Mercoledì, 19 Giugno 2024


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Per un 2009 a misura d'uomo

La recente scomparsa di uno dei fondatori de "La Repubblica", Carlo Caracciolo, ci offre l’opportunità per una breve storia del gruppo editoriale Espresso, un vero impero mediatico che oltre a Repubblica, comprende 15 quotidiani, due mensili, due trimestrali, tre emittenti radiofoniche nazionali, oltre che al più che famoso settimanale italiano, L’espresso.

È un impero che ha plasmato e continua a plasmare, buona parte della cultura italiana e dove collabora il fior fiore del giornalismo progressista: Gard Lerner, Umberto Eco, Natalia Aspesi, Miriam Mafai, Aldo Schiavone, Umberto Veronesi, Corrado Augias, Umberto Galimberti, un’elite di opinionisti, tutti omogenei alla cultura anticristiana dominante, che hanno fatto della lotta alle radici cristiane dell’Italia il loro principale obiettivo.

"All’origine di questa potentissima corazzata ideologica che ha sostenuto le campagne a favore del divorzio e dell’aborto, e che ora promuove l’eutanasia, oltre che ogni altro cambiamento di costume che vada in una ben precisa direzione, c’è un’operazione culturale ben precisa, portata avanti dalla grande finanza laicista del nostro paese, che data a partire dal 1955". (Francesco Agnoli, Il Timone, dicembre 2008).

Il 1955 fu anche l’anno della nascita del Partito Radicale e proprio la trasformazione degli italiani in un "Partito Radicale di massa" sembra l’obiettivo di questa èlite culturale.

Nella corazzata de La Repubblica, non si può non parlare di Eugenio Scalfari, il principale fondatore, che esordì come giornalista su Roma fascista, dimostrando una forte passione per il duce, lo stato etico, l’impero, la guerra. Nell’ultimo libro di Scalfari, "L’uomo che non credeva in Dio" il pensiero del fondatore di Repubblica è ben sintetizzato: ogni uomo è solamente una delle "forme che la natura casualmente produce", un insieme di "cellule neuronali" casualmente connesse e intrecciate tra loro e gettate, quasi per uno scherzo maligno, "nel caos di una vita ancora tutta da inventare". Per Scalfari, l’uomo rimane sempre "un animale tra i tanti, una forma tra le innumerevoli forme". Per lui l’uomo agisce semplicemente spinto da un "istinto di sopravvivenza", esattamente come gli altri animali e dove nulla ha un senso. Da qui l’odio gnostico per la vita, odio che si concretizza nell’antinatalismo, nell’abortismo, nella proposizione dell’eutanasia. L’odio per la famiglia monoganica e per tutto ciò che può essere riflesso di norme morali.

Quando incontrando molti contemporanei, noteremo i loro occhi spenti ed infelici, quando scruteremo preoccupati tanta gioventù sconvolta dalla cultura del nulla, dobbiamo ricordare che questo scenario è stato preparato, voluto, ha avuto delle seminagioni culturali.

Da qui i nostri auguri. In questi giorni tutti sperano in un 2009 migliore degli anni precedenti, ma perché i prossimi anni siano realmente fecondi di ogni bene è necessario un cambio di rotta. Gli uomini di buona volontà orientino la propria vita facendo attenzione ai "cattivi maestri" e lavorando per realizzare una società fondata sui Valori della nostra tradizione. Appunto una società a misura d’uomo.

Alessandro Pagano

Domenico Bonvegna

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