intervento dell’On. Alessandro Pagano per l’illustrazione dell’interpellanza urgente n. 2-01046 recante: “Informazioni in merito alla realizzazione del Corridoio n. 1 Berlino-Palermo”

 

 

Camera dei Deputati

14 aprile 2011

ON. ALESSANDRO PAGANO.

Signor Presidente, sicuramente sarà mia cura lasciare la presente interpellanza urgente agli atti, tuttavia è indispensabile che si faccia una sorta di premessa.


Ritengo che da questo punto di vista l'argomento in oggetto non sia secondario, giacché la presente interpellanza urgente è stato firmata - non solo perché così vuole la prassi e così vuole il Regolamento della Camera - da oltre trenta deputati delle regioni Sicilia, Calabria, Basilicata e Campania, a dimostrazione dell'importanza vera e reale che il territorio in questo momento avverte. Un'esigenza fondamentale che sicuramente però non deve farci smarrire, oltre alle necessità del territorio, anche quelli che sono i meriti di un Governo che si è fatto notare positivamente per determinate battaglie condotte e - perché no - anche vinte.

Mi riferisco anche all'intervento di poc'anzi del collega Commercio che ho il dovere di riprendere perché questo Governo ha sbloccato nell'attuale legislatura i benefici previsti per l'autostrada del mare, dando ai trasportatori siciliani qualcosa come 120 milioni di euro di contributi che sicuramente hanno aiutato non poco in questi anni il commercio stesso e le attività imprenditoriali; un beneficio che è stato concesso per il quarto anno di seguito.

Tuttavia al di là di questi aspetti, che sicuramente sono meritevoli e che da parte mia pongo con attenzione a questa Camera, è indispensabile anche che si sottolinei un elemento che invece in questo momento ci preoccupa moltissimo. Infatti, quanto sto per andare a descrivere è oggetto di discussione in sede europea nell'apposita Commissione competente in materia di trasporti, proprio in queste ore, cioè quello che andrò a dire sarà oggetto di una decisione dell'Unione europea. Questa settimana ormai è trascorsa senza che, per fortuna, sia stata assunta alcuna decisione; ma la prossima sarà presa sicuramente. Da qui la necessità che il Governo intervenga in maniera forte e autorevole perché noi sappiamo bene che presso l'Unione europea il principio fondamentale è quello della cooperazione e quello della solidarietà, ma alla fine vincono sempre coloro che hanno capacità e potere contrattuale e soprattutto coloro che sono in grado di dimostrare le proprie buone ragioni.

Entrando nello specifico, devo fare una premessa di ordine metodologico, perché non soltanto questo deve rimanere agli atti della Camera ma perché deve servire - nell'intervento che il sottosegretario e mi auguro anche il Ministro Matteoli, vorranno fare nelle sedi competenti - come premessa di fatto.

Sappiamo bene che durante il semestre di Presidenza italiana, stiamo parlando del 2003, è stato approvato il nuovo assetto delle reti TEN-T (trans-european network for transports). Fu una grande vittoria quando all'interno di quei trenta progetti comunitari fu identificato come il più importante di tutti - non per niente fu chiamato Corridoio 1 - il Berlino-Palermo, che attraversava nel Sud tutta l'Europa. Il Governo italiano assunse questo ruolo nel 2003. Ruolo che rafforzò ulteriormente il 21-22 ottobre 2009, quindi stiamo parlando di meno di un anno e mezzo fa, nella Conferenza interministeriale sul futuro delle reti transeuropee di trasporto, in un momento di confronto anche con Paesi del bacino del Mediterraneo, dell'Africa, nonché con la Turchia e la Federazione Russa, rispetto a quello che era il grande investimento tecnologico, il grande investimento strutturale verso quest'area del Paese, cioè il Centrosud. Era soprattutto un investimento per l'Europa, per il Mediterraneo, tant'è che erano presenti Pag. 61in quel contesto, ripeto, Paesi di Africa e Asia oltre che la Federazione Russa.

Questa fu la programmazione, un anno e mezzo fa, non centocinquanta anni fa, di 104 miliardi di euro di cui 59 soltanto per questo pezzo di Corridoio. Conferme di tutto questo a iosa. Diamo, quindi, atto al Governo che è stato assolutamente forte nella programmazione: il DPEF, poi Decisione di finanza pubblica, gli atti di indirizzi (ci sono quattro risoluzioni nelle apposite Commissioni), mozioni a non finire, l'ultima il 14 luglio 2010, quindi stiamo parlando di otto mesi fa. Poi nel novembre 2010 il Piano sud. Quindi, il Governo conferma tra le otto priorità strategiche del Paese la piena centralità delle tratte ferroviarie, l'alta velocità non solo fino a Salerno ma fin giù, attraversando il Ponte sullo Stretto. In base ai documenti governativi, nei prossimi tre anni - questo è quello che è stato detto, signor sottosegretario quindi lo rimarco in termini positivi - da ora 2011, 21 miliardi di euro di investimenti. Per fare in tre anni 21 miliardi di investimenti un minimo dovrebbe già vedersi, anche se sono passati soltanto tre mesi. Un minimo perlomeno di programmazione, un minimo di presenza. Tali investimenti rappresentano, infatti, il 40 per cento degli investimenti complessivi in tutta Italia. Secondo Svimez per completare il finanziamento delle opere programmate occorrono 49 miliardi di euro: 21 erano stati ipotizzati e quindi la speranza era più che concreta.

Quello che, invece, oggi rimane e si vuole rimarcare è l'intero progetto infrastrutturale, che comprende l'alta velocità Salerno-Reggio Calabria, quindi il pezzo mancante di questo Corridoio 1 e, poi, l'ammodernamento dell'autostrada che ha il medesimo nome e, ovviamente, il rilancio del porto di Gioia Tauro, in Calabria, che è strategico alla luce dei nuovi equilibri nel Mediterraneo, nonché, l'alta velocità Messina-Catania-Palermo, che mette in rete tutta la Sicilia, alta velocità che noi sconosciamo.

Insomma, è evidente che il Mediterraneo - e adesso, in sede di replica, se non mi riterrò soddisfatto, mi permetterò di dire qualche altra cosa, anche se sono sicuro che il sottosegretario darà elementi di conforto - è ritornato di nuovo, dopo quasi un centinaio di anni, ad essere centrale nell'economia planetaria. Allora, qui i problemi sono due: o noi non investiamo perché siamo ciechi o noi abbiamo deciso di abdicare ai poteri forti dell'Europa, che sicuramente non ci ama e, quindi, proprio per questo motivo, abbiamo immaginato che tutto possono fare sulle nostre spalle, compreso anche prendere corposi pezzi di investimenti e trasferirli verso altre aree del continente. Ciò rappresenta forse la gioia di altri, ma sicuramente sarebbe un danno non per il Mezzogiorno, signor sottosegretario, ma per il Paese.

Allora, da questo punto di vista, le preoccupazione sono legittime. Le premesse sono buone, ma le preoccupazioni sono legittime. E perché sono legittime? Questa è una denuncia forte, signor sottosegretario, ed io la faccio con questo intervento, a nome di tutti i parlamentari del Sud (infatti, ci siamo limitati alle firme che erano necessarie per raggiungere l'obiettivo dell'interpellanza urgente, ma le posso assicurare che vi è un interesse clamoroso intorno a questa iniziativa): io le do per certo che la prossima settimana il Corridoio 1 Berlino-Palermo salterà. Glielo do per certo, perché questa è la volontà, queste sono le intenzioni e i nostri europarlamentari in quella apposita Commissione, di destra e di sinistra, sono oggettivamente preoccupati, proprio perché hanno ben chiaro l'elemento strategico di questo investimento. Si ferma a Salerno che, dice l'Europa, in sostanza diventa uno snodo, ciò, quindi, anche con riferimento al porto di Salerno, il che diventa coerente dal punto di vista dell'investimento, cioè vi è un ritorno, questo è quello che dicono. Se, invece, si continua ad investire da Salerno fino ad arrivare a Palermo, dicono sempre in Europa, il vantaggio non ci sarà in termini di investimento: sarà un costo puro, una spesa senza un ritorno. Allora, Pag. 62a questo punto, si comprenderà che siamo di fronte ad un momento delicatissimo per il nostro Paese.

Non ha più senso, dice l'Europa, investire se non vi è continuità nella rete (questa è la parola magica che utilizzano in maniera ossessiva), perché non vi è un ritorno. Da qui la necessità di battere i pugni a Bruxelles, ma soprattutto di avere le idee chiare; idee chiare che noi chiediamo non soltanto al sottosegretario, non soltanto al Ministro, ma anche al delegato per i negoziati con l'Europa, che noi sappiamo essere influente, che noi sappiamo essere molto rispettato e che sicuramente deve portare avanti una strategia chiara in questo senso.

Qual è la strategia chiara? È evidente che per investire da Salerno a Palermo bisogna operare nelle logiche del ritorno economico. E Gioia Tauro sana uno dei problemi più grossi, essendo sicuramente un porto fondamentale per lo snodo delle merci. Poi c'è da riprogrammare di nuovo tutto quello che ha a che fare con l'alta velocità e in particolare con lo snodo portuale di Augusta, in Sicilia, che è la parte terminale di tutto questo progetto. Infatti, se si sblocca Reggio Calabria, si potrà dire: «beh, fermiamo l'investimento fino a Reggio Calabria». Se, invece, si arriva a comprendere che l'investimento nella sua globalità assume una rilevanza che è autenticamente planetaria, bisogna giungere più giù.

La ritrovata importanza del Canale di Suez sta soprattutto nel fatto che India e Cina - soprattutto quest'ultima ormai - stanno investendo in maniera massiccia in Africa, perché hanno un bisogno sempre più forte di energia, che ovviamente attingono da quel Paese (mi dispiace per loro, non so in che termini). Comunque, in ogni caso, questo porta per forza di cose a trovare investimenti forti sotto il profilo dei trasporti.

Allora, da qui la necessità sia di essere forti sotto un profilo contrattuale, sia di essere autenticamente propositivi sotto il profilo della riprogrammazione nella continuità della rete.

 

RISPOSTA DEL SOTTOSEGRETARIO DI STATO PER LE INFRASTRUTTURE E I TRASPORTI, BARTOLOMEO GIACHINO.

Signor Presidente, caro onorevole Pagano, non ripeto molte delle cose dette da lei, che condivido appieno e che il Governo condivide sull'importanza del Corridoio Palermo-Brennero-Berlino.

Come lei sa - è anche citato -, il piano delle reti TEN-T europee è stato modificato nel corso del semestre di Presidenza italiana nel 2003, proprio per iniziativa del Governo italiano Berlusconi, in collaborazione con il compianto commissario Karel Van Miert. Le due novità di quella proposta riguardano il prolungamento del Corridoio 1 da Berlino sino a Palermo e l'inserimento del Terzo valico ferroviario a completamento del Corridoio 24 Genova-Rotterdam.

Quelle scelte hanno posto le basi affinché, come si dice anche nel nuovo Piano nazionale della logistica, l'Italia diventi il perno della grande area di logistica del sud Europa. Pertanto, nella risposta, mi riferirò alla sua preoccupazione, che è anche la nostra.

In risposta all'atto di sindacato ispettivo, rassicuro l'interpellante, onorevole Pagano, che le citate voci in sede europea circa un'imminente decisione di far terminare il Corridoio 1 non a Palermo, ma a Salerno, per quanto in mia conoscenza, sono infondate.

D'altra parte - e in relazione a quanto esposto dall'onorevole Pagano circa l'opportunità di individuare ulteriori risorse per accelerare la realizzazione del complesso di opere previste nell'ambito del Corridoio medesimo - comunico che è prossimo ad essere varato il Piano nazionale per il sud, che prevede proprio interventi localizzati lungo l'intero percorso del Corridoio 1, a conferma della strategicità, a livello nazionale ed europeo, che il Governo attribuisce a tale infrastruttura.

Inoltre, la Commissione ha sempre dichiarato che i trenta progetti prioritari Pag. 63individuati proprio dalla decisione n. 884 del 2004, che fu il frutto di quella rielaborazione del progetto delle reti di trasporto europee durante il semestre di Presidenza italiana, entreranno a far parte integralmente della futura rete TEN-T. Proprio il Ministro Matteoli, all'inizio di questa legislatura, ha proposto, in sede europea, il prolungamento delle reti TEN-T verso il Mediterraneo.

Nel corso dell'incontro bilaterale del 5 aprile presso la DG MOVE - Direzione trasporti della Commissione europea - si è presa visione di una prima bozza di documento relativo ai nodi prioritari, costituiti da città e porti, in cui il porto di Gioia Tauro rappresenta il nodo più meridionale della rete nazionale.

Ciò premesso, si rappresenta, e rassicuro circa l'impegno del Ministero che rappresento, che la proposta di rete TEN-T in corso di rielaborazione da parte della Commissione europea, comprende le sezioni stradali e ferroviarie, nonché i porti e gli aeroporti essenziali per lo sviluppo delle reti del Mezzogiorno.

A tale riguardo, mi impegno a promuovere un incontro con la nostra rappresentanza e gli uffici che stanno lavorando attorno alla rielaborazione delle reti TEN-T con gli onorevoli interpellanti. In quell'incontro, verificheremo le proposte dettagliate di infrastrutture e di trasporto che questo Ministero ha già sottoposto alla Commissione europea, sulle quali continuerà ad esercitare un'azione di supporto sino al loro recepimento. Un elenco di opere e di infrastrutture che, come ha detto il Presidente prima, non potendo essere depositato agli atti, verificherò con gli onorevoli interpellanti negli uffici del Ministero a partire dalla prossima settimana. 

REPLICA DELL’ON. ALESSANDRO PAGANO.

Signor Presidente, signor sottosegretario, devo mostrare un ottimismo che mi viene dal fatto che sicuramente lei ha dato dimostrazione di prendere a cuore la vicenda, Tuttavia, al di là dell'ottimismo, per forza di cose, devo dichiarare che, in questo momento, da parte di tutti i deputati vi sarà la massima attenzione sul problema.

Il fatto che non risulti quello che, invece, è un Defcon, per usare un termine militare che incute timore, al massimo livello in Europa, che voi non siate a conoscenza di questo, che gli altri lo siano e che il Ministero non lo sappia, è personalmente un elemento di preoccupazione.

Il fatto che ci sia la buona volontà è un dato certo, il fatto che ci sia la volontà di questo Governo di portare avanti la progettualità è un dato certo, lo avete detto in decine di atti. Dico che lo avete detto, perché è come se io fossi scollegato e, quindi, in maniera asettica, riconosco il merito oggettivo.

Però, purtroppo, i dati sono chiari. È vero che l'Italia è il perno dell'Europa per poter fare investimenti, l'ha detto lei e lo ribadisco io, lo confermo in base ai miei dati e lo dice anche la logica per quello che abbiamo rilevato poc'anzi. Però, purtroppo, tutti i trenta progetti saranno finanziati soltanto se ci sarà coerenza economica; in altre parole, se ci sarà continuità nella rete. Se io investo devo avere un ritorno; questo vale per il singolo privato e, a maggior ragione, vale per l'Europa che ha smarrito finalmente - era anche ora, toccherebbe fare questo anche all'Italia - le logiche assistenzialistiche.

Per realizzare la continuità della rete sono necessari due passaggi: Gioia Tauro, e qui ci siamo, e la riprogrammazione di un porto nuovo che, per forza di cose, deve essere nella parte meridionale della Sicilia. E noi abbiamo Augusta che è da sempre un porto naturale con banchine incredibili e che sicuramente sono oggetto di interesse. Questo lo so, perché risulta che il delegato per i negoziati con l'Europa, che avete presso il Ministero, ne ha già parlato. Le mie informazioni sono, quindi, assolutamente positive in questo senso, purché si faccia una riprogrammazione, altrimenti salta il quadro, salta il sistema. Pag. 64

Tengo a precisare - e lo dico a un sottosegretario sensibile - che la «Germania dell'ovest» ha investito nella «Germania dell'est», da quando c'è stata l'unificazione, mille e 300 miliardi di euro. Un territorio che era centocinquanta mila volte - tiro un numero così a casaccio - inferiore in termini di qualità della vita, di investimenti, di redditività, di efficienza e di efficacia rispetto alla Germania ovest è stato risanato in vent'anni - i livelli ormai sono pressoché identici - grazie a investimenti di non poco conto: mille e 300 miliardi di euro! Oggi, c'è un grado di infrastrutturazione tra Germania est ed ovest pressoché identico, e la locomotiva tedesca ha ripreso, lo sappiamo tutti.

Ora, come si può pensare che l'Italia riparta di nuovo se non facciamo investimenti in quella che è l'appendice naturale, la piattaforma naturale del Mediterraneo, costituita dalla Sicilia e dalla Calabria, quelle che ci consentono di dialogare con il mondo? Perché oggi questo significa stare al centro del Mediterraneo, visto che gli equilibri del mondo si sono spostati verso di noi. Abbiamo a nostra disposizione 49 miliardi dati dall'Europa, che noi stiamo a guardare, perché ancora non abbiamo immaginato cosa farne.

Il mio è un intervento assolutamente costruttivo e riconosco meriti assoluti a questo Governo, perché al di là di tutto ci sono stati dei dati certi sui trasporti, ne ho citato uno poc'anzi senza che nessuno mi costringesse a farlo.

Questo, ovviamente, non può e non deve bastare; è essenziale che il sottosegretario prenda oggi un impegno, a nome anche del Ministro, per inviare immediatamente una delegazione a vedere quello che succede in Europa, in Commissione, quello che si sta facendo veramente in termini di programmazione per far sì che la continuità della rete venga garantita. Altrimenti, abbiamo deciso di prendere i 49 miliardi di euro, che erano destinati ad investimenti da Salerno a scendere, e di «buttarli a mare». Mai come in questo momento l'espressione risulta assolutamente vera.

Se questo vuole essere un motivo su cui confrontarsi io ritengo che sia, da parte mia, necessario e gioioso dire che sono soddisfatto, purché ci sia questo impegno che non vuole e non può restare sulla carta, non può e non deve restare solo qui, agli atti di questo Parlamento. 

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