Sabato, 16 Febbraio 2019

 

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Resoconto stenografico seduta n. 468 del 24 Luglio 2015, concernente approvazione norme in materia #fallimentare, #civile e #processualecivile.

 

 

 

PRESIDENTE.

  Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'Onorevole Pagano. Ne ha facoltà.

ALESSANDRO PAGANO. Grazie Presidente, il gruppo parlamentare di Area Popolare voterà a favore del decreto-legge oggi in esame.


 

 Si tratta di un provvedimento che detta una serie di misure in materia fallimentare, ma anche civile e processuali civile, ma anche di natura organizzativa e devo dire che già durante il dibattito che si svolse in quest'aula, quando il signor ministro della giustizia ebbe modo di rendicontare al Parlamento sul trascorso anno giudiziario, avemmo modo di precisare nella nostra relazione che uno dei nodi su cui bisognava intervenire in tempi rapidi e stretti era proprio legato alla materia fallimentare. Avevamo dati (che possiamo oggi ulteriormente confermare) che realizzavano un vero e proprio blocco economico di beni materiali e immateriali ma anche patrimoniali nel senso più liquido del termine che realizzavano svantaggi nei confronti della comunità nell'ordine di cifre che valevano tra i 17 e i 45 miliardi. L'indefinitezza dell'ammontare stesso è una conferma che certamente su questa materia bisognava intervenire perché forse troppi vantaggi giravano attorno alle curatele e forsePag. 50troppo pochi erano i ritorni economici nei confronti del paese e in particolare di quegli imprenditori che erano entrati in crisi e che forse venivano eccessivamente penalizzati da una serie di leggi che forse erano già superate.

  Mi pare di poter dire che l'intervento a cui abbiamo assistito con immediatezza – ripeto a pochi mesi dalla relazione e dall'osservazione che avevamo fatto – è la prova concreta che questo bisogno era avvertito e quindi il risultato positivo. Si è scelta, fra l'altro, la strada del decreto-legge proprio perché bisognava intervenire con tempestività perché il sistema economico, oltre che il sistema giustizia, necessitava di interventi concreti. La crisi economica e sociale di cui patisce il Paese non è soltanto una crisi da eccesso di imposte pagate, non è soltanto un eccesso di lungaggini burocratiche che purtroppo tutti noi subiamo, ma è frutto anche di leggi che sono obsolete e mi pare di poter dire proprio in campo fallimentare siamo di fronte a tutto questo.

  Il dato però non ci lascia da un certo punto di vista pienamente soddisfatti, dobbiamo essere anche concreti. Il fatto stesso che questo provvedimento segni anche misure in materie civile e processuale civile vuol dire che evidentemente il tema non è stato affrontato di petto come forse era meritevole. Però noi cogliamo sempre lati positivi e il fatto stesso che sia stato scalfito, finalmente, un sistema legislativo ancorato a logiche da anni Cinquanta, la dice lunga sul fatto che perlomeno si sono mosse le acque. Le audizioni ci hanno spiegato che si poteva fare di più, però il dato finalmente vede un orizzonte di tipo diverso.

  Sempre entrando nel merito e nei pochissimi minuti a disposizione, valutiamo come anche il sistema giustizia del nostro paese è fortemente e negativamente condizionato anche dalla giustizia civile. L'arretrato, ne abbiamo parlato anche altre volte, crea anche disincentivo all'investimento e sempre tutti noi parliamo di disincentivi da parte di Paesi esteri che vogliono investire in Italia. È arrivato il momento invece in cui bisogna invertire il paradigma. Sono già gli italiani stessi che non possono e non vogliono più investire in Italia perché diventa assurdo investire in Italia e quindi automaticamente c’è una scelta culturale a svantaggio degli imprenditori. Questo è un elemento che deve fare riflettere perché noi viviamo diPag. 51partite IVA. Se noi pensiamo che il PIL possa soltanto venire fuori da una economia statale o parastatale siamo destinati a diventare, da qui a qualche anno, una Bulgaria qualsiasi, con il massimo rispetto per quel Paese. Se invece vogliamo avere forti le nostre caratteristiche del sistema politico ed economico e sociale del nostro Paese è chiaro che dobbiamo intervenire anche in alcuni elementi di tipo legislativo che sono assolutamente non positivi.

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  Anche in questo caso non cogliamo una svolta radicale su questa legge, però, certamente, anche in campo civile, anche qui, dei miglioramenti si avvertono.

  La riforma di oggi, quindi, come dicevo, va in questa direzione: un'inversione di marcia, ma non radicale. E quindi sottolineiamo che, da questo punto di vista, c’è già una tendenza che era già manifestata: la legge n. 132 del 2014, per esempio, recante «misure urgenti di degiurisdizionalizzazione ed altri interventi per la definizione dell'arretrato in materia di processo civile», prevedeva il trasferimento in sede arbitrale dei procedimenti civili pendenti, e oggi, con il disegno di legge che stiamo affrontando, continuiamo ad andare avanti in questa direzione.

  Il decreto-legge in questione introduce certamente anche delle misure idonee a facilitare il reperimento di risorse finanziarie da parte degli imprenditori in crisi, migliora l'efficienza e le procedure di esecuzione forzata, attraverso l'ammodernamento delle forme di pubblicità e anche di vendita; è interessante quella del portale pubblico nazionale, che consente di mettere sul mercato – lo dico tra virgolette – beni che sono stati oggetto della curatela non più in un contesto localistico o poco più, ma anche in un contesto internazionale e questo certamente favorirà la diffusione e una maggiore efficienza, senza per questo avere perso di mira la pubblicizzazione attraverso i mass media locali, che penso siano anche elementi di attenzione verso l'economia stessa e verso le fonti di informazione stessa di tipo locale.

  Vengono introdotte anche misure che consentono effetti economici e sociali positivi e devo dire che, da questo punto di vista, il giudizio complessivo rimane positivo, per quanto ci siano delle criticità, come avevo osservato poc'anzi.

  Il provvedimento, inoltre, introduce miglioramenti sulle procedure concorsuali in senso lato, anche sulle esecutive, misure fiscali che, certamente, porteranno vantaggi, in riferimento soprattutto al processo telematico. Il provvedimento introduce misure che realizzano anche esercizi di attività di impresa dove non verrà impedito il sequestro dei beni dell'impresa titolare dello stabilimento, quanto la misura cautelare stessa è adottata in relazione a ipotesi di reato chePag. 53riguardano la sicurezza dei lavoratori e garantisce il bilanciamento tra la continuità produttiva precedente e la salvaguardia, l'occupazione, la salute, la sicurezza e i posti di lavoro. Quindi, una visione certamente non conservatrice, ma attenta e bilanciata rispetto agli interessi complessivi, in riferimento all'Ilva non è casuale.

  La Corte costituzionale ha già chiarito la possibilità di un intervento legislatore circa la continuità produttiva compatibile con i provvedimenti cautelari, e anche in questo siamo coesi e coerenti col ragionamento complessivo, e la prosecuzione dell'attività, comunque, in generale, in correlazione al Piano, ci fa dire che la tutela dei lavoratori verrà assolutamente garantita nonostante i provvedimenti di sequestro.

  Ribadiamo, quindi, il voto favorevole al decreto-legge e, da questo punto di vista, ci auguriamo, naturalmente, una maggiore intraprendenza e un maggiore coraggio con riferimento ai provvedimenti amministrativi che – vi posso assicurare – saranno necessari da qui a qualche tempo, perché chi immagina che tutto questo possa essere bastevole rispetto ai bisogni complessivi di un Paese come il nostro, con la situazione che sta attraversando, evidentemente non ha ben chiaro il momento che stiamo attraversando.

  Nel dare un giudizio positivo, Presidente, la ringrazio e concludo il mio intervento (Applausi dei deputati del gruppo Area Popolare (NCD-UDC)).

@alepaganotwit

 

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