Lunedì, 16 Maggio 2022


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Il Meeting di Rimini, il Governatore Draghi e la conoscenza del Paese

"La conoscenza è sempre un avvenimento". Con questo tema si è svolto, dal 23 al 29 agosto a Rimini, la 30^ edizione del Meeting per l’amicizia fra i popoli, organizzata mirabilmente da Comunione e Liberazione a vantaggio di tutti coloro che amano osservare "il Reale".

Centinaia di migliaia di visitatori (la gran parte a prendere appunti) hanno verificato che la "conoscenza" è anche "testimonianza", cioè capacità di trasmissione positiva di ragione e di affetti e che solo così si riconquistano la "speranza" e la "fiducia" di fronte ad una crisi economica, sociale ma soprattutto valoriale.

Con il suo stile secco ma in coerenza con lo spirito del Meeting, il Governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi ha spiegato in un affollatissimo incontro, le ragioni della crisi del nostro Paese. Ha spiegato fra l’altro, che "una volta passata la tempesta, non si potrà mai più tornare a quella che era la nostra precedente normalità ". Questo crollo ha messo in luce traumaticamente i limiti della impostazione politica ed economica dagli anni ’70 ad oggi.

Draghi ha detto chiaro e tondo che non si può immaginare di fare quello che si è fatto fino ad adesso soltanto perché così ci ha "insegnato" chi ci preceduto. Il modello sociale degli anni ‘70 deve essere "riformato" perché altro non ha prodotto se non disastri e sperperi.

I fatti ci dicono che il debito pubblico dell’Italia oggi è il 3° del mondo. In altre parole la generazione del post–sessantotto, non solo ha dilapidato le fortune e i surplus finanziari accumulati dallo Stato negli anni 50/60, ma addirittura ha contratto debiti stratosferici che pagheranno le generazioni future. E’ chiaro il perché. Con quei soldi non furono realizzati investimenti produttivi ma furono alimentati statalismo, assistenzialismo e partitocrazia. Al Sud più ancora che al Nord ! Oggi l’Italia vive con quelle storture che Luigi Sturzo, già nel 1959, aveva appellato le "tre male bestie".

Assistenzialismo, statalismo e partitocrazia sono infatti lo spaccato di un vecchio e terribile modello che va radicalmente modificato. Ad alta voce dobbiamo gridare che il Paese non vuole più risorse per alimentare le "tre male bestie". Al contrario, saranno ben accette solo se esse verranno utilizzate per dare una svolta significativa e per operare in maniera diametralmente opposta a ciò che fino ad oggi è stato fatto. In altre parole ci vogliono Riforme.

Nel Sud poi, come ha spiegato Draghi, "manca capitale umano formato", perché la scuola moderna ha fallito nella missione istruttiva e soprattutto educativa.

"La Pubblica Amministrazione ha una quantità inverosimile di persone e viene gestita come centro di potere" e quindi è inefficiente ed inadeguata.

"Il mercato del lavoro è fondato essenzialmente sull’economia pubblica", che come è noto solitamente non produce ricchezza.

Ha ragione Draghi. Non possiamo continuare a fare sempre gli stessi errori. In considerazione che è stato desertificato tutto urge cambiare direzione. E per cambiare non si devono temere le resistenze che al Sud sta tentando una parassitaria "Borghesia para-Politicante e Compradora", attenta solo alla autoreferenzialità. Ma soprattutto, come ha chiosato il Vice Presidente della Camera Maurizio Lupi, è necessario riscrivere nuove regole e nuovi comportamenti basati sui Valori.

Anche per questo, il Meeting è stato un "Avvenimento".

Alessandro Pagano

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