Venerdì, 21 Giugno 2024


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Povia, Sanremo e l'ex omosessuale Luca

Giuseppe Povia ha 36 anni, un passato di dura gavetta nel mondo dello spettacolo e la tendenza a sbancare i botteghini con brani "controcorrente". Nel 2006 vinse il Festival di Sanremo con una canzone che esaltava la fedeltà coniugale; quest’anno ci ha provato con una canzone "Luca era gay" che ha fatto imbufalire le lobby omosessuali.

Ma cosa ha detto di tanto orrido il mite e pur bravo Povia nella sua canzone?

"Ho scavato nel mio passato, …… Mia madre con un bene diventato ossessione, …… Mio padre non prendeva decisioni…… stava fuori tutto il giorno ".

Un testo intelligente, che racconta di una storia vera come quella che capita a migliaia di ragazzi di tutto il mondo. Una storia che spiega il dramma di quanti nella vita si ritrovano privi della guida per eccellenza: il proprio padre. Una storia come tante che narra di una madre che cerca di prendere il posto del padre cercando di interpretare tutti e due i ruoli.

Come ebbe modo di affermare la giornalista femminista Susan Faludi (Premio Pulitzer 1991) "Nella nostra società i padri svolgono un ruolo secondario. Nell’educazione dei figli, sempre più spesso dominano le madri e il rapporto con i padri è spesso disturbato". Al punto che, come afferma la stessa autrice, una delle cause maggiori del disagio giovanile maschile deriva proprio dalla sofferenza della "mancanza del padre".

Per una vita a Sanremo tutti hanno cantato dell’omosessualità (Anna Tatangelo, Anna Oxa, etc.) ma nessuno è stato mai aggredito come Povia, certamente perché il suo testo non era omologato alla linea politica della lobby gay.

E’ bastato andare contro corrente e subito sono arrivati i siluri. Ascoltate il ritornello dello scandalo: "Luca era gay e adesso sta con lei; Luca parla con il cuore in mano; Luca dice: sono un altro uomo". Cosa c’è di strano??

Per le lobby, invece, un gay è un gay! E’ un altro "genere" e mai sia detto che ritrovi la sua normalità.

Ma le cose a questo potentissimo club non vanno per niente bene a giudicare dagli insuccessi che stanno accumulando. Quasi che, dopo anni di ubriacature e trasgressioni, adesso moltissimi stanno ricercando la giusta rotta.

Imma Battaglia, una dirigente dell’Arcigay, sul numero di settembre di Babilonia sostiene che l’offensiva omosessualista aveva raggiunto l’apice nel 2000 con il Gay Pride di Roma e sembrava ad un punto di non ritorno. Da allora invece si è assistito ad un rapido declino e ad un crescente rifiuto dell’opinione pubblica: "In 8 anni la percezione pubblica è cambiata da positiva a negativa ", ammette la Battaglia.

E lo stesso sta accadendo nel mondo. La Lettonia ad agosto ha bocciato la legge che voleva legalizzare le nozze gay. Ad ottobre il Portogallo ha preso la stessa decisione.

E per quanti fossero convinti che questi siano Paesi conservatori (cosa non vera), ricordiamo che la stessa cosa è successa negli USA

In tutti gli Stati degli USA dove si votava il referendum per legalizzare le nozze gay, l’omosessualismo è stato sconfitto, a cominciare dall’ultra progressista California. Per quanti non abbiano compreso la portata storica di questi referendum ricordiamo che si votava il 4 novembre, contemporaneamente alle elezioni del Presidente degli USA. E cosi gli stessi elettori che votavano per Obama (che si era dichiarato a favore della posizione omosessualista) contemporaneamente nell’altra scheda dicevano NO alle nozze fra omosessuali e alle adozioni da parte delle coppie gay.

Insomma un po’ tutti nel pianeta stanno dicendo: ognuno a casa sua è libero di fare ciò che vuole, ma non si può chiedere che l’omosessualità diventi sistema sociale.

A chiudere la faccenda ad ogni critica comunque, ci ha pensato il coraggioso e sensibile Povia che incurante delle critiche già il 31 dicembre u.s. sul Corriere della Sera, dichiarava: "ho raccontato la storia di uno e comunque questo polverone ha dimostrato che quanti predicano democrazia e libertà di pensiero, non appena si tocca l’argomento gay subito aggrediscono e minacciano attacchi durissimi ".

Alessandro Pagano

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