Martedì, 23 Aprile 2024


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Il Presidente Giuseppe Alessi capostipite di una scuola politica e sociale

Giuseppe Alessi resterà sempre nella memoria di ogni politico di buona volontà, di ogni siciliano ed in particolare di ogni sancataldese. Egli è stato, è proprio il caso di dire, il capostipite di una scuola politica e sociale. Ha saputo coniugare la carità cristiana vissuta in politica con lo slancio ideale e il dono di tutto se stesso verso il raggiungimento di obiettivi alti.

I suoi talenti sono stati utilizzati sempre per il perseguimento del bene comune, con un coraggio e una determinazione più unici che rari. Se San Cataldo ha da sempre una storia politica di primo piano lo si deve a Giuseppe Alessi il quale ha sempre lavorato sia intellettualmente, perché era uomo di pensiero, che culturalmente, perché era uomo che sapeva tradurre il pensiero in azione. Per quanto sia stato luminosissimo il suo vissuto politico, Alessi avrebbe meritato molto di più, ma è risaputo che si è propensi ad offrire i giusti riconoscimenti solo quando i grandi uomini non ci sono più o quando sono nel declino della loro vita. Ecco perché Giuseppe Alessi fu combattuto, perché egli non ha mai svenduto i suoi ideali, i suoi valori, i suoi principi.

Cercherò di rafforzare quanto detto con l’ausilio di tre esempi e li cito come fa un allievo quando deve riferirsi ad un maestro:

1) nel 1963, da sindaco di San Cataldo, Alessi affidò la sua Città al Sacro Cuore di Gesù confermando che alla base di un cristiano in politica ci deve essere, oltre la testimonianza, anche la proclamazione pubblica, senza tentennamenti e reticenze, di Cristo Via, Verità e Vita. Tutto ciò contro il laicismo militante che mirava e mira a ghettizzare e confinare la fede ad un fatto puramente intimistico.

2) da uomo politico già di fama nazionale non accettò il diktat di chi voleva imporre alla Regione siciliana, di cui Alessi era presidente, il silenzio e l’obbedienza ai voleri di una Italia già allora centralista e statalista. Famosissima la risposta che diede Alessi all’allora Presidente del Consiglio, nonché Segretario Nazionale della Democrazia Cristiana, Amintore Fanfani: "La stessa distanza che c’è da Palermo a Roma, c’è da Roma a Palermo", quasi a volergli dire se vuoi vieni tu a Palermo ma la Sicilia non rinuncerà mai alla sua autonomia e alle sue prerogative statutarie.

3) la fermezza che ebbe nei confronti delle Autorità ecclesiastiche, sempre nella carità e nel rispetto, quando queste talvolta invadevano – tentazione sempre ricorrente - competenze e campi dei laici ed in particolare della politica. Anche in questo Egli fu un esempio, perché mantenne inalterato il suo amore per la Chiesa e contemporaneamente neutralizzò le derive anticlericali che in casi come questi nascono spontanee come controrisposta ai clericalismi.

Questi e molti altri sono i motivi per i quali Giuseppe Alessi rimarrà imperituro nella memoria storica di San Cataldo, di Caltanissetta e della la Sicilia tutta. E bene ha fatto il sindaco di San Cataldo Giuseppe Di Forti a volergli dedicare, oltre che una via, una casa-museo per ricordare le sue opere e il suo pensiero.

Alessandro Pagano

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