Venerdì, 24 Maggio 2024


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L’innovazione fattore indispensabile per il cambiamento

L’innovazione fattore indispensabile per il cambiamento

(Convegno organizzato da IBM Italia)

Fra gli intervenuti: Dr. Catania (Amministratore Delegato IBM Europe); Altri.

Intervento dell’On.le Alessandro Pagano – Ass. Reg. al Bilancio e Finanze.

Dal 2010 l’area di libero scambio determinerà nuove opportunità per la Sicilia.

  • Obiettivi Risorse Impieghi
  • Internazionalizzazione – delocalizzazione: 1) politiche distretti (economia di scala); 2) masse critiche; 3) far sistema (e-tourism portale Sicilia).
  • La polverizzare dal nostro sistema produttivo non ci consente la fornitura di servizi. Soluzione: piattaforma tecnologica.
  • Politiche di attrazione di risorse umane (possibilmente cervelli siciliani)

Nel quadro complessivo degli interventi previsti nell'iniziativa e-Europe 2000, la Regione Siciliana ha definito un proprio Quadro di riferimento Strategico per lo Sviluppo della Società dell'informazione che si pone l'obiettivo di individuare un modello di crescita economica e sociale che trae origine e sostegno dalla valutazione del livello di diffusione delle IT (Information and Technology) sul territorio siciliano.

Attualmente la Regione Siciliana mostra ritardi rispetto allo sviluppo delle infrastrutture IT nell'ambito sia Europeo che Italiano. Maggiore enfasi - tuttavia - è stata data, come nel resto d'Italia e del Mezzogiorno in particolare - alla modernizzazione delle infrastrutture di telecomunicazioni, lasciando in secondo piano obiettivi primari quali l'incentivazione della domanda, lo sviluppo delle risorse umane, delle applicazioni e delle tecnologie. I pur numerosi- e onerosi- interventi che sono stati effettuati appaiono però spesso frammentari e non inseriti in un quadro strategico di sviluppo a medio e lungo termine.

L'indagine dall’Assessorato al Bilancio ai fini della determinazione della valutazione ex-ante progettuale per la definizione degli interventi inseriti in particolare nella misura 6.05 del POR, i cui interventi sono inoltre pervasivi all'interno della altre misure previste, vedono un quadro complessivo a luci e ombre. Infatti, ad esempio, la Sicilia risulta essere al quinto posto tra le regioni italiane in quanto a incremento di imprese a tecnologie informatiche (+ 25,8 % nel periodo '97-'99); 218 su un totale di 3021 providers italiani hanno sede in Sicilia ( dati Istat 1998- 4,3 ogni 100.000 abitanti vs 5,3 media nazionale).

Emerge tuttavia un quadro complessivo di arretratezza, che può essere colmata solo attraverso politiche ed azioni volte al superamento delle barriere e alla creazione di un contesto "fertile" nel quale il processo possa diffondersi.

Coerentemente con quanto sopra esposto sono state individuati 5 obiettivi strategici :

  1. Potenziare la capacità di pianificazione e coordinamento
  2. Innovare il modo di operare
  3. Rafforzare il sistema delle competenze
  4. Innovare gli strumenti tecnologici (C.I.E. – Carta Sanitaria)
  5. Sviluppare la domanda e incentivare l'offerta

Ne consegue tutta una serie di azioni individuate all'interno del Complemento di Programmazione.

In particolare, al primo obiettivo corrisponde l'azione relativa alla creazione della Struttura per lo Sviluppo della Società dell'informazione.

Al secondo obiettivo corrisponde l'azione Snellimento e Innovazione dei Processi della PA, che definisce lo sviluppo di modelli organizzativi e procedurali che consentano l'efficace inplementazione della IT nella Pubblica Amministrazione Siciliana.

Al terzo obiettivo corrispondono delle azioni che si traducono negli interventi Potenziamento delle Conoscenze specialistiche per la gestione delle Infrastrutture ITC e per l'adeguamento delle competenze dei quadri e dei dirigenti regionali.

Al quarto obiettivo afferiscono nove interventi definiti prioritari relativi al potenziamento degli strumenti di produttività individuale e alla Creazione di Sistemi Informativi tematici, sei interventi prioritari relativi alla erogazione dei servizi ai cittadini e alle imprese attraverso la automazione dei procedimenti amministrativi (protocollo informatizzato , G2E, Motore di notifica degli eventi, automazione del processo di programmazione, Controllo di Gestione, Gestione e Controllo della Spesa sanitaria), altri nove interventi per la esposizione in rete dei servizi (Carta d'identità, Sist. Inf. sanitario, Portale della Scuola, Gazzetta Ufficiale, Portale per i servizi di certificazione, Portale per i servizi per l'impiego, Sportello Unico Cittadini e imprese, Reti Civiche e Carta del rischio) per i quali Comuni ed enti locali rivestiranno un ruolo centrale e che è nostro intendimento indirizzare - attraverso avvisi di cofinanziamento -verso forme di aggregazione al fine di individuare degli "ATO" informatici , altri sei interventi infrastrutturali che vanno dalla realizzazione delle Rupar , Rete virtuale sanitaria, rete logica della scuola e della formazione professionale, rete logica delle PMI, rete logica dei Beni Culturali, rete logica per la internazionalizzazione delle imprese.

Il quinto ed ultimo obiettivo si propone di attivare il processo di partneriato attraverso eventi informativi ed incontri, la promozione e l'assistenza per la realizzazione del Project Financing, la realizzazione di postazioni pubbliche per la fruizione dei servizi telematici.

Tutte queste azioni saranno finanziate a carico dei Fondi Europei tramite i Fondi comunitari previsti per la Società dell'Informazione, dei Fondi Governativi tramite i Fondi del Piano Egovernment e PON, dei fondi Regionali (POR Sicilia 2000-2006).Complessivamente i Fondi ammontano a 83 M. euro, di cui 46 a carico della Misura 6.05,12 a carico dei PIR, 25 a carico dei PIT.

Al fine di valutare il raggiungimento degli obiettivi su accennati, abbiamo identificato degli indicatori strategici e degli indicatori operativi e abbiamo stimato degli impatti a breve termine (incremento di spesa ITC da 14,2 a 45,4 M. euro, VA regionale 19 M. euro, incremento delle Unità di Lavoro nel settore pari a 780 unità).

Il problema del nostro Paese e della nostra Regione

Gli ultimi 2 anni sono stati importanti perché per la prima volta in Italia molte aziende (IBM fra queste) si fanno il problema dell'innovazione tecnologica.

Sarà stato il boom di alcune società che si sono quotate in borsa, sarà stata l'euforia prodotta da questa miscela di globalizzazione ed internet, sta di fatto ci siamo trovati tutti a parlare di innovazione.

Accantonate le euforie e le facili semplificazioni degli ultimi anni, dobbiamo pensare alle tecnologie come forza di cambiamento e di competitività.

La collaborazione sinergica tra imprese> che hanno anche il dono della prossimità sarà potenziato dall'uso di tecnologie, che consentiranno una integrazione ancora maggiore dei processi produttivi, dei processi di fornitura, del design dei prodotti.

Dunque se facciamo leva sulle tecnologie per rafforzare queste reti, possiamo veramente fare quel salto di competitività che ci permette di essere più efficienti, più internazionali, più forti nei mercati globali.

Oggi, purtroppo, in Italia l'innovazione è ancora diffusa a macchia di leopardo. È tempo di svilupparci non più a macchia di leopardo ma come sistema.

Questo comporta un'assunzione di responsabilità. La trasformazione di cui parliamo è così profonda che richiede leadership, richiede l'impegno dei numeri uno, senza i quali queste trasformazioni non avvengono. E questo a partire dalle imprese.

Ma occorre anche che i leader pubblici intervengano, proclamando una "emergenza innovazione", concentrandosi sui progetti ad alto impatto, rimovendo i nodi strutturali che stanno impedendo a questa net economy di svilupparsi.

Non è un problema di risorse, ma di qualità della spesa. Non sono le infrastrutture a creare autonomamente lo sviluppo, ma è l'uso che se ne fa.

Nel nostro paese l'innovazione è stata sinora percepita come un fatto consumistico. Occorre allora puntare su un processo di alfabetizzazione che parta dalle scuole, oltre a sostenere le piccole imprese sui costi che devono sopportare per l'innovazione e la creazione delle competenze professionali adeguate. Infine bisogna puntare su un miglior collegamento tra il mondo della conoscenza, l'Università e il mondo dell'impresa.

Occorre che le PMI possano:

  • accedere, con facilità e a basso costo, a reti di conoscenza e a fornitori di servizi;
  • acquisire know-how e business acumen da innovation provider o sportelli tecnologici in grado di erogare innovazione come servizi alle imprese;
  • sfruttare quanto di meglio è stato fatto, attraverso strumenti per la gestione delle best practice e la modellizazione delle esperienze.

L'avvento della Società dell'Informazione costringe i diversi responsabili di un mercato ad elaborare nuovi modelli di risposta alle esigenze di un "territorio" e a sviluppare l'attrattività economica del territorio per trattenere le imprese e i professionisti che già vi operano e per conquistarne di nuovi.

Il cambiamento in atto (indotto dalle nuove tecnologie) richiede comunque un intervento di policy per evitare che si generino ritardi o sviluppi penalizzanti. .

Per fare questo occorre un gioco di squadra che coinvolga in primo luogo il sistema delle autonomie locali affinchè tutta la P. A. regionale diventi attore propulsivo del cambiamento.

Occorre allora agire su due fronti:

   1) modernizzazione dell'intera amministrazione pubblica regionale, ed in particolare:

  • modernizzare la macchina burocratica regionale
  • innovare i servizi al cittadino e alle imprese
  • creare la rete unitaria regionale

   2) modernizzare e innovare il sistema economico e sociale regionale ed in particolare:

  • diffondere la "quarta conoscenza" e l'accesso pubblico alla Società dell'Informazione,
  • favorire la trasformazione delle imprese e dei sistemi produttivi tradizionali,
  • promuovere il commercio elettronico e l'industria multimediale
  • promuovere un mercato regionale delle telecomunicazioni e sviluppare i servizi internet

Quando pensiamo al piano del governo per l'e-government, dobbiamo averne una visione ampia.

Non basta trasferire alcuni servizi sulla rete (questa è una condizione di base, ormai i cittadini e le imprese se lo aspettano).

Occorre, invece, costruire un sistema che crei nel lungo periodo un vantaggio competitivo per le città, i sistemi territoriali, le regioni.

Questo significa:

  • integrare processi;
  • integrare organizzazioni (imprese, enti locali, istituzioni);
  • integrare tecnologie.

Se ogni amministrazione gestisce in modo separato e isolato i suoi servizi non c'è e-government perché non c'è sistema.

Alcune azioni da intraprendere:

I momenti di grande trasformazione richiedono un grado elevato di coesione, una esigenza di fare sistema.

L'esigenza di fare rete e di integrare è avvertita come una delle risposte più importanti alle sfide che l'economia globale porta ai sistemi regionali.

Coesione, cooperazione, capacità progettuali al servizio di un grande obiettivo: costruire un sistema economico competitivo in una società equilibrata e coesa.

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