Venerdì, 24 Maggio 2024


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Festa dell’Unità. Confronto con il Governo della Regione sulle politiche di Bilancio.

Festa dell’Unità

Confronto con il Governo della Regione sulle politiche di Bilancio.

(Manifestazione organizzata dai Democratici di Sinistra della Provincia di Caltanissetta)

Fra gli intervenuti: On.le Calogero Speziale (Capogruppo DS all’Assemblea Reg.le Siciliana); Signor Federico Messana (Segretario Provinciale dei DS).

Relazione dell’On.le Alessandro Pagano – Ass. Reg. al Bilancio e Finanze

Quando questo Governo, nell'agosto del 2001, si è insediato la realtà finanziaria con la quale si è dovuto confrontare era caratterizzata da questi elementi:

  • Dal punto di vista delle entrate, mi limito a riportare il giudizio che ha formulato la Corte dei Conti, in sede di parifica del rendiconto 2000: "Le strutture preposte in ambito regionale alla gestione ed al controllo delle entrate versano, in atto, in un vero e proprio caos organizzativo".

Vorrei sottolineare che questo giudizio coinvolge la gestione anche di Governi di centrosinistra e che comunque evidenzia uno stato di grave difficoltà che già esisteva prima della nascita del Governo Cuffaro. In termini concreti, quanto denunciato dalla Corte voleva dire:

  1. Contabilizzazioni di entrate accertate a cui non corrispondevano incassi effettivi, perché si riportavano dati di maggiori accertamenti operati dagli uffici finanziari dello Stato senza alcun controllo da parte della. Regione.
  2. Residui attivi per oltre 10 miliardi di euro (circa 21 mila miliardi di vecchie lire) privi di effettiva classificazione secondo il diverso grado di esigibilità. Un dato che si ribalta nel risultato finale di gestione determinando l'avanzo di amministrazione che è uno degli elementi che storicamente condiziona in maniera negativa la gestione del bilancio e che mai nessun Governo si è preso la briga di affrontare.
  3. Un rapporto con lo Stato conflittuale e improduttivo ne è prova il contenzioso per i rapporti pregressi che da un decennio giaceva in attesa di soluzione. Ed ancora una legislazione che, soprattutto con il ministro Visco, aveva visto penalizzate le entrate tributarie di spettanza siciliana con l'iniqua applicazione delle riserve destinate allo Stato sugli incassi regionali che hanno comportato il defalcamento a danno della Regione di quasi mille miliardi di vecchie lire l'anno.
  4. Un concessionario della riscossione che in virtù dell'applicazione di leggi nazionali (legge 112/98 fatta da Visco) operava con meccanismi di automatica determinazione dei compensi senza alcun rapporto con i risultati di gestione ottenuti e, per giunta, dopo aver usufruito di una generalizzata sanatoria delle quote inesigibili (articolo 60 della legge Visco) che ha consentito di sanare creditii tributali inesigibili per più di 3.000 miliardi di vecchie lire.
  5. La presenza di una rete informatica tra enti locali ed uffici finanziari assolutamente inesistente che determinava un abbattimento delle notifiche di cartelle esattoriali di circa il 60% a causa delle errate informazioni anagrafiche.

Sul tema della SPESA regionale la situazione era ancora più complessa.

  • Ci siamo trovati ad affrontare un bilancio "ingessato" con quasi undici miliardi di euro di spese correnti che avevano subito un incremento nell’anno 2000 di circa il 12% rispetto all'esercizio precedente.
  • Un miliardo di euro di sbilancio della gestione dei residui, elemento questo che si è riconfermato nel 2001 e soltanto nel 2002, come vedremo, subirà un abbattimento del 50%.
  • Una spesa impostata su settori precari, forestali, interventi nella sanità) che non consentono un'agevole razionalizzazione e che anzi limitano fisiologicamente l'azione del Governo.
  • Una gestione incontrollata della spesa sanitaria e la rincorsa dei disavanzi di gestione delle ASL.

LA STRATEGIA DEL GOVERNO A PARTIRE DAL 2001

La situazione che ho rappresentato certamente ha ben poco a che vedere con la politica di questo Governo ma risiede nella gestione frammentaria che i Governi - spesso di breve durata del passato - hanno generato senza porsi un orizzonte temporale almeno di medio periodo per come meriterebbe la complessa e articolata politica di risanamento del bilancio regionale.

Ciò comporta l'analisi di una serie di aspetti che vanno tenuti distinti nella loro specifica dinamica ma che tutti insieme influenzano la gestione e i suoi risultati. Infatti una riflessione completa sul bilancio della Regione Siciliana non può non tenere conto che esistono cause diverse per spiegare una condizione finanziaria ed economica sicuramente grave e complessa e che bisogna muoversi su un orizzonte molto più ampio.

II Governo Cuffaro - il primo nella storia politica della Sicilia a elezione diretta con mandato quinquennale - ovviamente doveva riguardare detta situazione con la lungimiranza, la responsabilità ed una visione prospettica della programmazione finanziaria regionale che nessun governo precedente, anche di centro sinistra, poteva e speculativamente voleva avere.

Sinteticamente significava pianificare con una visione di medio e forse anche di lungo periodo interventi tra di loro diversi e riguardanti comparti diversi delle finanze regionali ma tra di loro convergenti verso un unico obiettivo "normalizzare la gestione del bilancio regionale".

Quali sono stati quindi gli aspetti che sono stati attenzionati che qui verranno delineati successivamente dettagliati nei risultati ottenuti e attesi.

Competenza

Da un lato - con i DPEF sia del 2002 che del 2003 - si è riequilibrato il bilancio corrente vale a dire le entrate di competenza dell'anno e le spese di competenza dell'anno. Ciò al fine di mantenere piena coerenza con un principio cardine di chi è impegnato in un processo di risanamento. "Per risanare occorre evitare che il corrente alimenti la defìcitarietà del passato".

Cassa

Si è proceduto ad analizzare come viene alimentata la illiquidità cronica del sistema Regione e come e quando le tensioni finanziarie si manifestano. Ciò al fine di tarare interventi finanziari diversi per affrontare le varie patologie soprattutto sul fronte degli introiti. In tal senso si è migliorato il sistema delle riscossioni delle entrate, tributarie, si è provveduto a monitorare in maniera pressante il sistema__di versamenti su trasferimenti erariali dello Stato - che hanno avuto sempre i tempi di manifestazione fortemente influenti sulla tensione di cassa durante l'esercizio. Ed infine sulla rilevante componente dei residui che altrettanto determinante è nell’alimentare la deficitarietà della gestione di tesoreria.

Situazione patrimoniale

Su questo versante la responsabilità dei governi passati - tutti, nessuno escluso - è piena e fortemente sedimentata in valori patrimoniali sui quali pesa fortemente la genesi dei mali delle casse regionali e che sono lo specchio fedele della scarsa qualità di interventi correttivi inefficaci nel tempo.

Ci si riferisce alla verifica dei residui attivi, alla liquidazione dei residui passivi, alla messa a reddito ovvero alla dismissione dei cespiti immobiliari della Regione.

Su questo fronte questo Governo ha imposto già dal bilancio 2007 il principio del "Accertato = riscosso" che già ha permesso di non alimentare una massa immobilizzata dei residui attivi di natura tributaria.

Si è proceduto ad una riclassificazione per gruppi omogenei dei residui passivi individuando le classi di creditori più rilevanti anche per tipologie di crediti omogenei al fine di impostare ed in alcuni casi già attuare politiche di smobilizzi con lo strumento della cartolarizzazione che permette un rimborso immediato ai beneficiari del credito vantato nei confronti della Regione e dall'altro un piano di restituzione delle somme agli istituti bancari dilazionato negli anni e più aderente alle riscossioni in conto residui attivi.

Nei prossimi mesi verrà completato il processo di monitoraggio e pulizia dei residui che inquinano nell'ordine di decine di migliaia di miliardi di vecchie lire la situazione patrimoniale della Regione.

Si è realizzato un complesso ed articolato piano di dismissioni immobiliari di cespiti non strategici per i fini istituzionali della Regione ma che inseriti in un f processo virtuoso di corretta valorizzazione possono costituire un contributo non indifferente ai processi di sviluppo economico e sociale in atto con Agenda 2000 oltre a generare introiti straordinari per le casse regionali.

E adesso alcuni numeri inconfutabili su quanto detto.

Sul piano della competenza - con dati rilevati dal rendiconto di cassa della Regione si è passati da un saldo attivo fra entrate correnti e spese correnti di 11 milioni di euro del 2001 a 1 miliardo e 84 milioni di euro del 2002.

Le spese correnti, al netto di alcune spese una tantum nel comparto sanità, sono addirittura diminuite dell'1,4% rispetto al 2001.

La gestione di cassa dei residui è passata da -942 milioni di euro del 2001 a -476 milioni di euro del 2002 con un recupero attivo di oltre 500 milioni di euro.

La massa dei residui attivi comprensivi dei crediti di tesoreria è rimasta sostanzialmente invariata anzi è leggermente diminuita passando da 14.548 milioni di euro del 2001 a 14.529 milioni di euro del 2002. A titolo segnaletico si evidenzia che negli anni precedenti i livelli di crescita erano nell'ordine di 1000/2000 milioni di euro!

I flussi di cassa vale a dire la liquidità media dell'anno è passata da - 515 milioni di euro del 2001 a + 474 milioni di euro del 2002, ciò ha fatto emergere - pur in presenza di tensione di cassa - una minore difficoltà nella gestione del flussi di incasso e pagamento.

Certamente per responsabilità politica e istituzionale non può affermarsi che il bilancio della Regione è stato risanato, ma certamente questo Governo ha valutato, impostato ed attuato una complessa, articolata e convergente politica di risanamento che, per come detto, ha già evidenziato segnali positivi in termini di efficacia e validità delle azioni avviate.

Ma è altrettanto certo che la cronica deriva finanziaria nella quale abbiamo preso in comando la barca Regione, oggi ci permette di affermare che finalmente -comunque si polemizzi - questa barca ha un timoniere un timone e soprattutto una rotta. I risultati finali forse verranno colti da futuri governi ma quelli intermedi verranno alla luce durante questo mandato presidenziale e questo Governo che ha avuto il coraggio e la coerenza di affrontare una situazione incancrenita e compromessa da 40 anni di politica orientata all'indomani mattina, e non certo ad un processo di programmazione economica e finanziaria oltre che di riforme strutturali che incideranno sulla vita dei siciliani nei prossimi decenni.

LE REALIZZAZIONI

Entrate

• II Governo ha predisposto ed attuato una serie interventi che hanno avuto già un impatto nell'ordinaria gestione del bilancio. Per quanto riguarda le entrate abbiamo strutturato un'amministrazione regionale capace di controllare e monitorare il sistema di incasso ottenendo un immediato riconoscimento da parte della stessa Corte dei Conti che, nel giro di appena un anno, ha ribaltato il precedente giudizio negativo formulandone uno positivo nell'ultimo rendiconto: ‘In conformità agli impegni assunti con il DPEF 2002-2004 - si legge nel rendiconto 2002 - il Governo regionale ha dedicato notevole attenzione alla politica delle entrate sia sotto il profilo normativo ed anche_su_quello amministratiyo che appaiono caratterizzati da un forte dinamismo ed operati secondo precise linee guida tendenti a razionalizzare ed incrementare le entrate’.

• II riscontro positivo a questa strategia, oltre che dalla Corte dei Conti, è arrivato dall'incremento di quasi l’11% delle entrate tributarie che sono passate dagli 8 miliardi di euro del 2001 ai 9 miliardi del 2002.

• Con le due leggi finanziarie abbiamo messo in campo delle norme finalizzate a creare un contesto più efficiente per la riscossione. In particolare, con l'articolo 2 della finanziaria 2002, vorrei ricordare che in appena dodici mesi tutti i 390 Comuni dell’Isola hanno stipulato un apposito protocollo con l’Agenzia delle Entrate per la trasmissione e l'aggiornamento dei dati anagrafici. Ad oggi il 90% dei Comuni è collegato ed interagisce con l'Agenzia determinando una precisa ed immediata identificazione dei contribuenti morosi. Un risultato che ha riscosso l'apprezzamento degli organi ministeriali tanto è vero che gli stessi hanno pensato di estendere questa esperienza alle altre regioni italiane.

• Abbiamo cambiato anche il sistema automatico di remunerazione del concessionario legandolo alla valutazione dei risultati ottenuti con la riscossione. Adesso il concessionario ha una parte fissa corrispondente a circa il 53% della vecchia remunerazione e il restante legato al raggiungimento al raggiungimento di obiettivi di riscossione predeterminati.

• E' stato stipulato con l'Agenzia_ delle Entrate un protocollo per ricondurre ad unità ed una peculiare valutazione regionale l’attività che questi uffici, appartenenti a strutture diverse dalla Regione, che, nel passato, non trovavano alcun momento di razionalizzazione in funzione degli interessi regionali.

Spesa

• Uno dei successi più evidenti è stata la riduzione degli incrementi di spesa corrente, che ogni anno si attestavano su livelli di almeno il 10%, fino a portarli all'1,65%. Un risultato ottenuto attraverso tagli negli stanziamenti e, conseguentemente, intervenendo nella riduzione degli impegni per quasi 600 milioni di euro nel 2002.

• Siamo riusciti a portare il saldo corrente di competenza (differenza tra entrate e spese) a più di 1 miliardo di euro contro i 352 milioni dell'anno 2000 e gli 11 milioni del 2001.

• Abbiamo approvato una serie di norme che porteranno una seria razionalizzazione nei settori che più incidono sulla spese corrente quali l'art. 20 (vigilanza enti), l'art. 28 (equilibrio economico delle aziende sanitarie), l'art. 29 (risultato economico dei bilanci delle aziende sanitarie) e l'art. 38 (assegnazione obiettivi di gestione) con la finanziaria 2002 e l'art. 24 (patto di stabilità regionale) l'art. 25 (tetti di spesa), l'art. 26 e l'art. 27 (enti vigilati) con la finanziaria 2003.

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