Giovedì, 30 Maggio 2024


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Il rapporto tra la finanza degli Enti Locali e la finanza Regionale

Il rapporto tra la finanza degli Enti Locali e la finanza Regionale

(Convegno organizzato da A&B Data Service Group)

Intervento dell’On.le Alessandro Pagano – Ass. Reg. al Bilancio e alle Finanze.

Discutere di autogoverno e di federalismo oggi potrebbe apparire quantomeno scontato, considerata la rilevanza che questi temi hanno nell’attuale dibattito politico ed istituzionale.

Il decentramento – ossia il concreto potere di ciascuna comunità di fare l’uso che ritiene appropriato dei propri soldi – rappresenta un cavallo di battaglia di tutte le forze politiche.

Molte volte si è ritenuto che le difficoltà connesse alla effettiva attuazione di tale processo siano da ricondurre ad una inefficienza della legislazione, invero sono ben altre le ragioni e le questioni ancora tutte da affrontare.

L’esperienza americana ha dimostrato che non è il federalismo fiscale a consentire un migliore rapporto con i cittadini e le autorità, bensì l’obbligo da parte delle autorità di rispettare una serie di regole semplici nelle decisioni in materia di entrate e spese, e precisamente:

a) dal lato dell’entrata, una efficace gestione delle imposte in tutto il procedimento, a partire dalle stime di previsione per passare all’amministrazione dei controlli e alla riscossione;

b) dal lato della spesa, una ottimale impostazione dell'erogazione, in funzione degli obiettivi e della misurazione dei risultati. La spesa deve avvenire in tempi celeri per assicurare uguali diritti alla cittadinanza, per qualità di servizi pubblici e con uno standard uniforme nelle prestazioni.

In Sicilia, abbiamo iniziato un imponente lavoro di ristrutturazione economico finanziario nel contesto regionale, che occorre estendere alla realtà degli enti locali che da noi soffre di una serie di condizionamenti strutturali che la rendono particolarmente complessa.

Dobbiamo infatti riuscire a stravolgere l’attuale capacità degli enti locali siciliani di governare la propria autonomia finanziaria - ossia la capacità di far fronte alle esigenze della collettività con risorse proprie e non derivate - attraverso una più efficace gestione della propria capacità impositiva, una più efficiente amministrazione della propria capacità di riscossione ed una sinergica azione di costruzione di un contesto amministrativo interno più idoneo ad affrontare le problematiche.

Alcuni dati sono significativi dell’impegno che dovrà caratterizzare la nostra azione:

  • il grado di autonomia impositiva (ossia il rapporto tra entrate tributarie e entrate correnti) che in Sicilia risulta essere di circa il 24%, uno dei più bassi rispetto ad una media nazionale del 40%;
  • il grado di autonomia finanziaria (rapporto tra entrate tributarie ed extratributarie ed entrate correnti) si attesta al 34%, rispetto ad una media nazionale del 60%;
  • il grado di rigidità strutturale (rapporto tra la spese di personale più il rimborso prestiti e le entrate correnti) arriva fino al 61%, a fronte di un dato nazionale del 42%.

Dobbiamo pertanto sviluppare un’azione che ci veda protagonisti a tutti i livelli per migliorare nel più breve tempo possibile gli indicatori economico-finanziari. In ultima istanza ciò significa migliorare le finanze degli EE.LL. e quindi la loro efficienza.

Abbiamo iniziato appena insediati ad affrontare il problema della capacità di riscossione (ossia il rapporto tra entrate accertate ed entrate riscosse) e su questo vorrei lanciare un appello per sensibilizzare tutti sulla necessità che ognuno debba fare la propria parte sia politica che amministrativa. Gli enti locali devono collaborare con la regione per migliorare e snidare le numerose sacche di inefficienza.

Nell’ultima legge finanziaria abbiamo innovato parecchie cose:

  • Art. 2 L.R. 26 marzo 2002 n° 2, "Servizio Riscossione Tributi – Accesso dei Concessionari all’Anagrafe Comunale"
  • Circolare n. 2/2002 del 02.05.2002, applicativa dell’Art. 2 della L.R. 26/3/2002, n° 2.

Con questa norma e la successiva circolare abbiamo costretto gli Enti Locali, pena una grossa penalizzazione nei trasferimenti dei fondi a trasmettere i dati anagrafici della popolazione al concessionario.

I riscontri sono incoraggianti perché i dati anagrafici risultano "puliti" e costantemente aggiornati e quindi il grado di riscossione dei ruoli è aumentato enormemente.

La norma è risultata talmente efficace da essere letteralmente copiata da tutte le altre regioni. Il Ministero dell’Economia ha additato la nostra Regione quale modello da emulare in materia di Anagrafica Tributaria.

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