Giovedì, 13 Giugno 2024


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Analisi del voto in Spagna e comparazione con quanto successo in 10 mesi in Italia

 

 

 

 

 

 

“L’INGENUITÀ DI SANTIAGO ABASCAL (VOX) E L’INTUIZIONE VINCENTE DI GIORGIA MELONI (FDI)”.

Analisi del voto in Spagna e comparazione con quanto successo in 10 mesi in Italia.


Le elezioni spagnole dello scorso 23 luglio hanno consegnato una situazione di stallo. La coalizione conservatrice, composta da Partido Popular e Vox, non è riuscita a sfondare e di fatto la situazione è di pareggio.

Il partito socialista di Pedro Sanchez è riuscito a contenere la sconfitta, ma non potrà fare una maggioranza perché avrebbe bisogno dei voti del partito indipendentista “Juntos”, il cui leader, Carles Puigdemont, è appena stato raggiunto da un mandato d'arresto emesso dalla procura spagnola.

Anche per il centro destra non sarà facile formare un nuovo governo visto che mancano sette seggi per la maggioranza assoluta.

Entrambe le soluzioni risultano molto improbabili e qualcuno a Bruxelles sta forzando la mano per mettere assieme partito popolare e partito socialista.

Se come tutti noi speriamo, questo “inciucio” verrà evitato, non ci sono dubbi che la Spagna entro sei mesi ritornerà a votare e a questo punto Santiago Abascal, il carismatico leader di Vox, il partito spagnolo gemello di Fratelli d’Italia, avrà una nuova chances per conquistare i voti che invece clamorosamente ha perso per strada in questa tornata elettorale.

Ma perché Vox ha perso ? Per un semplicissimo motivo: perché ha presentato un programma di autentici valori di destra, che personalmente condivido, ma che non sono più nelle corde di cittadini che da 30/40 anni vengono bombardati dalla cultura dominante di sinistra, della cultura della tecnofinanza, e si sono spaventati dei programmi di Vox.

Da questo punto di vista è stata molto più lungimirante, politicamente parlando,  Giorgia Meloni, la quale non si è mai fatta abbindolare dalle sirene di quanti vorrebbero da lei dichiarazione roboanti circa i valori classici della destra, ma si è limitata a una politica del fare, sapiente e prudente, senza mai fare dichiarazioni sopra le righe.

In linea teorica anche noi vorremmo una Meloni con un programma più deciso così come ha fatto Abascal in Spagna, ma i fatti hanno dimostrato che la linea è perdente.

Se Meloni non avesse fatto ciò che ha fatto oggi da Bruxelles e da Washington sarebbe partito l’ordine di fare cadere il suo governo.  E a quel punto ci saremmo ritrovati l’ennesimo governo tecnico  che ci  avrebbe spostato ancor più verso sinistra.

In conclusione, Giorgia Meloni con la sua real Politik ha spiegato bene cosa fare per vincere le elezioni europee e cambiare le cose gradualmente.

Fra sei mesi, quando si andrà a votare di nuovo (ne sono certo) anche Vox avrà capito la lezione!

Alle elezioni europee  della primavera del 2024 assisteremo al trionfo del centrodestra. (Alessandro Pagano)

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