Sabato, 22 Giugno 2024


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Interrogazione concernente l'ordinanza di censura di 11 televisioni cristiane in Pakistan

 

 

 

 

 


 

Al Ministro degli esteri

Al Ministro dell’interno

 

Premesso che:

 

Secondo quanto diffuso da un comunicato trasmesso dall’Agenzia Fides, in Pakistan sono state dichiarate illegali dal "Pakistan Electronic Media Regulatory Authority", ente del governo pakistano, 11 televisioni cristiane;

Tale ente ha infatti emesso un’ordinanza in data 22 settembre 2016 segnalando le c.d. “TV non autorizzate”. Tra queste sono ricompresi 10 canali via cavo o su web gestiti da gruppi cristiani protestanti (quali Isaac Tv, Gawahi Tv, God Bless Tv, Barkat Tv, Praise Tv, Zindagi Tv, Shine Tv, Jesus Tv, Healing Tv, Khushkhabari Tv) e la Catholic Tv, rete cattolica diocesana di Lahore.

Nella stessa ordinanza si legge che: "tutti i direttori generali regionali sono invitati ad adottare le misure necessarie per fermare immediatamente la trasmissione dei canali Tv illegali nelle rispettive regioni".

Catholic Tv in particolare costituisce da 17 anni la prima ed unica televisione cattolica in tutta la nazione e si occupa di diffondere film di ispirazione cristiana, documentari sulle attività della Chiesa locale, talk shows  e interviste. Le trasmissioni vengono diffuse dalla parrocchia di san Francesco di Lahore entro un raggio di 10 km, a beneficio di circa 8mila famiglie cattoliche.

Tale atto sembra quindi particolarmente lesivo del rispetto della libertà religiosa dei cittadini cristiani Pakistani che nel paese costituiscono una minoranza.

A tal proposito si ricorda che questo Parlamento si è impegnato più volte - a partire dalla mozione 1-00423 del 2 luglio 2014 - a perseguire attività tese alla tutela delle minoranze religiose anche al di fuori dei confini statali, in ossequio anche ai principi condivisi con la comunità internazionale.

La Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, proclamata il 10 dicembre 1948 dall’Assemblea generale delle Nazioni unite e sottoscritta anche dal Pakistan, all'articolo 18 recita che: “Ogni individuo ha diritto alla libertà di pensiero, coscienza e religione. Tale diritto include la libertà di cambiare religione o credo, la libertà di manifestare, isolatamente o in comune, in pubblico e in privato, la propria religione o il proprio credo, nell'insegnamento, nelle pratiche, nel culto e nell'osservanza dei riti”;

nonostante tali principi siano riconosciuti a livello internazionale, fenomeni di intolleranza religiosa si stanno pericolosamente moltiplicando in diverse aree del giorno;

la costituzione del Pakistan, benché nominalmente difenda la libertà religiosa, prevede ancora l'esistenza di leggi come quelle sulla blasfemia, discriminatorie per chi non è musulmano;

la diplomazia internazionale, e in particolare l’Onu, assistono pressoché silenti alla persecuzione dei cristiani in Oriente e alla conseguente aggressione ai diritti umani che si sta concretizzando.

per sapere:

quali iniziative ha portato avanti il governo nelle pertinenti sedi europee e internazionali per la tutela della libertà religiosa nel mondo e se siano state rafforzate le politiche per la cooperazione internazionale - specialmente nei Paesi in cui le minoranze religiose sono pesantemente discriminate - al fine di favorire un cambiamento di attitudine nei Paesi in cui viene alimentato, o in ogni caso non contrastato, l'odio e l'intolleranza;

se si stia portando avanti un’attività di monitoraggio delle condizioni delle minoranze religiose nel mondo, al fine di poter operare un tempestivo intervento contro le intolleranze e i fanatismi religiosi di ogni genere;

se conseguentemente siano state adottate iniziative per l’acquisizione di informazioni dirette sulle condizioni di vita delle comunità di minoranze religiose nel mondo e se siano stati avviati rapporti diretti con i rappresentanti di tali  minoranze in Italia al fine di realizzare interventi umanitari più efficaci;

se siano state adottate presso il Governo del Pakistan nel quadro dell'Unione europea o presso gli organismi internazionali, iniziative volte ad incoraggiare un’azione di rafforzamento del rispetto dei diritti fondamentali dell'uomo e, in particolare, del diritto di libertà religiosa della comunità cristiana residente nel paese.

Pagano

Binetti

@alepaganotwit

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