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Relazione sul Bilancio 2002

Relazione sul Bilancio 2002

INTRODUZIONE

Nel passato, sulle entrate tributarie regionale, se ne sono dette di tutti i colori, spesso in assoluta libertà e senza dati oggettivi. Invece, questa volta, ed è la prima volta che accade una cosa del genere, vogliamo offrire all'opinione pubblica -attraverso la vostra collaborazione - un quadro della situazione basato sulle cifre reali, su numeri che non possono essere smentiti, perché rappresentano la fotografia di quanto è avvenuto nel corso del 2002.

Infatti nei prospetti che vi abbiamo fornito sono evidenziati gli incassi della Regione distinti per capitoli di entrata sia in conto competenze che in conto residui. Questi dati sono stati elaborati . dal Dipartimento Finanze e ricavati dalle comunicazioni mensili che il cassiere regionale trasmette a questo assessorato. Pertanto sono dati aggettivamente determinati e riscontrabili da chiunque. Da parte nostra si tratta anche di una operazione trasparenza in quanto ritengo che le Istituzioni abbiano il dovere di rispondere alle domande di informazioni che provengono dalla collettività.

LA NOTIZIA

La notizia è che nel 2002 la Regione ha incassato per entrate tributarie il 6% in più rispetto al 2001. Un successo se pensate che nel 2001 l'incremento, rispetto al 2000, è stato del 4,9%. Si è passati, infatti, dai 6 miliardi 861 milioni del 2001 ai 7 miliardi 272 milioni di euro del 2002 (oltre 14 mila miliardi di vecchie lire), con un incremento di 410,371 milioni di euro (794 miliardi di vecchie lire) rispetto all'anno precedente e stiamo parlando, di soldi veri che la Regione ha già incassato. In sede di consuntivo, questi importi subiranno addirittura un aumento che però è dovuto alle necessarie regolazioni contabili che effettueranno gli uffici. Dalla scheda illustrativa che vi abbiamo fornito emergono le seguenti valutazioni:

per quanto riguardo il capo 6° che comprende le cosiddette Imposte Dirette l'aumento è del 4,54%. I principali cespiti sono Irpef e Irpeg che sono aumentate rispettivamente del 2,11% e del 27,43%;

  • nel capo 8°, l'IVA, che rappresenta il flusso preponderante, registra un decremento del 18,02%, ma si tratta di un dato parziale perché non tiene conto delle compensazioni per crediti tributari. Pensate che le compensazioni sono passate da 683 milioni di euro nel 2001 a 1 miliardo 121 milioni del 2002 con un incremento del 64,24%. Questo mancato flusso di cassa troverà una compensazione a nostro favore successivamente da parte dello Stato. Da un punto di vista effettivo abbiamo invece un dato diverso: gli accertamenti crescono del 4,04% essendo l'importo di 1 miliardo 446 milioni di euro;
  • per quanto riguarda il capo 9° da segnalare il rilevante incremento dell’IRAP del 15,93%. In questa tabella è anche inserito il tributo ambientale che costituisce solo 1’1,19% sul totale delle entrate. A tal proposito dobbiamo evidenziare che, per la prima volta, si è avuta una manifestazione concreta di federalismo regionale in materia tributaria. Al di la di come finirà la vicenda del tributo davanti alla Commissione Europea ed alla Commissione Tributaria non possiamo non mettere in risalto il fatto che questo tributo, pur continuando a sostenere i principi che lo hanno ispirato e cioè la salvaguardia dell'ambiente, incide sono per una minima parte nel sistema delle entrate.

Una prima valutazione sul risultato complessivo, ovviamente, non può che essere positiva perché dimostra che gli sforzi attuati da questo Governo sono riusciti a mantenere un trend di crescita costante in una situazione oggettivamente difficile, che dal punto di vista macro-economico, ha risentito di fattori come la negativa congiuntura internazionale, la ridotta crescita produttiva e le difficoltà finanziarie. Ma c'è di più. Anche a livello regionale scontiamo l'impatto di eventi come la crisi della Fiat e le varie emergenze che si sono accavallate in questi mesi, e mi riferisco ad esempio all'eruzione dell'Etna. Quindi il fatto che ci sia stato comunque un incremento dimostra che la nostra strategia è giusta e che sta iniziando a dare i primi risultati.

PERCHE' SONO AUMENTATE LE ENTRATE?

QUALI SONO STATE LE STRATEGIE DEL BILANCIO?

Il nostro obiettivo era di aumentare le entrate, migliorando il sistema di incasso della Regione. Il che vuol dire che c'era bisogno di inserire all'interno del circuito di raccolta, elementi di efficienza e di funzionalità senza per questo utilizzare nuove tasse.

1) Abbiamo lavorato in stretta raccordo con le Agenzie fiscali statali per trovare soluzioni a tutta quella serie di problemi tecnici che possono comunque frenare la capacità di riscossione della Regione.

A questo proposito, con le Agenzie fiscali (Entrate, Territorio, Demanio) abbiamo stretto una serie di rapporti, che prima non esistevano, che hanno determinato una sensibilità nuova da parte di entrambe le strutture. Oggi siamo in grado di monitorare e conoscere tutti i dati e gli interventi che lo Stato adotta e che hanno un impatto diretto sulle casse finanziarie siciliane. E non è cosa da poco se si pensa che prima non riuscivamo ad avere in tempo reale queste notizie e che, per riavere quanto ci spettava, eravamo costretti ad attivare i contenziosi con lo Stato. Un'impostazione che ormai appartiene al passato, come dimostrano i fatti!

Non più di una settimana fa, in un incontro con il Direttore Centrale della Riscossione. Attilio Befera, abbiamo concordato un tavolo permanente di confronto che ci consentirà risolvere tutti i problemi che nella quotidianità gestionale possono nascere. In altre parole, la Regione e gli Uffici Finanziari si parleranno direttamente con pari dignità ed entrambe possederanno le stesse informazioni tecniche.

L'elemento importante, insomma, è determinato dal ruolo che questo Governo regionale ha svolto nei confronti dello Stato. E cito due esempi per tutti: il fatto che con la legge finanziaria nazionale del 2002 sono state abrogate le riserve erariali e la pressione che abbiamo esercitato nei confronti dello Stato per ottenere misure compensative alle minori entrate dei tributari a causa dei crediti di imposta (art. 64 della finanziaria nazionale 2003). Questo è anche il frutto di un dialogo politico e tecnico con Roma che ci ha visto protagonisti e non soggetti passivi capaci soltanto di recriminare. Vorrei farvi anche notare che il primo atto dopo il mio insediamento, nel settembre 2001, è stato proprio la richiesta di un confronto con i vertici nazionali per la definizione del contenzioso tra la Regione e lo Stato. Una trattativa che ormai è quasi giunta al traguardo e che dovrebbe portare alla Sicilia oltre 1.000 miliardi di vecchie lire.

2) a livello regionale siamo stati impegnati nella riforma della struttura amministrativa, nella creazione dell'anagrafe tributaria informatica dei Comuni, nella nazionalizzazione delle modalità per la procedure esecutive per la riscossione dei ruoli e nella definizione della legge per la remunerazione dei compensi del Concessionario.

RAZIONALIZZAZIONE DELLA RIFORMA DELLA STRUTTURA

Abbiamo applicato la normativa che stabilisce le responsabilità politiche e quelle amministrative. Da parte nostra abbiamo fornito precise direttive in merito agli obiettivi, alle priorità e ai tempi che devono caratterizzare l'azione amministrativa. Oggi l'Amministrazione è in condizione di seguire tutti i passaggi che hanno rilevanza per la Sicilia e di interagire con gli organi, che a livello regionale gestiscono le entrate tributarie. Di particolare rilievo è stato l'avvio di un nuovo rapporto con la Guardia di Finanza alla quale abbiamo rappresentato le esigenze della Regione sul problema della lotta all'evasione.

ANAGRAFE TRIBUTARIA

Abbiamo proposto e fatto approvare una legge che ha di fatto permesso la realizzazione di una anagrafe tributaria dei comuni siciliani. Attraverso i mezzi informatici, adesso è possibile interscambiare i dati tra i Comuni, l'Agenzia delle Entrate e il Concessionario che si occupa delia riscossione. Su 390 Comuni siciliani, tutti hanno già stipulato il protocollo d'intesa e di questi, 275 sono già collegati. Fatto innovativo in Italia considerato che il Ministero dell'Economia sta pensando di estendere l'esperienza siciliane nel resto del Paese.

PROCEDURE ESECUTIVE PER LA RISCOSSIONE DEI RUOLI

Uno dei problemi più difficili da risolvere riguardava l'enorme flusso di richieste da pare del Concessionario di atti catastali per l'attivazione delle procedure esecutive. Con gli Uffici del Territorio, che hanno la gestione degli archivi, si è stipulato un protocollo grazie al quale il Concessionario oggi ha la possibilità di avere le informazioni e di dare il via alle procedure con più celerità rispetto al passato.

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