Mercoledì, 26 Febbraio 2020


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Derby Catania-Palermo

PALERMO – "L’ispettore di Polizia Filippo Raciti era un fedele servitore dello Stato, un uomo delle Istituzioni e un vero e proprio eroe da portare a modello per le giovani generazioni. Il suo sacrificio deve servire da esempio per tutti quei giovani che oggi si abbandonano ai falsi valori e vivono disinteressandosi del rispetto delle regole.

Ecco perché dobbiamo promuovere e coinvolgere sempre più gli studenti per realizzare percorsi didattici che insegnino come ci si comporta nella vita e nello sport".

Lo ha dichiarato l’on. Alessandro Pagano, responsabile organizzativo di Forza Italia in Sicilia, al termine della messa celebrata a Caltanissetta per ricordare Filippo Raciti, l’ispettore di polizia ucciso nel corso degli scontri nel derby Catania-Palermo.

L’on. Pagano ha inoltre chiesto "leggi speciali ed urgenti per stroncare il fenomeno della violenza nel calcio. Quando il ministro Pisanu ha proposte misure restrittive contro gli ultrà, è stato bloccato dalla sinistra radicale che ha gridato all’attentato contro lo Stato di diritto. Risultato? Sono passati due anni inutilmente, sono stati spesi milioni di euro per inviare le forze dell’ordine negli stadi e la violenza è continuata mietendo morti e feriti in tutti i campi, nelle serie minori e tra i professionisti. Oggi piangiamo un funzionario di polizia ucciso durante una partita di calcio di serie A. E’ arrivato il momento di agire e soprattutto di mettere da parte stupide posizioni ideologiche che non fanno altro che aggravare il problema".

"Non occorre inventare nulla – ha continuato l’on. Pagano – l’esempio c’è già ed è quello del calcio inglese dove in pochi anni è stato debellato il fenomeno degli hooligans. Infatti il governo inglese ottenne il posto a sedere in tutti gli stadi e che le società e si dotassero di impianti tv a circuito chiuso. Le pene per i violenti sono esemplari e severe, anche senza il verificarsi di incidenti. Perfino i cori razzisti e offensivi sono vietati e passibili di pena immediata. Gli addetti al servizio d’ordine sono pagati dai club e all’interno degli stadi hanno la stessa autorità delle forze dell’ordine: basta solo insultare, offendere o minacciare per essere cacciati. La polizia, invece, ha il compito di controllare meglio gli spettatori affinché non introducano oggetti pericolosi all’interno degli spalti. Nel 2000 è stato poi varato il "Football Disorder Act", un pacchetto di leggi antiviolenza che ha conferito altri poteri alla polizia tra cui la possibilità di sequestrare il passaporto, di essere giudicati sospetti anche solo per un tatuaggio e di essere trattenuti in cella all’interno dello stadio per 24 ore prima di essere giudicati per direttissima. Risultato? La violenza è sparita.".

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