Giovedì, 20 Febbraio 2020


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Iran, Pagano (NCD): Conferenza per chiedere a comunità internazionale di agire per rispetto diritti umani

 

 

 

 

 

“La conferenza dal titolo ‘L’accordo nucleare di Ginevra, i diritti umani in Iran durante la presidenza Rohani e la situazione dei dissidenti iraniani in Iraq’, in programma oggi alla Camera presso la Sala delle Colonne,


 

è un’importante occasione per riportare all’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica un tema che rischia di essere ‘adombrato’ dall'apparente  svolta democratica in Iran all’indomani della elezione di Rohani". E' quanto afferma il deputato di Nuovo Centrodestra Alessandro Pagano in qualità di presidente del Comitato italiano di Parlamentari e cittadini "Iran Libero" presiedendo la conferenza, cui hanno  partecipato il Sen. Lucio Malan (FI), l'ambasciatore Giulio Terzi di Sant'Agata, Robert Torricelli, membro del Senato americano, il Sen. Luigi Compagna (Ncd), il Sen. Paolo Corsini (Pd), Taher Boumedra, responsabile della sezione Diritti umani dell’UMANI, l’On. Dario Rivolta, responsabile Esteri FI, l’On. Rocco Buttiglione (Per L’Italia), il Sen. Marco Perduca ed Elisabetta Zamparutti co-presidente del Comitato Iran Libero . "Durante la conferenza, - prosegue - , e'  stato presentato un documento sottoscritto da 320 deputati in maniera bipartisan in cui viene condannata la perdurante violazione dei diritti umani perpetrata dall'attuale governo iraniano.

Come dimostrano gli avvenimenti successivi alle elezioni presidenziali iraniane del 14 giugno 2013, nulla purtroppo è cambiato. Proseguono infatti senza sosta le violenze, le torture e la persecuzione di chi si oppone al regime anti-democratico degli Ayatollah, specie nei confronti della resistenza iraniana, i cui esponenti sono attualmente in esilio in Iraq a Camp Ashraf".

"La presenza in Italia, - sottolinea- in occasione della conferenza odierna, della presidente eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana Maryam Rajavi è non solo una straordinaria testimonianza dell’impegno e dei sacrifici che questo eroico gruppo di resistenti sta sopportando per consentire al proprio Paese di ritrovare una condizione di democraticit à e di rispetto dei diritti umani, ma si configura anche come necessario monito per sensibilizzare e indurre il governo italiano, l’Ue e la comunità internazionale tutta ad intervenire nei confronti dell’Iran affinché cessino le persecuzioni e le stragi. Da ultimo, occorre ricordare l’eccidio dello scorso primo settembre consumatosi a Camp Ashraf con la complicità del governo iracheno e pressoché nel silenzio dell’Onu e degli Usa, per i quali i residenti di Ashraf godono dello status di persone protette e richiedenti asilo. Decine di innocenti sono state trucidate e sette persone, ad oggi,  risultano prese in ostaggio e a rischio di essere estradate in Iran per poi essere condannate a morte".

"Il 'pressing' e le campagne internazionali hanno portato all'importante risultato della condanna da parte del tribunale spagnolo del consigliere di sicurezza del presidente iracheno al-Maliki per le stragi del primo settembre 2013 e dell'8 aprile 2011, ma molto si può e si deve ancora fare con l'impegno di tutta la comunità internazionale affinché il rispetto dei diritti umani venga assicurato e l'intervento internazionale non crei più discriminazioni tra aree di serie A, meritevoli di aiuto (come nel caso della guerra in Libia), e aree di serie B, dove per ragioni di opportunità politica si preferisce non intervenire", conclude.

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