Mercoledì, 22 Maggio 2024


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Beata Gioventù? Riflessioni sul disagio giovanile, tra psicologia, sociologia e cinema.

Beata Gioventù? Riflessioni sul disagio giovanile, tra psicologia, sociologia e cinema.

(Convegno organizzato da: Associazione Nuova Civiltà)

Fra gli intervenuti: Dr.ssa Chinnici Caterina (Proc. Repubbl. Tribun. Minorenni CL), Sac. Schirru Enrico (Delegato reg. dei cappellani Carceri).

Intervento dell’On.le Alessandro Pagano – Ass. Reg. al Bilancio e Finanze.

Con queste brevi parole vorrei esprimere il sostegno concreto al profondo messaggio che Nuova Civiltà sta portando avanti. Solo per questo mi permetto di proporre qualche modesto spunto di riflessione, coerente fra l’altro con le parole di Padre Giuseppe.

La prima frase che mi ha colpito è: "la nostra generazione ha perso!"; la seconda non è un’affermazione, ma una mia domanda: "Quale bellezza è utile per salvare il mondo? La bellezza oggettiva o soggettiva?"

Le questioni su cui oggi dobbiamo riflettere con una certa umiltà sono, secondo me, proprie queste. Credo che parlando di disagio minorile, sia essenziale osservare il problema, senza avere la presunzione di saperlo risolvere, ma iniziando a porsi domande corrette.

Prima affermazione: la generazione che ha le redini di questa società, per intenderci la generazione del ‘68, ha oggettivamente perso! Quella generazione aveva disegnato un mondo senza Patria, senza Maestri, senza Dio, senza punti di riferimento, senza Valori e senza ideali. Se oggi ci ritroviamo in questa drammatica situazione, lo siamo perché abbiamo i frutti di quel pensiero dominante, divenuto poi azione e poi ancora società.

In un rapporto dell’Istituto degli Innocenti del 1997 espressamente si dice che, ed è un tema che tutti gli operatori sociali a contatto coi giovani hanno avuto modo di confermare, i ragazzi di oggi non hanno punti di riferimento e sono senza guide. In altre parole è stato creato un mondo dorato attorno a loro, un mondo incapace di saper dire di "no"; un mondo dove, tanto per fare un esempio il sacrificio è assente e il senso del dovere è sparito.

I genitori evidentemente non hanno capito che educando in questo modo i propri figli hanno creato una generazione "vuota" e senza capacità di re-azione. Ecco perché sono gli attuali cinquantenni ad aver perso, perché da genitori non hanno risposto alla funzione naturale a cui erano deputati. Il disagio giovanile va addebitato ai padri, non ai figli!

Queste riflessioni storiche sono utili perché ci spiegano come sono andate le cose e ci inducono a nuove riflessioni pedagogiche-educative, affinché si comprenda il vero ruolo dei genitori.

Per cui, se è il caso, si comincino organizzare corsi di formazione per genitori, così da far comprendere loro come si educano positivamente i propri figli. Cosa fare per farli diventare Uomini. Uomini che abbiano ben chiaro il significato della vita, del senso del dovere, del senso del sacrificio, del valore del lavoro e della famiglia.

I genitori non devono essere nè capitani né tanto meno amici. Debbono essere Guide.

Seconda domanda. Se è vero, come dice Dostoevskij, che la bellezza salverà il mondo, è corretto chiedersi quale sarebbe il modello di bellezza realmente salvifico.

Quello basato sul soggettivismo, vale a dire caratterizzato dalla libertà di coscienza e dal relativismo etico? o quello basato da una assoluta oggettività?

Solo la Verità (con la V maiuscola) in quanto unica ed oggettiva per definizione, è autentica bellezza. La bellezza della Verità è nell’arte, nella letteratura, nella scienza, nella cultura, nel diritto, nel sociale, nella giustizia e pensate un po’, persino nell’economia. Insomma dovunque. Basta voler veramente cercare la Verità ed Essa si farà trovare in centomila modi diversi.

Qui chiudo il mio intervento poiché volevo dare solo una testimonianza e un saluto. Voglio concludere affermando che c’è un’attenzione da parte delle classi dirigenti su queste problematiche. Occorre senz’altro una fase di analisi, come quella promossa da questa giornata di studi, ma essa va accompagnata anche ad un momento di costruzione sociale.

È evidente che solo dall’unione di questi due momenti verranno fuori dei risultati realmente concreti. Un mondo di bene ed auguri.

Alessandro Pagano

NOTE BIBLIOGRAFICHE:

- M. De Corte – Incarnazione dell’uomo – Ed. Marcelliana 1942;

- C. Melotti Boltri – C’era una volta … la scuola elementare – Ed. Ares, Milano 1996;

- R. Cammilleri – Fregati dalla scuola – Ed. Effedieffe, Milano 1997;

- T. Bosco – Don Bosco – storia di un prete – Ed. LDC, 1999;

- E. Cantero Nuñez – Educacion y enseñanza – Estatismo o Libertad – Ed. Speiro, Madrid 1979;

- E. Bifetjuan – Essere con lui – Ed. Paoline, 1982.

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