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#ritoabbreviato. Resoconto stenografico intervento in aula. Seduta n°471. 29 Luglio 2015

 

 

 

 

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pagano. Ne ha facoltà.


 

  ALESSANDRO PAGANO. Grazie Presidente. Il gruppo parlamentare Area Popolare voterà, quindi, a favore di questo progetto di legge. La proposta di legge nel testo elaborato dalla Commissione giustizia, come è noto, modifica l'articolo 438 del codice di procedura penale per escludere l'applicabilità del rito abbreviato per alcuni gravi delitti. È evidente, infatti, che chi si è macchiato di reati gravissimi non può beneficiare della normativa premiale. Non c’è bisogno di fare esempi, ma mi pare di potere dire che questo è un orientamento assolutamente certo e consolidato, non solo in generale in questo Parlamento, ma, devo dire, soprattutto davanti all'opinione pubblica.

  Quindi il fatto stesso che gli articoli di modifica dell'articolo 438 prevedano appunto che, quando ci sono procedimenti penali con specifici gravi delitti, venga escluso che l'imputato possa chiedere che il processo sia definito allo stato degli atti in sede di udienza preliminare con rito abbreviato – per dirne una, ovvero per dire quello che recita l'articolo 1 – mi pare che sia esattamente un elemento di buon senso e di logica. E visto che la cultura è l'elemento che precede sempre l'aspetto legislativo, è evidente che se questo è un fatto consolidato e se questi sono gli elementi dominanti nella nostra società, la risposta a tutto questo non poteva altro che essere un provvedimento come quello che stiamo oggi per votare.

  La sostanza, quindi, risiede nel fatto che ai reati gravi che creano allarme sociale non può essere applicato il rito abbreviato, che consiste peraltro in un procedimento penale speciale, nel quale non si procede mai al dibattimento. Infatti, su richiesta dell'imputato, il procedimento stesso può essere definito nella fase dell'udienza preliminare. Presupposto di questo rito sono le richieste di rinvio a giudizio, la fissazione dell'udienza preliminare, la richiesta dell'imputato, la definibilità del processo allo stato degli atti, salva la necessità di ulteriori attività di acquisizione probatoria.

  Nella sostanza, come dicevamo, ritornando al commento, siamo favorevoli alla proposta, perché consente di negare anche il giudizio abbreviato per reati che destano allarme sociale. È necessario, infatti, garantire la sicurezza ai cittadini, attraverso misure adeguate che permettano l'effettività della pena verso chi compie gravi reati.

  E ancora, qui, conviene aprire un piccolo inciso per ricordare a tutti come questo Parlamento sia stato accusato, nel senso che le decisioni in questo Parlamento sono state oggetto di accusa da parte di chi diceva che c'era una sorta di lassismo, che si erano aperte ormai le porte verso una mollezza in termini di sanzioni e di pene, che si concludevano poi concretamente nel fatto che il soggetto reo di qualche reato veniva da lì a poco tempo ad essere liberato. Questo fatto è indiscutibilmente vero, nessuno lo può negare, ma proprio perché siamo di fronte ad un fatto culturale, che poi diventa elemento legislativo, possiamo dire che finalmente siamo in controtendenza. Il fatto che sia un progetto di legge che oggi viene fatto proprio dal Parlamento – quindi non arriva dall'alto come un decreto, ma arriva attraverso una discussione generale di base che poi sfocia nel risultato che stiamo dicendo – la dice lunga su quelle che sono anche le tendenze future, su cui io personalmente e il mio partito ci ritroviamo assolutamente d'accordo, in quanto sono note in materia di giustizia le nostre posizioni, specie su questo argomento.

  Se uno dei compiti principali dello Stato, quindi, è garantire la sicurezza dei cittadini non era pensabile che a quanti commettano atti di elevata criminalità ad essi fosse consentito, nel corso del procedimento, di accedere a misure di carattere premiale. Ed ecco quindi un altro elemento su cui certamente ci siamo trovati d'accordo con il relatore e con i proponenti della legge, a cui ovviamente abbiamo aderito in toto. È del tutto evidente, infatti, che la premialità alla base dell'istituto del rito abbreviato deve trovare una limitazione nel momento in cui si escludono dalla sua applicazione una serie di reati, fatto questo che è stato abbondantemente dimostrato nel provvedimento oggi in via di approvazione.

  La presente proposta di legge, quindi, è destinata a rispondere a questo principio fondamentale, che è quello – lo ricordo – anche costituzionalmente garantito dell'effettività della pena, che crediamo sia oggi l'elemento cardine su cui costruire un ragionamento serio di una nuova giustizia, che deve trovare risposte serie e concrete, rispetto ad una deriva che il più delle volte è stata elemento di distonia rispetto al resto del Paese e che ha prodotto certamente storture.

  Nel ribadire tutto questo con il nostro voto favorevole, dichiaro concluso il mio intervento (Applausi dei deputati del gruppo Area Popolare (NCD-UDC).

 

@alepaagnotwit

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