Venerdì, 15 Novembre 2019

 

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Le ragioni di una scelta Michele Campisi Sindaco della città di Caltanissetta .

 

 

 

 

 

E' dal 1994 dall'anno della sua discesa in campo, che ho sempre votato per il presidente Silvio Berlusconi.


 Fin dall’inizio ho creduto nel suo progetto politico e per certi versi nella sua grande intuizione, suddividere la politica italiana in due grandi aree: destra e sinistra, basta con i partiti e partitini, basta con i ricatti di quei partiti che detenevano modeste percentuali di elettorato relativo e per questo motivo si sentivano forti del fatto che potevano convergere verso una coalizione o un'altra determinando una forza di maggioranza relativa.

MI ha entusiasmato e ho creduto in questo progetto perchè rappresentava il mio modo di sentire. Bisognava stare da una parte o dall'altra e nell'interesse dei cittadini era necessario una scelta chiara e precisa. Questa idea allora innovativa ha fatto scendere in campo tanti giovani ,allora poco più che trentenni, che hanno formato una classe politica nuova, frutto di soggetti appartenenti al mondo imprenditoriale e professionale, quella classe di lavoratori che negli anni precedenti avevano delegato ad altri la parte politica, e che, grazie a quel progetto politico di 20 anni fa, ha permesso a questi giovani ad entrare in politica senza passare dalle obsolete segreterie di partito.

Il passare degli anni ha visto quei giovani diventare maturi e nel contempo essere di esempio per altri che hanno anch'essi deciso di realizzare questo cammino politico.

Siamo al capolinea, stiamo attraversando il peggiore momento economico, dopo la grande crisi del 29, questo è senza dubbio il periodo peggiore: non esiste una crisi specifica, esiste una crisi globalizzata: crisi di valori, crisi etica, morale, culturale, politica, forse anche religiosa. Sarà una personale convinzione ma questa confusione è generata artatamente siamo in guerra; stiamo vivendo la terza guerra mondiale, una guerra non concepibile come l'abbiamo studiato o come l'hanno vissuta i nostri nonni e i nostri genitori e cioè non una guerra fatta di armi e di eserciti (tale guerra se effettuata, visto il possesso del nucleare, ci porterebbe al possesso della clava come arma di difesa, proprio come diceva Albert Einstein), quindi una guerra di nuova concezione, combattuta sul fronte economico-finanziario, con conquiste economiche, con fallimenti finanziari, con economie messe in crisi da sistemi creati come bolle di sapone. C'è qualcuno che tira le fila (pochi) i potenti, i ricchi finanzieri forse anche in combutta con la cattiva società (mafia, camorra etc in Italia); dall'altro un mondo di uomini che assistono impotenti al loro continuo declino al loro impoverimento. Questo triste spettacolo che si manifesta nel mondo non può non vedere immune l'Italia, una Italia incapace di realizzare un valido ed efficace contrattacco. Uno Stato quello italiano vicino al baratro.

Pensiamo al futuro, quale futuro se non prendiamo decisioni nel presente. Ho ritenuto geniale e corretto l'intuito politico del presidente Berlusconi allorquando alle recenti elezioni, dove un vero vincitore politico non c'era stato, ha proposto e lavorato su un patto di non belligeranza tra le forze dei vari partiti, il nemico era altrove, acconsentendo e costruendo unitamente al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano alla realizzazione di un governo composto da elementi appartenenti alle forze politiche maggiori. Scelte difficili necessitano di decisioni importanti e allora per il bene del Paese era opportuno metterci tutti la faccia, nessuno escluso. Ciò per dare stabilità e divenire esempio per i cittadini: “c'è necessità di essere uniti” anche quando si hanno posizioni e ideologie politiche diverse.

Cosa è cambiato oggi? Sono trascorsi quasi 6 mesi e mezzo da quella decisione e allora stacchiamo la spina a questo governo? Ci prepariamo a nuove elezioni, o diamo fiducia a questo governo? Cioè andare avanti a fare i parolai avanti e dietro nei talk show televisivi, cercando di convincere i cittadini a votare i loro rappresentanti, con una legge che gran parte degli italiani chiede a gran voce di cambiare, mentre fuori la guerra economica dilania l'economia Italiana, le aziende chiudono, i posti di lavoro si perdono. Tutti elementi che avrebbero nociuto all'Italia e che nella sostanza non avrebbe cambiato nulla. Mi sono chiesto cos'è cambiato rispetto ad oggi? Può consumarsi la vita di un esecutivo in sei mesi? E' da irresponsabili staccare la spina adesso. Tanto valeva farlo subito sei mesi e mezzo fà. Decretare la morte di un governo e andare alle elezioni con una legge elettorale che nessuno degli elettori italiani vuole. Nessuno tranne qualcuno che da tale forma elettorale si sente avvantaggiato uno fra tutti Grillo che è l'unico che questa legge elettorale non la vuole cambiare, consapevole di essere un grande comunicatore e di essere capace, col suo modo di fare di entusiasmare la gente, il popolo e di ottenere facili  consensi.

Sono fermamente convinto che le elezioni ci ridaranno un nazione sempre più divisa, dilaniata dal non voto, vincerà il partito degli astenuti ( è già successo in Sicilia), probabilmente vi sarà una equa ripartizione dei voti tra le forze politiche, qualcuno vincerà ma non sarà in grado di governare.

Allora sulla scorta di ciò mi sono convinto che prima di uccidere questo governo è prioritario il cambiamento della legge elettorale, per il bene del Paese e degli Italiani; bisogna ridare potere all'elettore che deve responsabilmente decidere su chi poggiare la propria fiducia, deve decidere se al parlamento, i prossimi legislatori saranno degli impiegati Co.Co.Co. (collaboratori coordinati e continuativi) senza alcuna esperienza politico – amministrativa, ancora in cerca di una prima occupazione che si siedono sugli scranni del parlamento realizzando almeno l'obiettivo di uno stipendio ( più che di sopravvivenza), con la conseguenza che forse per quel poco di legislatura avremo realizzato qualche disoccupato in meno.

E' necessario eleggere uomini che abbiano un minimo di formazione che del loro credo politico ne fanno una mission , che siano chiari, che siano capaci di stare a destra o a sinistra e non siano del voltagabbana. Devono essere degli “animali politici” capaci di interpretare il momento, le esigenze e responsabilmente guidare le sorti del Paese, la politica deve ritornare ad essere decisione e programmazione. Bisogna avere poi il coraggio di fare una legge che permette di espellere tutti coloro i quali della politica ne fanno business, accettano mazzette o fanno interessi personali. Radiarli a vita.

Togliere la spina a questo governo significa in questo momento per l'Italia il caos, il disordine sociale, forse non sarà il migliore governo ma sono convinto che nel loro equilibrio è probabilmente il massimo che si poteva trovare.

Non entro nel merito sulla recente questione che ha animato la discussione su una probabile richiesta di dimissione del ministro Cancellieri, in questo momento non mi importa, sarà la storia e mi auguro la propria coscienza a decidere se ha sbagliato oppure no se ha agito per interessi personali oppure no.

In questo periodo storico, l’unica ultima certezza è rappresentata dai Comuni, diventati oramai i pilastri per il mantenimento dei servizi e l’avamposto per i cittadini. I comuni e i loro amministratori che diventano il tiro a bersaglio e la facile preda di tutti. Incapaci a dare le vere risposte immediatamente e capaci di inventarsi strategie politico amministrative per servire al meglio la città. Ora immaginiamoci per almeno altri 6 mesi uno stillicidio di campagna elettorale, una assenza dello Stato, una mancata programmazione per il prossimo anno, IMU, TRES,  TARES, TARSU etc. etc sinonimi di imposte e tasse che avrebbero messo K.O. comuni e cittadini.

No, questo non deve accadere , per cui, quando mi si è posto il quesito se aderire a Forza Italia, con gli obiettivi già delineati non solo dal Presidente ma da tutti i più fedeli sostenitori e cioè di tagliare la spina all’attuale Governo, oppure , pur sapendo che la scelta è la più difficile, essere attori di un nuovo centro destra, di una nuova linea politica, fatta di innovatori che trova in Angelino Alfano il suo naturale e conseguenziale leader, facendo sì che questo governo resista per almeno altri 12 mesi e si impegni nelle riforme sopradette non ho avuto dubbi sulla scelta da fare. Per la verità ho parlato a lungo con l'on.le Alessandro Pagano che il problema della scelta lo aveva condiviso fin dal suo nascere. Scegliendo chiaramente fin dall'inizio e condividendo i passaggi dell'On.le Alfano assumendosi le responsabilità anche di grande impopolarità, ma credendo e intuendo da subito in una svolta politica. Lo ringrazio perchè dopo una lunga discussione e dopo avermi detto le sue motivazioni nella scelta, mi ha lasciato libero di decidere con serenità se andare al congresso che sanciva la nascita di forza Italia o trovarci insieme per una avventura necessaria , importante, ognuno con i ruoli che oggi ricopre; Sicuramente una strada più impervia ma giusta nella missione.

Le superiori riflessioni mi hanno indotto a non accettare i riflessi del potere, le sirene ammalianti dei più forti, ma con coscienza ho analizzato le finalità che questo nuovo centro destra vuole realizzare: stabilità, programmazione e legge elettorale, questo per il bene del Paese e per tutti i cittadini. E dopo i 12 mesi di programmazione politica e di realizzazione di tali impegni andare al voto , dare la parola agli italiani per eleggere i loro candidati direttamente.

Gli elettori devono scegliere serenamente l’area politica e il leader che dovrà guidare l’Italia verso il vero rilancio.

Per queste ragioni ho condiviso la scelta difficile ma necessaria di scissione presa dall’onorevole Angelino  Alfano seguita e condivisa dal mio amico On.le Alessandro Pagano, convinto che i moderati di destra e di centro, compresa l’attuale Forza Italia, saranno capaci di realizzare una sintesi per addivenire ad una coalizione di centro destra democratica e forte.

Ed è per questo che sabato 16 novembre mi sono recato  in via dell'umiltà a Roma a seguire con fermezza,  serenità ed entusiasmo  la conferenza stampa dell'On.le Angelino Alfano ritenendo di avere fatto la scelta più giusta.

f.to Michele Campisi

Sindaco di Caltanissetta

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