Mercoledì, 22 Maggio 2024


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Interrogazione dell’On. Pagano sul problema della pirateria audiovisiva.

 

 

Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro dell'interno.

- Per sapere - premesso che:


 

la pirateria rappresenta oggi il principale ostacolo allo sviluppo del mercato dell'home entertainment - sia quello dei supporti fisici (DVD e Blu-Ray) sia quello on-line - al rilancio dei comparti della produzione dei contenuti intellettuali, nonché un freno all'innovazione e alla creatività nel nostro Paese;

per quanto concerne l'illegalità su internet, nel 2010 è stato presentato a Bruxelles uno studio della società indipendente TERA che mostra il risvolto drammatico della pirateria digitale sull'economia del lavoro in Europa (negli ultimi anni le industrie creative avrebbero perso circa 185.000 posti di lavoro);

nell'ultimo quinquennio, in Italia, l'espansione del file sharing illegale e la diffusione di siti pirata sono state le cause principali del declino del fatturato dell'industria videofonografica, i cui ricavi sono calati di circa il 50 per cento negli ultimi 5 anni;

secondo una recente indagine FAPAV/IPSOS-ASI, solo nei confronti dell'home entertaiment questo fenomeno ha provocato una perdita di circa 348 milioni di euro;

oltre alle esiziali conseguenze per le imprese e i lavoratori, dal riscontro incrociato tra i cali di fatturato e le stime dei consumi illegittimi di prodotti dell'ingegno, emerge chiaramente che il probità sotto il profilo dell'evasione fiscale (IVA e imposte dirette) è assai rilevante, con danni all'erario quantificabili in circa 200 milioni di euro all'anno;

come evidenziano le cronache internazionali con la chiusura da parte dell'FBI di due portali transnazionali offshore dediti alla pirateria e contraffazione e la sottoscrizione da parte della Commissione europee dell'anti-counterfeiting trade agreement (Acta) è del tutto evidente che questo fenomeno sia diventando di proporzioni preoccupanti per la stessa convivenza civile e democratica nelle moderne società occidentali;

mutatis mutandis, al fine di contrastare la pericolosa proliferazione dei siti di scommesse online illegali, a partire dal 2007, il Ministero dell'economia e delle finanze, attraverso l'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato (AAMS), ha adottato un regime regolamentare di blocco all'accesso a siti non autorizzati di gioco online;

tale strumento sta producendo risultati piuttosto efficaci come dimostra la stessa AAMS in una recente audizione presso la Commissione finanze della Camera nell'ambito della quale ha evidenziato che: «alla fine del 2008, sono stati monitorati più di 400 milioni di tentativi di accesso ai siti inibiti. [...] Attualmente, i siti inibiti sono circa 3.000. I numeri ci dicono che siamo riusciti a recuperare al settore legale moltissime persone che, in precedenza, si indirizzavano verso l'area, grigia o nera, dell'illegalità. Infatti, la raccolta del gioco legale on-line, che era, nel 2008, di circa 1,4 miliardi di euro, nel 2010 è stata di circa 4,9 miliardi di euro: questo è l'effetto concreto delle nostre iniziative» -:

se e quali iniziative urgenti di competenza si intendano adottare, ricercando con l'Autorità di vigilanza del settore per contrastare con maggiore efficacia la pirateria on-line e recuperare quota parte del gettito IVA evaso per reinvestirlo ai fini dello sviluppo e la crescita economica del Paese.

4-14846

Alessandro Pagano.

Giovedì 9 febbraio 2012, seduta n.584.

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