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Atto Camera concernente gli accordi siglati nel 2013 tra le autorità italiane e libiche per fronteggiare l'#emergenzaimmigrazione

 

 

 

 

 

Interrogazione a risposta scritta 4-14651. Mercoledì 26 ottobre 2016, seduta n. 699


 

 PAGANO e GIANLUCA PINI. — Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, al Ministro dell'interno.

 Per sapere – premesso che:

nel 2013, a seguito di colloqui ufficiali intercorsi tra le autorità italiane e libiche, vennero siglati degli accordi finalizzati al rafforzamento della cooperazione bilaterale nell'ambito del controllo delle frontiere, per fronteggiare l'emergenza immigrazione;

tali accordi si basano sulla premessa che lo sviluppo di un'adeguata capacità nel settore della sorveglianza e della sicurezza marittima sia essenziale per gestire efficacemente flussi migratori, contestualmente tutelando i diritti fondamentali e l'incolumità dei migranti;

in particolare, il Ministro dell'interno italiano e il suo omologo libico sottoscrissero accordi che prevedevano la fornitura da parte dell'Italia di 8 motovedette da 15 metri, 2 pattugliatori d'altura da 35 metri, un multiruolo da 20 metri e un pattugliatore da 20 metri;

l'Italia si impegnò altresì a curare, presso i cantieri di Adria, la manutenzione di tutte le unità commissionate dalla Libia, ad eccezione di 2 imbarcazioni da 28 metri e 15 metri, che rimasero ferme nel porto di Tripoli, tuttora inutilizzabili per mancata manutenzione;

le unità rimorchiate, riportate in Tunisia, sono state immediatamente revisionate e approntate per la riconsegna alle autorità libiche, ma lì sono rimaste a causa dell'aggravarsi degli scontri interni;

a distanza di circa 3 anni, i pattugliatori si trovano ancora a Biserta, in Tunisia, e a causa del tempo trascorso e dell'inattività, non sono attualmente in condizioni di navigare, necessitando di ulteriori lavori di manutenzione e di assistenza tecnica;

dovrebbe esser opportunamente formato anche il personale libico addetto al controllo delle frontiere marittime;

la costituzione di un Governo unitario riconosciuto internazionalmente a Tripoli ha reso teoricamente possibile ripristinare un dialogo con la Libia, attuale crocevia dei flussi migratori;

in questo contesto, la restituzione alla Libia di questi pattugliatori appare un adempimento dovuto in ragione degli accordi sottoscritti nel 2013 ed è di fondamentale importanza per controllare le coste libiche e gestire i flussi migratori;

le autorità libiche, a quanto risulta agli interroganti, hanno ripetutamente chiesto al Governo italiano di riconsegnare le imbarcazioni ed adempiere a tutte le condizioni previste dagli accordi, a partire dalla formazione del loro personale;

la piena attuazione degli accordi rilancerebbe la collaborazione tra Italia e Libia nel contrasto alle reti dei trafficanti e rientrerebbe in un indirizzo più ampio, che prevede di cooperare con i Paesi terzi per incrementare la loro capacità di gestire le proprie frontiere ed i flussi migratori che le attraversano;

l'Italia ha già stipulato accordi in questa direzione con Egitto, Gambia, Libia, Niger, Nigeria e Tunisia, nell'intento di attuare specifici programmi di assistenza tecnica a beneficio delle forze di polizia di quegli Stati;

va considerata altresì la perdita economica che conseguirebbe ad una eventuale decisione della Direzione centrale dell'immigrazione e delle frontiere del Ministero dell'interno di non dar seguito agli accordi, pari all'investimento effettuato per dotare le autorità libiche dei pattugliatori, che ammonta a svariati milioni di euro;

la mancata esecuzione di accordi già sottoscritti rischia inoltre di danneggiare anche la credibilità del nostro Paese nei confronti dei suoi interlocutori internazionali, una situazione simile si sarebbe verificata anche con la Tunisia;

va tenuto conto inoltre l'elemento dell'intensificazione del fenomeno migratorio, del traffico di esseri umani e dell'alto numero di persone che si accingerebbero ad attraversare il Mediterraneo per raggiungere l'Italia –:

se il Governo intenda dare attuazione agli accordi bilaterali sottoscritti nel 2013 con il Governo libico nell'ambito del controllo delle frontiere;

quali siano le ragioni che ne ritardano l'esecuzione e se tali accordi sottoscritti nel 2013 siano ancora ritenuti validi. (4-14651)

@alepaganotwit

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