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PROPOSTA DI LEGGE: innalzamento dell'età di competenza dell'assistenza territoriale pediatrica fino al compimento del diciottesimo anno, del 29 maggio 2013

 

 

 

D'iniziativa dei deputati PAGANO e CALABRÒ


 

Onorevoli Colleghi!

Il diritto alla salute e la salvaguardia della salute infantile in particolare sono sempre più percepiti dalla popolazione italiana come priorità irrinunciabili. Il soddisfacimento degli specifici bisogni del bambino, fino al termine della fase adolescenziale, è alla base delle più recenti politiche riguardanti le best practice pediatriche, i farmaci specifici, la ricerca biomedica e farmacologica, i nuovi criteri e standard delle strutture sanitarie territoriali e l'erogazione delle prestazioni specialistiche pediatriche nell'ambito delle cure primarie.

      Il sistema sanitario italiano, pur perseguendo politiche di sviluppo e di generalizzazione dell'assistenza pediatrica, mostra ancora significativi limiti nell'individuazione dei soggetti cui dedicare l'assistenza dei pediatri di famiglia.

      In questo quadro, il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana nonché l'uguaglianza e il carattere inalienabile dei loro diritti sono le fondamenta della libertà, della giustizia e delle pari opportunità in materia di diritto alla salvaguardia della salute.

      Con la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo l'organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) ha proclamato che l'infanzia ha diritto a un aiuto e a un'assistenza particolari, anche nella convinzione che la famiglia – unità fondamentale della società e ambiente naturale per la crescita e per il benessere di tutti i suoi membri e in particolare dei fanciulli – deve ricevere la protezione e l'assistenza specialistiche di cui necessita per poter svolgere integralmente il suo ruolo nella collettività. Si riconosce che il fanciullo, ai fini dello sviluppo armonioso e completo della sua personalità, deve crescere in un ambiente familiare in un clima di felicità, di amore e di comprensione. Tutto ciò al fine di prepararlo appieno a una sua vita individuale nella società e di educarlo nello spirito degli ideali della Carta dell'ONU, ideali di pace, di dignità, di tolleranza, di libertà, di uguaglianza e di solidarietà.

      La necessità di concedere una protezione speciale al fanciullo è stata enunciata fin dalla Dichiarazione di Ginevra del 1924 sui diritti del fanciullo, e ulteriormente confermata nella Dichiarazione dei diritti del fanciullo adottata dall'Assemblea generale dell'ONU il 20 novembre 1959, oltre che riconosciuta nella Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo e nel Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici. Non si può dimenticare che, proprio come indicato nella richiamata Dichiarazione dei diritti dell'uomo, il fanciullo necessita di una protezione e di cure particolari, ivi compresa un'assistenza specialistica mirata, sia prima che dopo la nascita.

      Il rafforzamento di questo quadro generale di diritti, garantiti a ogni essere umano fino al compimento del diciottesimo anno di vita, è reso ancor più necessario a seguito dell'incredibile sviluppo della libera circolazione per motivi di lavoro, di studio, di turismo o quant'altro. Ciò non potrà non riflettersi sulle regole di affidamento dello stato di salute dei giovani all'area della pediatria di libera scelta, così correggendo insufficienze e squilibri e aprendo alle nuove istanze di salute che giungono alla società civile.

      I vincoli derivanti dall'insufficienza delle risorse pubbliche destinate alla salute hanno, fino ad oggi, avuto un impatto negativo soprattutto sulla popolazione di età inferiore ai diciotto anni. Inoltre, il diffondersi delle malattie infettive trasmissibili, dell'HIV/AIDS, delle malattie da ipernutrizione, di quelle derivanti dal disagio giovanile (abuso di droghe, alcool, fumo) è non solo una tra le principali cause di morte infantile, ma anche fonte di grandi costi sociali anche per il trattamento sanitario di tali patologie.

      Contrastare e sradicare queste patologie dovrebbe rappresentare una priorità per le politiche sanitarie del nostro Paese. Per farlo l'obiettivo strategico non può che essere quello di aumentare la fascia di competenza pediatrica, prolungando l'assistenza pediatrica fino al compimento dei diciotto anni.

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PROPOSTA DI LEGGE

Art. 1.

      1. Nell'ambito delle cure primarie pediatriche erogate attraverso gli specifici accordi collettivi nazionali di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni, è definita quale età pediatrica l'età compresa tra 0 e 18 anni, in conformità con quanto stabilito dalla Convenzione sui diritti del fanciullo, fatta a New York il 20 novembre 1989, resa esecutiva dalla legge 27 maggio 1991, n. 176, ed è stabilita la competenza dei pediatri di famiglia fino al compimento del diciottesimo anno.

 

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