Lunedì, 06 Febbraio 2023


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Proteggere le scuole paritarie per aiutare le famiglie

(guarda il video) - Si parla tanto di sostenere le famiglie, specie in questo momento di crisi finanziaria. Le stesse fanno fatica ad arrivare a fine mese, ritengo che alla luce di questo primario disagio il Governo ha il dovere di adottare tutte le misure che favoriscono lo sviluppo, tenendo conto delle necessità delle casse statali, e di tutelare la famiglia, nucleo fondamentale della nostra società.

Nel contempo ci sono delle determinazione dell’Esecutivo che debbono far riflettere per cui ritengo sia necessario aprire un dibattito. La riduzione delle risorse finanziarie per le scuole Paritarie, che sono state decurtate di 134 milioni di Euro per il 2009, è un errore che comporterà maggiori spese per lo Stato e peggiorerà la già grave situazione finanziaria delle famiglie. Va da se, infatti, che avendo subito una decurtazione considerevole, la Paritarie per sopravvivere dovranno aumentare le rette. Le famiglie a questo punto, dovendo sopportate maggiori oneri faranno ancora più fatica ad arrivare a fine mese, o peggio ancora dovranno "buttare la spugna" e rinunciare a questo servizio pubblico molto apprezzato per la serietà che lo caratterizza e per la preparazione che tale scuola offre agli studenti. La società italiana sente forte l’esigenza che la Scuola venga riformata, ma soprattutto chiede che diventi competitiva, visto che costa al contribuente più di quanto costa nel resto d’Europa e addirittura più del doppio rispetto a quella Paritaria pur offrendo uno standard di qualità nettamente più basso.

Ora, che la sinistra giochi sul malcontento degli utenti delle Paritarie ( e del mondo cattolico che in gran parte le gestisce), mi sembra più che ovvio. Paradossalmente "comprendiamo" la machiavellica faziosità e strumentalità delle loro ragioni. Invece, da parte nostra nessuna giustificazione può essere addotta perché a parità di sbandierati aiuti alle famiglie, alle stesse vengono indirettamente tagliate 134 milioni di euro nel 2009 e 2010 e ben 224 milioni di euro nel 2011. Attenzione! Si parla di non aumentare la dotazione finanziaria, ma di lasciarla inalterata rispetto al 2008. Fra l’altro non bisogna essere "premio Nobel all’economia" per comprendere che moltissime famiglie "sposteranno" i loro figli nelle scuole pubbliche e, per come ci ha spiegato il Governo, siccome la spesa pro-capite nella scuola pubblica è più elevata ciò farà aumentare il deficit, facendo quindi un cattivo servizio alla stessa Finanziaria, il cui obiettivo è quello di ridurre gli sprechi e le inefficienze. Ancora, l’attuale domanda formativa è talmente grande, che non è realistico pensare che lo Stato, da solo, con il suo sgangherato apparato possa soddisfarla in maniera adeguata. Pertanto, la presenza delle paritarie non è una opzione secondaria ma rappresenta una esigenza formativa ed educativa oggi più che mai indispensabile: 720 mila sono infatti gli adolescenti, e quindi le famiglie, che si rivolgono alle scuole materne ed elementari gestite da Istituti religiosi e suore. La scuola Paritaria è un grande capitale pedagogico per il nostro Paese. Non ci sono dubbi che contrastarla, o peggio ancora disperderla per insolenza o superficialità, sarebbe un errore che si pagherebbe a livello politico. Tant’è che anche il Presidente Berlusconi in una sua agenzia ha confermato che si era trattato di un errore a cui si sarebbe posto rimedio. In effetti, mai come adesso ripristinare i fondi riportandoli al livello 2008, risulterebbe una scelta di buon senso.

Alessandro Pagano

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