Martedì, 25 Giugno 2024


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Su La Sicilia, la proposta dell'On. Pagano, rivolta ai sindaci della Provincia nissena e alle associazioni di volontariato, di un patto politico e sociale per il rilancio dell'assistenza sanitaria.

 

 

Il deputato nazionale del Pdl Alessandro Pagano non risparmia ... «Chiedo un patto politico ma anche sociale per costringere la direzione generale dell'Asp di Caltanissetta a lavorare una volta per tutte nell'interesse della nostra comunità»:


è l'on. Alessandro Pagano che, in vista del parere che la Consulta dei sindaci della provincia nissena (convocata da Michele Campisi per il prossimo 3 giugno alle ore 17 a Palazzo del Carmine) dovrà esprimere sul Piano attuativo aziendale predisposto dal direttore generale dell'Azienda sanitaria di Caltanissetta dott. Paolo Cantaro, lancia l'idea di una "alleanza" tra tutti i partiti rappresentati in provincia e le varie associazioni di volontariato operanti presenti sul territorio al fine di procurare, assieme ai singoli cittadini interessati, «un adeguato rilancio dell'assistenza assicurata attualmente nelle strutture sanitarie nissene del settore».

«Il Piano attuativo predisposto da Cantaro e dai suoi collaboratori - sostiene il parlamentare del Pdl - è assolutamente inadeguato». E spiega perchè: «È in sostanza un "copia ed incolla", di ben 170 pagine non a tutti comprensibili, dei princìpi programmativi enunciati dall'assessorato regionale alla Sanità, senza dunque tener conto delle vere esigenze degli assistiti della provincia di Caltanissetta e dei servizi essenziali da assicurare. Non si punta l'attenzione e non si valorizzano le strutture sanitarie esistenti nel territorio, per cui si continua ad "intasare" l'attività svolta negli ospedali dove i pazienti sono costretti a cercare le cure di cui hanno bisogno. L'attuale manager poi sembra comportarsi con atteggiamenti clientelari, perchè fa tutto su suggerimento dei suoi dante causa politici che sono dell'Mpa e del Pd a cui, rimanendo così l'attuale stato delle cose, va la responsabilità morale e politica di tutto quello che sta accadendo nella sanità nissena. Cantaro poi non riesce a "frenare" la "fuga" dei dirigenti medici e tecnici già in organico, per cui a quella dei primari Francaviglia, Morini e Talarico adesso si è aggiunta anche quella dell'ing. Vincenzo Spera, originario di Mussomeli e già responsabile a soli 42 anni dei servizi tecnici ed ora trasferitosi anche lui al "Civico" di Palermo».

Poi l'on. Pagano si sofferma su "quello che non va del Piano attuativo provinciale": «Oggi dobbiamo prender atto che con questo Piano in realtà nulla è stato programmato e che tutto è lasciato ad una povertà organizzativa e gestionale; ragione per la quale i servizi sanitari risultano sempre più costosi ed insufficienti. Niente a che vedere dunque con l'Asp di Treviso, che è organizzata in maniera da pagare i suoi fornitori in 60 giorni, che ha liste di attesa che non superano i 20 giorni e che ha un utile aziendale che ogni anno supera molti milioni di euro. Qui invece si continua a fare arrivare negli ospedali nisseni soprattutto gli ammalati cronici a danno di quelli acuti. E questo perchè c'è una Asp che si ostina a non privilegiare le strutture del territorio e che non attiva presìdi sanitari leggeri che costano poco e che rispondono ai bisogni degli assistiti. Ancora Cantaro non si è reso conto che se non funzionano le strutture del Territorio succede il patatrac».

«Cantaro - aggiunge l'on. Pagano, che è stato anche assessore regionale alla Sanità - è un manager che fa discutre anche per alcune decisioni adottate: un esempio arriva dal fatto che aveva acconsentito al cambio consensuale tra un infermiere capace mandato a Mazzarino ed un altro che stava per andare in pensione ed è arrivato a Caltanissetta. È successo così il finimondo e il manager è stato costretto a revocare la delibera. Un atteggiamento confermato anche dal fatto che non esiste ancora, a diversi anni dal suo insediamento a Caltanissetta, un censimento dei servizi infermieristici, per cui il sospetto è quello che si vogliono continuare a mantenere gli oltre mille infermieri in servizio in posti sbagliati e non si vuole che siano destinati nei servizi dove invece servono. È tutto questo un fatto causale o voluto ? Stessa situazione per quel che riguarda gli operatori socio-sanitari, che da sabato prossimo si ritroveranno con il contratto scaduto. Perchè Cantaro non fa, a questo proposito, i corsi di riqualificazione del personale ausiliario e riempie così l'organico ed assicura i servizi anche dell'Hospice? Non occorre essere dei manager super-pagati per capire che in questo modo l'attività della lungodegenza e della riabilitazione assicurata al "Raimondi" di San Cataldo subirà un nuovo stop».

«Questi sono problemi seri, mentre nel Piano attuativo del manager ci sono solo chiacchiere - conclude il parlamentare "azzurro" - un altro esempio che si inserisce in questo contesto è la situazione del reparto di Dermatologia (unico nelle province di Caltanissetta ed Enna) dove ad oggi non c'è il primario e si continua ad andare avanti con il lavoro di un medico, che da solo non può limitare la lunga lista di attesa esistente. E dire che da 15 anni uno specialista della branca (il dott. Gioacchino Lo Verme, ndr) in servizio al Sant'Elia svolge attività di ambulatorio ma continua a non essere trasferito in reparto. Una conferma anche questa che il manager non svolge bene il suo lavoro e fa delle scelte esclusivamente politiche...».

Giuseppe Scibetta 

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