Venerdì, 24 Maggio 2024


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Educare alla legalità: Il ruolo fondamentale della scuola per costruire con i giovani la nuova società

Educare alla legalità: Il ruolo fondamentale della scuola per costruire con i giovani la nuova società

(Convegno organizzato da Liceo Ginnasio "R. Settimo" di Caltanissetta)

Fra gli intervenuti: On. Carmelo Incardona – Presidente Commissione Reg. Antimafia.

Traccia della relazione dell’On.le Alessandro Pagano – Ass. Reg. al Bilancio e Finanze.

"La mafia non è un cancro nato in un corpo sano! Se lì è nata e radicata è perché lì ci sono state ragioni che hanno favorito quel radicamento" (G. Falcone)

- Bisogna cambiare la cultura dominante, giacché in Sicilia molti pur non essendo criminali favoriscono con i loro comportamenti (la doppia morale; il perbenismo dei "colletti bianchi", forti con i deboli e deboli con i forti; il muro di gomma a fronte di richieste di cambiamento sociale) una società negativa.

- Molti hanno fatto del clientelismo una regola di vita. In alcune realtà viene considerata una concessione o un favore ciò che invece è un diritto. "Il sentire mafioso" descritto da Giovanni Falcone altro non significa che scarsa fiducia nelle leggi e nelle istituzioni.

- L’illegalità non è figlia del sottosviluppo. Per anni la ricetta per far uscire dalla mafia una comunità è stata "più Stato, meno economia privata". Inoltre si sosteneva che per sconfiggere la mafia bisognava solo diminuire la disoccupazione.

- Invece l’illegalità è soprattutto figlia dell’immoralità, in quanto essa rende sempre più misere le proprie coscienze.

Ruolo diseducativo della TV

1) Ufficio Statistiche e ricerche RAI: "Programmi televisivi con atti di violenza influenzano gli adolescenti facendoli diventare violenti".

"Programmi televisivi contengono 2.500 ore di erotismo all’anno".

"La pubblicità rimuove ogni senso di colpa, ogni remora morale".

2) È un problema anche la Video-dipendenza. La TV riduce i minorenni all’isolamento, alla perdita del dialogo, senza senso di identità, con poca personalità e quindi ad essere preda dei più forti che spesso sono coloro che vivono nell’illegalità.

3) La TV usata come baby-sitter elettronica determina: conflitto genitori-figli; rendimenti scolastici scarsi; perdita di principi morali.

4) Uno studio dell’Università Lund (Svezia) dimostra che i fanciulli da 4 a 14 anni con più di 20 ore alla settimana di TV sviluppano attitudini aggressive e maniacali.

Il motivo: - 24 immagini al secondo. Non si può riflettere; si subisce soltanto.

- le immagini fanno risaltare il più simpatico non la profondità delle idee.

- La ricerca di una vita eccezionale incoraggia la fuga dalla realtà.

Il messaggio che arriva all’adolescente: tutto gli è dovuto; edonismo; consumismo; facile successo; sesso; disvalori; violenza.

Bisogna rieducare le famiglie. L’assenza di valori e di ideali, il "pensiero debole" e l’assenza di vere guide indeboliscono l’adolescente e il giovane facendolo aggredire dai modelli negativi.

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