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Dalle colonne del La Sicilia e de l'Occidentale, le dichiarazioni dell'On. Pagano sullo stabilimento #Eni di Gela

 

 

 

 


L'occidentale ...

 

La Sicilia: E' da rivedere l'accordo con Eni, il Governo rifletta.

All'interno del governo Renzi non tutti la pensano allo stesso modo sull'accordo del 6 novembre scorso con Eni. Se Alfano ed il suo NCD sono alleati ed al governo con il "leader rottamatore" in casa NCD gli esponenti di Caltanissetta e Gela sono tutt'altro che soddisfatti di quel protocollo. Vogliono che si riveda. E per farlo sapere al governo ed avanzare questa richiesta domani saranno al Mise l' on. Pagano e l'avv. Lucio Greco (NCD) ed a loro si unirà un altro scontento don Luigi Petralia. La missione a Roma è preceduta da una nota dell'on. Pagano che anticipa le tematiche se saranno sostenute.

“Le strategie Eni vanno urgentemente ridefinite. In merito occorre una profonda riflessione non solo dai vertici del nostro colosso petrolifero ma, soprattutto, da parte del Governo e del premier Renzi. I valori del prezzo del greggio al ribasso stanno ulteriormente confermando, infatti, quali siano i modelli vincenti: quelli portati avanti dalle compagnie petrolifere integrate oil, gas, chimica e raffinazione, come ribadito dagli stessi presidenti di Exxon e Chevron. Questi sono dati oggettivi sui quali non si può nascondere la testa sotto la sabbia”. E’ quanto dichiara il deputato Ncd Alessandro Pagano.

“Troppo frettolosa è stata la decisione di cambiare l’Eni ad immagine e somiglianza della direzione generale, guidata da De Scalzi prima di diventare amministratore delegato. Bene gli investimenti nell'esplorazione in Italia - sottolinea Pagano - ma senza barattarli con la chiusura dei nostri stabilimenti. Con gli impianti in marcia tutta la raffinazione, compreso Gela, genererebbe tanti utili. Eni invece ha deciso di concentrare tutto su estrazione di petrolio e gas, riducendo fortemente gli impegni in raffinazione e chimica. Ma questi due comparti hanno ripreso adesso a fare utile perché le loro materie prime costano di meno. I conseguenti risultati negativi sono quindi, forse, addebitabili alle forti carenze gestionali che hanno esaltato una congiuntura negativa. Un'azienda complessa come Eni deve però - osserva l'esponente Ncd - essere gestita da manager che abbiano una grande visione strategica e comprovate competenze in tutti i settori come chimica raffinazione costruzione, cioè tutti quei settori che sono davvero importanti. Non solo per le Oil Companies, ma anche per il nostro Paese”.

Insomma la richiesta è di tornare indietro e l'obiettivo della missione di domani è suscitare una riflessione nel governo che secondo gli esponenti nisseni del NCD sta compiendo un grosso errore ad assecondare i progetti di Descalzi.

Maria Concetta Goldini -  30.11.2014

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