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Italia Oggi: Nella stazione vive e comanda una popolazione di prostitute, borseggiatori, mendicanti e zingari. Anche finti

 

 

 

 

 

Italia Oggi; Numero 051  pag. 4 del 01/03/2017 


 

PRIMO PIANO. Dal nostro invitato speciale nella capitale di Coconia

Nella stazione vive e comanda una popolazione di prostitute, borseggiatori, mendicanti e, lasciatemelo dire, zingari. Anche finti

 di Domenico Cacopardo 

http://www.italiaoggi.it/giornali/dettaglio_giornali.asp?preview=false&accessMode=FA&id=2159656&codiciTestate=1&titolo=Nella%20stazione%20vive%20e%20comanda%20una%20popolazione%20di%20prostitute,%20borseggiatori,%20mendicanti%20e,%20lasciatemelo%20dire,%20zingari.%20Anche%20finti

Nei giorni scorsi il giornale mi ha mandato a Coconia City, capitale della Repubblica di Coconia, allo scopo di scrivere un pezzo sulla situazione di questo importante Paese, componente di primo piano della Divisione Continentale, il sistema politico che governa il continente perduto, un tempo fulcro della civiltà.

L'impressione che il viaggiatore ricava, arrivando in treno è sconvolgente: i treni approdano a una stazione che si chiama Arrivi, nella quale vive e comanda una popolazione improbabile fatta da prostitute borseggiatori mendicanti e, lasciatelo dire a me che odio ogni forma di razzismo, zingari anche finti. Mi hanno spiegato, infatti, che gran parte di questa popolazione di disperati tagliagole è composta da abitanti di Gulf City, capoluogo della Bassa Coconia non molto distante dalla capitale. Questi basso-coconesi svolgono le loro illecite attività arrivando al mattino e ripartendo la sera in una sorta di pendolarismo para-criminale molto lucroso. Alcuni basso-coconesi si travestono da zingari per meglio esercitare il loro mestiere.

Immagino che mi vorreste chiedere come mai la Polizia non si fa vedere e lascia la stazione nelle mani dell'illegalità. La risposta è scarsamente credibile, ma, purtroppo, reale: la stazione Arrivi (per la Partenze occorre recarsi in un'altra zona molto lontana) pullula di poliziotti e di soldati armati sino ai denti (le cui armi però sono prive di munizioni talché, in sostanza, si tratta di figuranti) che però hanno l'ordine di fingere di non vedere dato che la Coconia ha depenalizzato tutti i reati (salvo quelli commessi dai personaggi della politica).

Ciononostante, le carceri sono piene di detenuti in attesa di giudizio (la magistratura in questa strana Nazione non c'è, esiste solo il pubblico ministero che ha il potere di incarcerare per un tempo prefissato che si chiama «carcerazione preventiva». Una volta scaduto il termine della «carcerazione preventiva», il prigioniero torna in libertà e normalmente compie un'altra volta il reato per quale è stato incarcerato). Quindi, è ragionevole non aggiungere altri prigionieri.

Vorrete sapere come si svolge allora la vita civile. Vi dirò, dopo qualche giorno di permanenza, che la vita civile nel senso in cui la concepiamo noi non esiste. Ognuno fa i propri affari senza regole visto che le regole, che ci sono, sono talmente stringenti da impedire qualsiasi attività umana. Chi vuole esercitare qualsiasi attività normalmente lecita in qualsiasi paese, qui non può farlo, perché ci sono tante leggi, e ogni giorno se ne aggiungono altre- che ordinano, vietano, ostacolano.

C'è poi, grande come una casa, il problema della trasparenza. Tanto grande, questo problema, da indurre un partito (il Movimento per l'Onestà) a propugnare una vita pubblica impostata sulla trasparenza. Quando si parla di queste cose in Coconia dovete sapere che, come in Sicilia (qualche volta), la verità consiste nell'opposto delle affermazioni ufficiali.

Per esempio, a Coconia City si doveva realizzare una Città per lo sport. Un imprenditore dell'edilizia e uno dello sport avevano proposto di costruirla a loro spese, donando i collegamenti di trasporto. Poiché il Movimento per l'Onestà è per principio contrario all'edilizia, gli si è posto il problema di una scelta. I capi del Movimento (fra i quali spicca un personaggio dello spettacolo che imita benissimo un noto comico italiano, di cui mi sfugge il nome) però non sono stati capaci di fornire una indicazione univoca. Finché proprio mentre io ero a Coconia City era stata indetta una riunione risolutiva del problema.

Al mattino però, e questo mi è stato riferito da un tassista, il sindaco della città, noto esponente della cultura nazionale, si è dato malato. Ciò per permettere ai suoi avvocati di negoziare con gli avvocati degli imprenditori una soluzione accettabile per entrambe le parti. E così è avvenuto.

Quando l'intesa segreta è stato raggiunta (diminuzione delle cubature e delle infrastrutture viarie e ferroviarie) il sindaco è improvvisamente guarito, s'è presentato in comune, ha firmato l'accordo e l'ha reso pubblico. La cosa sarebbe credibile, giacché, miracolosamente, all'improvviso, dopo molte drammatizzazioni è spuntata la soluzione, bella pronta da mettere in opera.

Personalmente, a questa versione non credo. Ma i tassisti, a Coconia City, sono una categoria più informata e potente degli stessi primari ospedalieri: ecco la ragione per cui vi ho rivelato questo pseudo segreto. Da noi una cosa simile non potrebbe accadere. Da noi c'è per esempio il Movimento 5 stelle che garantisce che l'uno vale uno e difende valori come l'onestà, la trasparenza e la democrazia del web.Una simile presa in giro non la tollererebbe. Presto chiederò al direttore di rimandarmi in Coconia. Vi farò sapere.

www.cacopardo.it

@alepaganotwit

 

 

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