Domenica, 25 Agosto 2019

 

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Dichiarazione di voto dell’on. PAGANO relativa al ”Seguito della discussione delle mozioni concernenti iniziative normative per la sospensione del pagamento della rata relativa al 2013 del finanziamento pubblico ai partiti”

 

 

 

On. ALESSANDRO PAGANO

Signor Presidente, signor Ministro, il passaggio da un sistema di finanziamento pubblico dei partiti basato sulla logica del rimborso elettorale ad un sistema di finanziamento di tipo indiretto su base volontaria è un impegno che il Popolo della Libertà ha assunto in campagna elettorale ed è un principio che non va minimamente messo in discussione.


Questo innanzitutto per rinsaldare il rapporto tra politica e cittadini, che da ormai diverso tempo si caratterizza per sfiducia e scarsa simpatia. È quindi più che mai necessaria un’inversione di tendenza in tal senso, per restituire ai partiti e alla politica quella dignità, quella credibilità e quel decoro che per alcuni aspetti sono andati perduti. Solo la fiducia dei cittadini nella politica può portare alla piena legittimazione delle istituzioni che li rappresentano. E questa fiducia non può che ripartire dai partiti, da quei gruppi politici che, in quanto legittimati dal consenso elettorale, rappresentano un ponte tra la società civile e la società politica. La politica ha già offerto diversi segnali per realizzare questa inversione di tendenza. Esattamente un anno fa la legge n. 96 del 2012 aveva ridotto i contributi a carico dello Stato in favore dei partiti politici del 50 per cento, realizzando così importanti risparmi di spesa, che in un momento di crisi economica come quella attuale, hanno rappresentato un segnale rilevante. La stessa legge, come è noto, ha inoltre già modificato il sistema di contribuzione pubblica alla politica, introducendo per la prima volta un sistema di cofinanziamento e avviando così il superamento del principio dell’automatismo dei finanziamenti. Oggi Governo e Parlamento stanno lealmente lavorando insieme al fine di giungere a un testo che superi il sistema di finanziamento diretto e coniughi democrazia e partecipazione con le nuove forme di finanziamento incentrate sulla libera scelta dei cittadini. La questione è inserita all’interno della mozione presentata testé dal MoVimento 5 Stelle, poi modificata e firmata da altri. È, quindi, stata già posta e già sono in campo tutti gli strumenti utili per meglio definire il passaggio a un nuovo modello di finanziamento, che di sicuro non si concretizzerà in maniera automatica con la sospensione della rata del rimborso elettorale di luglio, come si chiede nella mozione. Tale passaggio, che segna un momento importante di cambiamento nel modo di intendere la politica, i partiti e il rapporto con la società civile, va quindi compiuto in tempi rapidi, ma comunque con criterio, come dimostra l’ampio dibattito sulle proposte legislative attualmente all’esame della I Commissione, che vede relatori i colleghi Gelmini e Fiano.  Il testo del Governo, adottato come testo base della discussione, si sforza, proprio per questo motivo, di andare in maniera più che accettabile ad equilibrare diverse esigenze e punti di vista, ma potrebbe, comunque, essere migliorato. Per questo, sarà oggetto di dibattito sulla base degli emendamenti presentati e siamo certi che si arriverà ad un punto di caduta che, partendo dall’abolizione del finanziamento pubblico così come inteso fino ad oggi, porterà ad introdurre nel nostro ordinamento, con i tempi e le modalità opportune, un finanziamento di tipo indiretto su base volontaria.  Qualche ulteriore riflessione di merito va, però, fatta. Innanzitutto, per quanto riguarda la struttura dei partiti, sono in gioco due importanti principi sanciti dalla nostra Costituzione: la libertà di associazione e la tutela del principio democratico. Partendo da questi principi costituzionalmente garantiti, è evidente che il modello di partito delineato dalla Costituzione non è monolitico, ma sono ammesse diverse tipologie, che non si possono, dunque, irrigidire attraverso un’interpretazione dell’articolo 49 della Costituzione che preveda un modello pesante e definito di partito. Adottiamo, quindi, definitivamente la strada di un modello di partito finanziato su base volontaria, rigidamente separato dallo Stato, più coerente con il modello di democrazia liberale nel quale crediamo e abbiamo sempre creduto, sapendo, però, che la strada da percorrere deve allontanare qualsiasi pericolo di ritorno alle burocrazie, alle correnti, agli apparati, sia sul piano nazionale che locale. Bisogna pensare, quindi, al partito come a un luogo dove si discute, dove si programmano le politiche future, dove si realizzano rapporti con i settori dinamici della società. Le forze politiche devono puntare tutto sulla loro capacità di coesione, di progettazione, di programmazione. Solo così i partiti riusciranno a conquistare e a mantenere la fiducia degli elettori, ovvero di quelle persone che poi potranno anche scegliere di contribuire volontariamente alla crescita del proprio partito attraverso le forme di finanziamento che saranno introdotte. Confermiamo, quindi, il pieno sostegno alla iniziativa legislativa del Governo e l’impegno assunto con l’Esecutivo di portare avanti l’esame del provvedimento nei tempi previsti. E così, con l’impegno assunto con gli elettori, riformeremo la materia in un’ottica costruttiva e responsabile. Questa è la migliore, e riteniamo l’unica, risposta a una polemica puramente strumentale, che non possiamo accettare. Contro ogni forma sterile di antipolitica noi abbiamo fiducia nella politica e nella democrazia dei partiti, e quindi siamo pronti ad accettare il giudizio dei cittadini, che si concretizzerà attraverso la loro scelta di finanziare chi li dovrà rappresentare nelle istituzioni. Il Popolo della Libertà, su questo, ha le idee chiare e rifiuta qualsiasi strumentalizzazione della questione, che deve essere discussa nelle sedi opportune e deve incontrare la volontà dell’Esecutivo e di questo Parlamento, che siamo sicuri porterà avanti il tema con determinazione, senso di responsabilità e spirito serio e costruttivo, che i cittadini italiani meritano, per restituire fiducia alla politica e legittimazione alle istituzioni di questo Paese.  Per tutti questi motivi, il gruppo del Popolo della Libertà voterà convintamente contro la mozione del Movimento 5 Stelle (Applausi polemici dei deputati del gruppo Movimento 5 Stelle) e voterà altrettanto convintamente a favore degli impegni contenuti nel testo presentato dai gruppi di maggioranza – che porta la prima firma dei capigruppo in I Commissione Fiano, Gelmini e Balduzzi e al quale vorrei anche apporre la mia firma, signor Presidente – ovvero dai rappresentanti di quelle forze politiche che stanno concretamente portando avanti quella riforme necessaria alla politica che riguarda il finanziamento dei partiti.

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