Venerdì, 01 Luglio 2022


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Teoria #gender, Gianfranco Amato: la tragedia è che si pretende di insegnarla nelle #scuole

 

 

 

 

 


 

Il ''discusso'' avvocato, al centro del dibattito sulla teoria gender, ripercorre i tre incontri organizzati nel Palermitano nei giorni scorsi e parla delle possibili conseguenze nella società e, soprattutto, nelle scuole di queste nozioni di Sabina Spera

 Una teoria che parte dal mondo anglosassone e che si basa sui gender studies, ossia sugli studi di genere, sta facendo discutere, coinvolgendo diversi settori del nostro Paese: a partire dal mondo religioso, politico, scolastico, fino alla gente comune.

Ad essere messo in discussione è l’approccio di questa “teoria del gender”, in base al quale si attribuisce un significato socio-culturale alla sessualità e all’identità di genere, che ben si allontana dai concetti che da secoli sono attribuiti ad essi.

Partendo da alcuni filoni del pensiero femminista, oggi la teoria del genere è oggetto di studi omosessuali, abbracciando ogni sfera e problematica che riguardi la sessualità in ogni aspetto della vita umana.

A battersi contro un uso di questa teoria nei vari campi, umani e sociali, in particolar modo nelle scuole, è l’avvocato Gianfranco Amato, nato a Varese e presidente dell’organizzazione Giuristi per la vita, con sede a Roma.

Amato si dedica anima e corpo a questa missione, che lo porta in giro per l’Italia a diffondere il suo messaggio, e nell’occasione a parlare anche  del suo ultimo libro “Gender (d)istruzione”, che non è in vendita, ma distribuito in cambio di un contributo libero.

Dal 17 al 19 agosto ha fatto tappa anche a Palermo, e possiamo dire che non è passato inosservato, riempiendo e animando le piazze di Santa Flavia, Cinisi e Isola delle Femmine.

A Palermomania.it Gianfranco Amato fa un bilancio di queste tre serate e spiega la teoria del gender, dal suo punto di vista.

Avvocato, si è da poco concluso il suo viaggio a Palermo, qual è il bilancio che traccia dopo questi tre incontri? E, soprattutto, come ha risposto la città?

«Al netto delle polemiche, tra l’altro previste, i contestatori  si sono limitati ad offendere e disturbare. Ci sono stati quindi piccoli episodi marginali. Mi aspettavo sicuramente un grande consenso, a Santa Flavia abbiamo contato 300 persone, 500 a Cinisi e quasi 400 a Isola delle Femmine: sono numeri indicativi, soprattutto se pensiamo che i partecipanti sono rimasti dalle 21 a mezzanotte. Questo, comunque, non è un dato di Palermo, ma un dato che sto registrando un po’ in tutta Italia. Il tema è caldo, perché non è ancora ben conosciuto, la gente ancora non sa cosa sia questa “teoria del gender”».

A proposito di teoria del gender, ce la spiega in parole semplici e concrete?

«La gente è ancora molto confusa a riguardo, perché in realtà qualcuno la confonde con l’educazione sessuale nelle scuole, qualcun altro con la parità di genere tra uomo e donna, e altri ancora con l’omosessualità. Non è nessuna di queste tre cose. La teoria del gender è un’idea per cui uno è uomo o donna, maschio o femmina, non in base a come è strutturato anatomicamente e biologicamente, ma in base a quello che sente di essere in quel momento. Su questa assurdità, che sta già dilagando in Europa, Papa Francesco, parlando ai giovani napoletani, ha definito uno “sbaglio della mente umana”, e quindi è una cosa fuori di testa, talmente irrazionale che è anche difficile da comprendere. I gender fluid, ad esempio, sono persone che in certi giorni giorni si sentono uomini, in altri donne, e così via».

Qual è la sua posizione in merito?

«La vera tragedia è che questa teoria si sta pretendendo di insegnarla nelle scuole. In Italia, ci sono tanti cattolici, e quando il papa parla di ominizzazione ideologica, pari a quella fatta durante il III Reich, e rievoca la gioventù hitleriana, di fronte a denunce così gravi, come si fa a restare insensibili? Noi spieghiamo alla gente che il papa non farnetica, e dimostriamo, con casi specifici, nominando anche scuole e circostanze, che questa cosa sta accadendo. Abbiamo documentato tutto questo nel libro “Gender (d) istruzione”, con tutti i nomi e i fatti, per chiunque voglia informarsi a riguardo. Molte storie pervenuteci da genitori ci sembravano inverosimili e, se non avessi visto con i miei occhi, non avrei creduto a tante storie assurde che stavano accadendo. Poi ognuno si può fare l’idea che vuole, ma è giusto che sappia».

Quanto è a rischio il confine tra il concetto puramente teorico e la possibilità di un’applicazione pratica?

«È un confine che barcolla, e ciò avviene attraverso quattro canali: la legge, il sistema giudiziario, la cultura, le scuole. Pensiamo ad esempio al ddl “Buona scuola”, ma ancor più preoccupante è il primo testo base del ddl  sull’omofobia adottato in Commissione giustizia della Camera, il 9 luglio 2013 (articolo 1, lettera b), secondo cui, “ai fini della legge penale, si definisce per identità di genere  la percezione che un soggetto ha di sé come appartenente al genere femminile o maschile, anche se opposto al proprio sesso biologico”. Questa sarebbe stata legge di Stato, se noi come “giuristi per la vita”, non avessimo denunciato al mondo questa follia e, grazie a una mobilitazione successiva, il 22 luglio 2013 questo articolo è stato cancellato. Ed ancora, nel documento “Linee guida per un’informazione rispettosa delle persone LGBT”, si dà una definizione di identità di genere, che è la traduzione italiana di gender, e questo è un documento del governo italiano. E così succede che, un individuo impotente e confuso sulla propria identità è una preda facile da manipolare, per il potere, così come i bambini, soprattutto nella fascia da 0 a 6 anni. E non c’entra nulla l’omosessualità».

 

23/08/2015- Palermomania.it - Testata Giornalistica registrata al Tribunale di Palermo n° 15 Del 27/04/2011

NB. Ricordo ai lettori che fu l'On. Alessandro Pagano assieme all'On. Eugenia Roccella, con la presentazione di oltre 400 emendamenti e 200 sub emendamenti, il 22.07.2013 in Commissione Giustizia alla camera fece modificare l'articolo sopra citato dall'aAv. Amato.

                  

 

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