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Resoconto stenografico dell'Assemblea Seduta n. 374 di martedì 10 febbraio 2015

 

 

 

 

Discussione del disegno di legge: Conversione in legge del decreto-legge 24 gennaio 2015, n. 3, recante misure urgenti per il sistema bancario e gli investimenti


 

Esame e votazione di questioni pregiudiziali (A.C. 2844).

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Pagano. Ne ha facoltà.

ALESSANDRO PAGANO. Signor Presidente, Nuovo Centrodestra, Area Popolare voterà contro le pregiudiziali, però – per quanto sarà un voto contrario – noi chiediamo con forza – e ne spiegheremo bene le ragioni – che il decreto-legge subisca delle profonde modifiche, perché vi sono ampi profili di incostituzionalità. E non citerò fonti qualsiasi, ma autorevolissime, come per esempio Mirabelli, che identificano in maniera chiara quali sono i profili di incostituzionalità dello stesso. L'articolo 41, per esempio, è relativo alla libertà di iniziativa economica privata, così come vi è anche la fattispecie garantita dall'articolo 45 – la cooperazione – che ne indica i caratteri essenziali, ne valorizza il ruolo, ne assicura il sostegno delle istituzioni, ne promuove e ne favorisce l'incremento. Se la Costituzione, quindi, ne prescrive la promozione e la cooperazione e ne favorisce l'incremento, certamente non consente che si impongano limiti, siano essi riferiti all'ambito delle attività nelle quali la cooperazione può operare, sia che vengano rapportati alle dimensioni che la cooperazione può assumere. La cooperazione è espressione di libertà e solidarietà e non appartiene a un filone culturale da ricondurre solo alla Rerum Novarum, ma va oltre; affronta anche nella tradizione socialista e, quindi, a ben 50 anni prima. L'iniziativa economica e la cooperazione sono espressioni di libertà, ma con carattere di mutualità e senza fini e speculazioni private. Pertanto la Costituzione le giustifica per le organizzazioni di tal guisa. Anche il settore del risparmio è soggetto a una specifica protezione costituzionale, l'articolo 47 della Costituzione si integra e combina con quello della cooperazione. D'altronde il risparmio è bene intangibile di un Paese e privarsene è follia, i Padri costituenti avevano le idee molto chiare.

Di fronte a tutto questo è evidente, quindi, che già la discussione dovrebbe cessare e dovremmo tutti dire che questo è un provvedimento assolutamente da rimandare al mittente, se non fosse che abbiamo il senso del dovere e che siamo convinti che il provvedimento possa essere modificato. Ma siccome vogliamo aggiungere argomenti su argomenti, spieghiamo al Governo che non ci sono argomenti a favore, ma, semmai, sono tutti contrari. È di questi giorni la notizia che il dipartimento di giustizia americano ha condannato Standard and Poor's per manipolazione fraudolenta del rating negli anni 2010-2011. Anche i bambini dell'asilo lo capiscono, ma non i media, troppo abituati a scrivere sotto dettatura; i media che hanno messo in ridicolo la procura di Trani e la Corte dei conti, chi non lo ricorda, che avevano evidenziato la inadeguatezza opportunistica di un rating attribuito per esercitare pressioni politiche.

Oggi, siamo in presenza di una vicenda simile e inviterei questo Parlamento a essere attento a quello che vota e al modo in cui si agisce, perché le grandi banche speculative sono alla ricerca di capitali reali, mediante operazioni di take-over, cioè acquisizione del controllo economico di una società da parte di un'altra, mediante acquisto di pacchetti azionari di maggioranza e allo scambio di capitali azionari. Tutto questo addirittura senza bisogno, nel caso specifico, di fare grandi spostamenti di azionariato, perché nelle banche popolari basta l'8 o il 10 per cento per controllare un'intera banca, essendo la proprietà della stessa, per definizione di cooperazione, molto polverizzata.

È evidente, ancora una volta, quindi, che ci sentiamo di dire che questo è un decreto-legge che va rispedito al mittente, ma lo accetteremo solo se ci saranno opportune modifiche, sostanziali modifiche. D'altronde non esistono argomenti: Padoan, il Ministro, soltanto nel 2013, nella sua qualità di Vicesegretario generale dell'OCSE scrisse: la morfologia del sistema creditizio italiano necessita delle banche popolari; cosa è cambiato oggi a distanza di un anno e mezzo ?

PRESIDENTE. Deve concludere, onorevole Pagano.

ALESSANDRO PAGANO. Eppure, a pagina 3 della relazione sulla legge di conversione del decreto-legge si scrive che il Fondo Monetario Internazionale, l'Organizzazione per lo sviluppo e la cooperazione economica e le istituzioni dell'Unione europea, da tempo caldeggiano la trasformazione delle banche popolari maggiori in società per azioni. Dov’è scritto questo ? Area Popolare chiede e pretende che vengano portate in Commissione le fonti dove questo è stato detto, perché non esistono fonti di questo genere. Sappiamo per certo che è esattamente il contrario, tant’è vero che lo stesso Ministro Padoan, dall'alto della sua proverbiale correttezza, ha avuto modo di dire, su una testata nazionale, una settimana fa, che non esiste alcun diktat da parte dell'Europa. Quindi, un motivo in più per spiegare che questo provvedimento non va bene.

  Ancora: insussistenza delle motivazioni sostanziali in base alle quali è stato presentato il decreto-legge.

PRESIDENTE. Deve concludere.

ALESSANDRO PAGANO. A pagina 3 della di relazione si legge che l'intervento normativo è necessario perché costituisce, mi avvio alla conclusione, un tassello fondamentale per la ristrutturazione del sistema bancario italiano.

PRESIDENTE. No, concluda.

ALESSANDRO PAGANO. Ma quale ristrutturazione – concludo, ultimi 10 secondi – ma quale ristrutturazione, visto che il rafforzamento patrimoniale è avvenuto solo per le banche popolari che hanno superato gli stress test in abbondanza e visto che secondo fonti della Camera di commercio di Mestre sono state le uniche ad avere aumentato l'erogazione del credito di più 16 per cento rispetto alle Spa con un meno 5 per cento.

Allora presidente, noi non abbiamo altro da aggiungere se non altre decine di argomenti che spiegheremo nelle sedi opportune. Votiamo contro la pregiudiziale che è stata presentata, però manifestiamo con forza il diritto a chiedere modifiche sostanziali al provvedimento.

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