Lunedì, 06 Febbraio 2023


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Il silenzio sul disastro scolastico meridionale

(guarda il video) - Tra le tante accuse fatte al Ministro della Pubblica Istruzione, Maria Stella Gelmini, c’è quella di aver offeso gli insegnanti del Sud, ritenuti bisognosi di corsi di preparazione, in quanto le scuole meridionali risultano al di sotto della media europea.

Addirittura qualche sfrontato del ‘porto di sinistra’ ha parlato di razzismo antimeridionale da parte del ministro.

A parte la falsità della tesi, gli attenti osservatori hanno omesso di leggere un articolo, a firma dell’ex ministro della Pubblica Istruzione Luigi Berlinguer, apparso sull’Unità del 29 agosto scorso, che bene o male diceva le stesse cose della Gelmini.

Oddio, come direbbe Ezio Greggio: sarà vero? sarà falso? Sarah Ferguson?

Berlinguer asseriva che realmente esiste una questione meridionale nella Scuola Italiana. Infatti, l’Europa non boccia l’Italia e i suoi quindicenni ma boccia il Sud e le isole, assai indietro rispetto alla media europea mentre nel Centro Nord la supera nettamente.

Le fredde statistiche rivelano un fenomeno inedito: un abbassamento della complessiva qualità scolastica nel Sud. Nel passato, in piena "questione meridionale" generale, un liceo o una scuola elementare di Napoli aveva in genere un livello analogo alle consorelle milanesi. Oggi non è più così.

Allora perché allora, qualche schiamazzante sindacalista vicino alla sinistra non si stracciò le vesti?

E’ un dato di fatto, non sono solo le relazioni Ocse–Pisa, ma anche i risultati dell’INVALSI sulla matematica, informatica, fisica, latino i migliori piazzamenti li ha ottenuti quasi sempre studenti dell’Italia settentrionale.

A fronte di questi risultati, così come Galli della Loggia, dovremmo chiederci, perché la maggior concentrazione dei 100 e lode all’esame di maturità delle scuole italiane si abbia proprio in Calabria e in Puglia, o che le più alte percentuali di punteggi massimi si registrino in una scuola di Crotone (ben 34 ‘100 e lode’) di Reggio Calabria (28) e di Cosenza (21),

Dovremmo pure chiederci come mai il Friuli, regione che pure fa segnare la percentuale di 100 e lode più bassa di tutte le regioni d’Italia, veda poi i suoi studenti, nell’ultimo quinquennio, fare incetta di premi nelle più varie competizioni". (Ernesto Galli della Loggia, Il silenzio del Sud, 14.9.08 Il Corriere della Sera).

Le famiglie meridionali sembrano guardare all’apparenza dei bei voti, si fa di tutto per fare acquisire ai propri figli qualche punto in più nel voto finale degli esami di Stato. E poi, quando il ministro Gelmini denuncia le manchevolezze di certe scuole del Sud, tutti si indignano.

Assistiamo ad "un sostanziale silenzio" sulle condizioni del sistema scolastico del Sud che si aggiunge a quello più in generale di tutto il Mezzogiorno, che "da anni ha cessato di parlare di se stesso e dei suoi mali (…) che sembra rassegnato a fingere una normalità da cui invece è sempre più lontano".

E’ veramente grave che il Sud di fronte ad una mentalità da anni ‘60, a un sistema sanitario allo stremo, a servizi pubblici in condizioni pietose, resti in silenzio.

I suoi gruppi dirigenti politici locali e la stessa intellighenzia culturale (orientata a sinistra), non fanno mai un’analisi sincera o autocritica sullo stato delle cose.

La verità è che il Sud necessita di uno scossone perché da decenni risulta impermeabile a qualsiasi novità. Urge una rivoluzione e la Gelmini oggi è il Ministro che potrebbe realizzarla.

Chi si oppone, di fatto, si è già iscritto nel partito della retroguardia culturale e civile.

Alessandro Pagano

Domenico Bonvegna

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