Venerdì, 24 Maggio 2024


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Infrastrutture e Ambiente

Infrastrutture e Ambiente

(Convegno organizzato da: Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti)

Fra gli intervenuti: On. Enrico La Loggia (Ministro per gli Affari Regionali); Prof. Vito Riggio (Docente di Diritto Pubblico Università di Palermo e Presidente ENAC); Prof. Luigi Moncada Lo Giudice (Ordinario di Fisica Tecnica Ambientale Università ‘La Sapienza’ di Roma); Prof. Nicola G. Leone (Ordinario di Urbanistica Università di Palermo); Prof. Francesco M. Raimondo (Ordinario di Botanica Università di Palermo); Prof. Ignazio Melisenda Giambertone (Ordinario di Bonifica e Irrigazioni Università di Palermo); Prof. Giovanni Tesoriere (Ordinario di Infrastrutture Università di Palermo).

Sintesi della relazione dell’On.le Alessandro Pagano – Assessore Regionale al Bilancio e Finanze.

PREMESSA

Stiamo vivendo in una nuova epoca (post ’89) e paghiamo gli stravizi precedenti. Gli anni prima della "caduta del muro" sono stati anni in cui non si è pensato alle generazioni future (vedi deficit statali mostruosi) e si è operato con poca attenzione al bene comune.

1) PROBLEMI DI NATURA CULTURALE E POLITICA

  • Le città tedesche sono ben organizzate perché hanno investito nel lungo periodo. Noi pressati dal costo del denaro abbiamo perso tempo. Per recuperare dobbiamo pensare che solo gli investimenti danno ritorno, specie oggi che il denaro non rende niente.
  • Il Quadro Internazionale permette il finanziamento di iniziative imprenditoriali valide e di grandi progetti. Per queste cose i denari si trovano! Purché non ci si rivolga ai Governi ma al mercato.
  • Sull’ambiente e sulla realizzazione di infrastrutture il consenso unanime è impossibile! Quindi è inutile perdere tempo per convincere gli inconvincibili. Le cose che si devono fare, si fanno, come altri Paesi più evoluti ci fanno capire.

2) CONVINCERE I PRIVATI A CO-FINANZIARE LE OPERE PUBBLICHE

Il Project Financing ha avuto successo in tutto il mondo tranne che in Italia. Perché?

Per realizzare il Project Financing sono necessarie tre condizioni:

  • certezza nei tempi di autorizzazione delle OO.PP.;
  • certezza nei tempi di realizzazione delle OO.PP;
  • ampio "parco progetti".

3) BISOGNA AVERE I CONTI PUBBLICI IN ORDINE, PERCHE’ SOLO CON QUESTE PREMESSE I FINANZIAMENTI ARRIVANO

  • Prodi ha definito il Patto di Stabilità un "rozzo strumento". Ma l’Italia è in linea al resto dell’Europa grazie al Patto di Stabilità.
  • I Vincoli servono a disciplinare un Paese. A maggior ragione un Paese come l’Italia e una Regione come la nostra.
  • Gli Stati non dovrebbero mai indebitarsi per spese correnti. In Italia invece negli anni 70/90 abbiamo assistito a grandi indebitamenti e poche infrastrutture; in Sicilia peggio! (vedi PREMESSA).

4) I GAP DEL "SISTEMA ITALIA"

  • Pastoie burocratiche: I diritti di veto che ciascun Ente (anche il comune più piccolo), può far valere sono ancora troppo forti.
  • Le infrastrutture non sono ancora percepite come fattore di sviluppo.
  • L’assenza di Ricerca ed Innovazione.

5) DPEF 2001/2006: LA PROGRAMMAZIONE REGIONALE

  • Asse 6 POR (reti e nodi di servizio). Collegamenti materiali ed immateriali per lo sviluppo della Regione. Piattaforma tecnologica.
  • Nuova organizzazione della Pubblica Amministrazione. La Società dell’Informazione (Sistema Informativo Ambientale, Reti Civiche, Home-Work, Sistema Informativo Sanitario)
  • Progetti E-goverment già finanziati dal Ministero per l’Innovazione Tecnologica.

CONCLUSIONE

"La nostra natura, quella che ammiriamo, è in gran parte artificiale. Cioè opera dell’uomo". (Carlo Cattaneo).

"Le pecore in Patagonia le ha portate l’uomo, così pure i cavalli in America, i pomodori in Europa, e così via!"

Quindi coloro che sostengono tesi ambientaliste contro la realizzazione di infrastrutture hanno torto marcio.

"Dove non si pianifica si gestisce l’emergenza".

  • Ci vogliono idee forti (Smantellamento dello Stato Assistenziale, Ponte sullo Stretto, Investimenti nelle Ricerche di Sviluppo, Banda Larga, Autostrade del Mare, Porti Turistici e Commerciali, Hub Informatici, Ferrovie ad Alta Velocità, Completamento della Rete Autostradale. I 4 aeroporti siciliani che devono essere gestiti in rete al fine di creare "sistema").
  • La Sicilia essendo una piattaforma non ha spalle su cui appoggiarsi (la Padania ha l’Europa) e ha bisogno di "porte". Le "porte" storiche siciliane sono Messina (la porta è limitata perché la Calabria è terra di transito e solo il Ponte la può vivacizzare) e Palermo (porta aperta al Mediterraneo è quindi da sfruttare con le Autostrade del Mare).
  • Il Ponte sullo Stretto, in maniera automatica, porterà autostrade e ferrovie ad Alta Velocità perché porterà con sé i finanziamenti del Corridoio 8 (Berlino-Palermo). La non realizzazione del Ponte fermerà gli investimenti a Roma e i finanziamenti saranno indirizzati verso altre aree dell’Unione Europea.
  • Bisogna valorizzare le molte città intermedie (Noto, Caltagirone, Sciacca etc. etc.) che hanno elevate qualità sociali e quindi possono generare opportunità maggiori rispetto alle 3 aree metropolitane siciliane e ai piccoli centri.

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